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  <title>In Evidenza</title>
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  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/a-nuoro-e-lula-et-unisce-europa-italia-e-sardegna">
    <title>A Nuoro e Lula l’Einstein Telescope unisce Europa, Italia e Sardegna</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/a-nuoro-e-lula-et-unisce-europa-italia-e-sardegna</link>
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	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/a-nuoro-e-lula-et-unisce-europa-italia-e-sardegna"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/a-nuoro-e-lula-et-unisce-europa-italia-e-sardegna/@@images/51d69421-6a9c-4392-a84f-97aea60e4488.jpeg" alt="A Nuoro e Lula l’Einstein Telescope unisce Europa, Italia e Sardegna" title="A Nuoro e Lula l’Einstein Telescope unisce Europa, Italia e Sardegna" height="46" width="96" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   Oggi a Nuoro è stato siglato un Memorandum d’intesa tra enti di ricerca italiani e tedeschi per il progetto Einstein Telescope.
L'accordo stringe un'alleanza strategica tra la candidatura della Sardegna, con il sito di Sos Enattos, e quella della Lusazia  in Germania, per rafforzare la cooperazione scientifica e promuovere la realizzazione del futuro osservatorio europeo di onde gravitazionali
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p dir="ltr">Nella giornata di oggi, venerdì 17 luglio, il progetto Einstein Telescope (ET) e la candidatura della Sardegna a ospitarlo, con il sito nell’area di Sos Enattos, sono stati sotto i riflettori a Nuoro e Lula. La Sardegna e la Lusazia, regione della Sassonia, in Germania, hanno compiuto insieme un nuovo passo per ET, il futuro osservatorio europeo di terza generazione per le onde gravitazionali. I principali enti di ricerca italiani e tedeschi impegnati in queste ricerche hanno infatti sottoscritto, a Nuoro, un Memorandum of Agreement (MoA) per rafforzare la cooperazione scientifica tra le due candidature e promuovere la realizzazione dell'infrastruttura nella configurazione cosiddetta a "doppia L" (2L).</p>
<p dir="ltr">La cerimonia della firma, che si è svolta al termine di un workshop scientifico ospitato dal Museo Etnografico della Sardegna, ha coinvolto l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Università Tecnica di Dresda e il Karlsruhe Institute of Technology (KIT). L'accordo, che segue la<a href="https://www.einstein-telescope.it/2026/01/12/einstein-telescope-firmata-una-dichiarazione-di-intenti-tra-la-sardegna-e-la-sassonia-per-rafforzare-la-collaborazione-scientifica/"> dichiarazione di intenti</a> sottoscritta nel gennaio 2026 a Roma nella sede del Ministero dell’Università e della Ricerca, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dallo Stato Libero di Sassonia, ha confermato la volontà di proporre una candidatura congiunta basata sulla geometria a 2L, che prevede la realizzazione di due interferometri, situati uno in Sardegna e uno in Lusazia. La proposta punta a valorizzare le caratteristiche geologiche e le competenze scientifiche dei due territori, massimizzando le potenzialità scientifiche di ET e consolidando la cooperazione europea nella ricerca di frontiera.</p>
<p dir="ltr">Alla cerimonia hanno partecipato i presidenti di INFN, INAF e INGV, Antonio Zoccoli, Roberto Ragazzoni e Fabio Florindo, la prorettrice alla ricerca e al trasferimento tecnologico dell'Università Tecnica di Dresda, Angela Rösen-Wolff, il co-responsabile scientifico dello studio di fattibilità dell'Einstein Telescope in Lusazia, Christian Stegmann, la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, la Segretaria di Stato del Ministero della Scienza della Sassonia, Heike Graßmann, i sindaci di Nuoro e Lula, Emiliano Fenu e Mario Calia, e il sindaco della cittadina sassone Ralbitz-Rosenthal, Hubertus Rietscher. Nel corso della mattinata, inoltre, è stato letto un breve messaggio del Ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.</p>
<p dir="ltr">A margine della cerimonia è stato firmato anche un accordo di collaborazione tra la Regione Sardegna e la Regione Umbria, alla presenza delle presidenti Alessandra Todde e Stefania Proietti.</p>
<p dir="ltr">Nel pomeriggio l'attenzione si è spostata a Lula, nel cuore del sito candidato di Sos Enattos, dove è stato inaugurato il punto informativo dedicato all'Einstein Telescope, presso il Salone “Giovanni Paolo II”, in via Karl Marx 1. La giornata si è conclusa presso l'ex miniera di Sos Enattos con l'evento di lancio del futuro centro di ricerca ET-SUnLab, il cui avvio dei lavori di costruzione è previsto nelle prossime settimane.</p>
<p dir="ltr">"La giornata di oggi ci fa compiere un passo importante nel percorso della candidatura a ospitare l’Einstein Telescope nella nostra Isola. Abbiamo consolidato la collaborazione con la Sassonia grazie alle comunità scientifiche italiane e tedesche, che oggi hanno voluto ulteriormente suggellare l’accordo firmato a gennaio a Roma per portare avanti una candidatura congiunta. Abbiamo dato vita a una cooperazione Sardegna-Umbria, utile sia in chiave ET, che per promuovere, sostenere e valorizzare la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, attraverso lo sviluppo di specifici progetti e iniziative comuni", conclude Alessandra Todde (Presidente della Regione Autonoma della Sardegna). "Infine, abbiamo dato concretezza agli sforzi che abbiamo compiuto e alle azioni che negli ultimi due anni abbiamo intrapreso con l’inaugurazione del punto informativo dedicato all’ET a Lula e il lancio del cantiere per la realizzazione dell’ET-SUnLab a Sos Enattos. Oltre ad avere il sito migliore, ogni giorno che passa rafforziamo il substrato infrastrutturale e tecnologico che possa aumentare le nostre possibilità per la candidatura".</p>
<p dir="ltr">"La firma di questo accordo rappresenta un passo significativo perché Sardegna e Sassonia consolidano la volontà di presentare una candidatura congiunta e di cooperare per offrire all’Europa la soluzione scientificamente più solida e programmaticamente più affidabile. Alla luce degli studi fin qui condotti, siamo, infatti, convinti che la realizzazione di Einstein Telescope attraverso due rivelatori interferometrici con geometria a L garantisca le migliori condizioni per il successo del progetto. E questa visione va oltre la collaborazione tra i due siti candidati e apre a un’infrastruttura di ricerca realmente europea, con il coinvolgimento di tutti i partner nella creazione di una grande rete distribuita per la ricerca sulle onde gravitazionali, con laboratori, infrastrutture tecnologiche e attività scientifiche nei diversi Paesi, nell’ambito della quale ognuno avrà la possibilità di contribuire con la propria eccellenza e di trarne valore", spiega Antonio Zoccoli, presidente dell'INFN. "Una grande infrastruttura di ricerca può nascere solo da una grande collaborazione: così opera la scienza e solo così potremo dotare l’Europa di uno strumento scientifico unico al mondo, capace di produrre nuova conoscenza e consolidare la leadership europea nella ricerca fondamentale nei decenni a venire".</p>
<p dir="ltr">"Oggi assistiamo al meglio che l’Europa ha da offrire. Con la firma di questo accordo, due delle regioni europee più adatte e sismicamente più stabili, la Sardegna e la Lusazia, uniscono le forze per perseguire uno degli obiettivi scientifici più ambiziosi del nostro tempo attraverso lo sviluppo delle tecnologie più avanzate per rilevare le più piccole increspature nello spazio-tempo", sottolinea Roberto Ragazzoni, presidente dell'INAF. "Lo stesso spirito di curiosità che spinse Galileo a rivolgere lo sguardo al cielo continua a ispirare la scoperta e a promuovere il progresso tecnologico, economico e sociale. La nostra ricerca per osservare gli eventi che hanno plasmato l'Universo - dalla fusione dei buchi neri a fenomeni spettacolari come le kilonove - non punta soltanto a soddisfare la curiosità dell'umanità. Mira anche a far progredire la tecnologia, rafforzare la cooperazione scientifica europea e creare opportunità il cui impatto non è ancora oggi prevedibile. Questa è la ricerca fondamentale nella sua forma più alta: la storia ci ha dimostrato che i suoi più grandi risultati spesso superano le nostre aspettative e aprono orizzonti completamente nuovi".</p>
<p dir="ltr">"La firma di questo Memorandum rappresenta un passo importante nel percorso che stiamo costruendo insieme ai nostri partner sassoni. Le grandi infrastrutture di ricerca non nascono soltanto dall'eccellenza scientifica, ma anche dalla capacità di mettere in comune competenze, esperienze e obiettivi condivisi", dice Fabio Florindo, presidente dell'INGV. "L'INGV porta in questa collaborazione il patrimonio di conoscenze maturato nello studio della Terra e del sottosuolo. Per un'infrastruttura come l'Einstein Telescope, la caratterizzazione geologica e geofisica del sito è un elemento essenziale, sul quale lavoriamo da molti anni con rigore scientifico e una visione di lungo periodo.  Credo che il valore di questo accordo vada oltre la preparazione delle rispettive candidature. È un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni di ricerca possa rafforzare il ruolo dell'Europa nelle grandi sfide scientifiche e creare nuove opportunità di sviluppo e innovazione per i territori coinvolti".</p>
<p dir="ltr">"Il Memorandum rappresenta un’altra pietra miliare nella nostra collaborazione in qualità di regioni candidate al progetto europeo, Einstein Telescope. La Sardegna e la Sassonia condividono una visione comune per questa infrastruttura di ricerca unica nel suo genere», continua Sebastian Gemkov, Ministro di Stato della Sassonia per la Scienza, la Cultura e il Turismo. «L’accordo firmato dalle principali istituzioni di ricerca italiane e tedesche rafforza la nostra candidatura congiunta per ospitare un osservatorio sotterraneo di onde gravitazionali, approfondendo al contempo la cooperazione scientifica oltre i confini nazionali".</p>
<p dir="ltr">"La nostra cooperazione sull'Einstein Telescope diventerà ancora più stretta negli anni a venire. E andrà ben oltre la realizzazione delle infrastrutture di ricerca nei nostri due siti, creando un ponte tra scienza, innovazione e persone in tutta Europa", aggiunge Christian Stegmann co-direttore di Einstein Telescope Lusazia.</p>
<p dir="ltr">"L'accordo di cooperazione rappresenta un'importante pietra miliare nel percorso della Lusazia nell'ospitare l'Einstein Telescope. Sottolinea la dimensione europea di questo progetto di ricerca unico nel suo genere e testimonia la nostra ambizione di promuovere l'eccellenza scientifica oltre i confini nazionali", evidenzia Ursula Staudinger, rettrice dell'Università Tecnica di Dresda. "In qualità di ateneo di eccellenza, l'Università Tecnica di Dresda mette a disposizione i propri punti di forza in settori quali il calcolo ad alte prestazioni, l'analisi dei dati supportata dall'intelligenza artificiale, l'optoelettronica e misure di precisione. Allo stesso tempo, l'Einstein Telescope offre una straordinaria opportunità per sviluppare ulteriormente tecnologie chiave. Sosteniamo con piena convinzione questa candidatura congiunta europea".</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>InEvidenza</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-07-17T19:16:05Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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  </item>


  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/cordoglio-inaf-scomparsa-presidente-asi-teodoro-valente">
    <title>Il cordoglio dell'INAF per la scomparsa del Presidente dell'ASI Teodoro Valente</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/cordoglio-inaf-scomparsa-presidente-asi-teodoro-valente</link>
    <description>
	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/cordoglio-inaf-scomparsa-presidente-asi-teodoro-valente"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/cordoglio-inaf-scomparsa-presidente-asi-teodoro-valente/@@images/655f2994-6515-4771-b5fa-e18c56e0426d.jpeg" alt="Il cordoglio dell'INAF per la scomparsa del Presidente dell'ASI Teodoro Valente" title="Il cordoglio dell'INAF per la scomparsa del Presidente dell'ASI Teodoro Valente" height="96" width="72" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica Roberto Ragazzoni insieme al Consiglio di Amministrazione, al Direttore Generale Gaetano Telesio, alla Direttrice Scientifica Isabella Pagano e a tutto il personale, esprimono profondo cordoglio per la prematura scomparsa del professor Teodoro Valente, Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana.</p>
<p>"Con il professor Valente l'INAF ha condiviso in questi anni un rapporto di stretta e proficua collaborazione, in un momento di grande vitalità per l'astrofisica spaziale italiana", dichiara il Presidente INAF Roberto Ragazzoni. "Sotto la sua guida ASI e INAF hanno consolidato una sinergia che ha prodotto e continuerà a produrre risultati di primo piano in un impegno costante, competente e generoso con il comune scopo di rafforzare il ruolo dell’Italia nello spazio e nella scienza. In un momento come questo - tuttavia - voglio rammentare non tanto la lunga e necessariamente incompleta lista di missioni e progetti che ci ha visto interagire, ma piuttosto lo spessore, la disponibilità e la signorilità di chi ci ha lasciato troppo presto, e con il quale capitava di confrontarsi in breve tempo, ma frequentemente, su temi collegati all’esplorazione dello spazio, che fossero le sue implicazioni filosofiche o quelle commerciali. A nome di tutta la comunità INAF rivolgo alla famiglia e ai colleghi dell'ASI le più sentite condoglianze".</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>InEvidenza</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-07-16T13:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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  </item>


  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/pspt-30-anni">
    <title>Rome/PSPT: 30 anni di Sole, tecnologia e ricerca</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/pspt-30-anni</link>
    <description>
	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/pspt-30-anni"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/pspt-30-anni/@@images/490b87d7-f687-4f01-a7dc-169d642d76ce.jpeg" alt="Rome/PSPT: 30 anni di Sole, tecnologia e ricerca" title="Rome/PSPT: 30 anni di Sole, tecnologia e ricerca" height="96" width="72" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   Dal 3 luglio del 1996 lo strumento dell'INAF fotografa la nostra stella, contribuendo agli studi di space weather, variabilità solare, attività magnetica, integrati all'analisi degli archivi storici
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p dir="ltr">Il Sole cambia continuamente: macchie, regioni attive e repentine variazioni di luminosità richiedono strumenti capaci di catturarne ogni sfumatura con estrema precisione. È questo, da tre decenni, il compito del Rome/PSPT (Precision Solar Photometric Telescope), un telescopio solare nato nell’ambito del progetto internazionale RISE/PSPT.</p>
<p>Installato originariamente nel 1996 sulla terrazza di Monte Mario a Roma – all'epoca sede dell'Osservatorio Astronomico di Roma – lo strumento è stato nel tempo aggiornato, trasferito presso la sede dell’INAF-OAR di Monte Porzio Catone e integrato in una prestigiosa rete internazionale di telescopi solari. Da allora, non ha mai smesso di osservare la nostra stella, immagine dopo immagine.</p>
<p>"Queste osservazioni", spiega Ilaria Ermolli,  direttrice dell'INAF-OAR "hanno permesso innanzitutto di determinare con accuratezza le proprietà fotometriche delle regioni magnetiche osservate nell'atmosfera del Sole: parliamo di macchie e facole nella fotosfera, e di plage e network nella cromosfera. Grazie al Rome/PSPT, siamo riusciti a misurare le loro variazioni su tempi scala che vanno da pochi minuti a tre interi cicli solari".</p>
<p>Un contributo scientifico che si estende ben oltre il monitoraggio contemporaneo e che si rivela fondamentale anche per le attività di space weather (la meteorologia spaziale), cruciale per comprendere l’influenza dell’attività solare sull’atmosfera terrestre.</p>
<p dir="ltr">"I dati raccolti - continua Ilaria Ermolli - ci hanno consentito di sviluppare modelli accurati delle variazioni dell'emissione radiativa della nostra stella e di ricavare la sua evoluzione anche per periodi storici nei quali non esistevano misure dirette. Le osservazioni del Rome/PSPT hanno inoltre permesso di mettere a punto metodi avanzati di analisi applicabili alle immagini ottenute dalla digitalizzazione degli archivi fotografici storici di vari osservatori mondiali. Un esempio su tutti è l'Osservatorio di Meudon, che conserva osservazioni fotografiche del Sole acquisite con regolarità dal 1892 in poi".</p>
<p dir="ltr">Dietro la tecnologia del Rome/PSPT c'è però una fitta rete di competenze umane: una storia di ricercatori, tecnici e scienziati che lo hanno costruito, curato e fatto crescere negli anni. Tra i tanti che hanno contribuito a questo successo si annoverano Massimo Fofi, Bruno Caccin, Francesco Berrilli, Sabatino Sofia, Mauro Centrone, Fabrizio Giorgi, Mariarita Murabito, Cinzia Fazzari, Valentina Penza, Serena Criscuoli, Theodosios Chatzistergos, Kamal Sant e Teodora Mihailescu.</p>
<p dir="ltr">Trent'anni di dati che non solo ci aiutano a decifrare il passato e il presente del Sole, ma che continuano a fornire alla comunità astrofisica internazionale gli strumenti per comprenderne il futuro.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>InEvidenza</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-07-03T15:48:26Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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  </item>


  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/inaf-spie-at_i-2026">
    <title>INAF allo SPIE Astronomical Telescopes + Instrumentation</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/inaf-spie-at_i-2026</link>
    <description>
	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/inaf-spie-at_i-2026"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/inaf-spie-at_i-2026/@@images/efabde7a-ec30-4057-b0f2-2d683dab2982.jpeg" alt="INAF allo SPIE Astronomical Telescopes + Instrumentation" title="INAF allo SPIE Astronomical Telescopes + Instrumentation" height="96" width="96" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   Anche quest'anno l'Istituto Nazionale di Astrofisica parteciperà allo SPIE Astronomical Telescopes + Instrumentation, l'appuntamento biennale di riferimento per la comunità tecnologica astronomica, in programma dal 5 al 10 luglio a Copenaghen 
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dal 5 al 10 luglio, a Copenaghen si terrà lo SPIE Astronomical Telescopes + Instrumentation, da più di venti anni l'appuntamento biennale di riferimento per la comunità tecnologica astronomica. Durante la conferenza verranno presentati i più importanti progetti astronomici da terra e da spazio, dalle alte energie fino alle onde radio. Si discuterà anche di nuove tecnologie, di software e gestione dei progetti.</p>
<p>Lo SPIE è anche un luogo di incontro, dove l'attività di networking è importante tanto quanto i plenary talk. INAF è, ad ogni edizione, validamente rappresentata da decine di persone che portano svariati lavori, riflettendo il ruolo del centrale dell’Ente nel contesto tecnologico internazionale.</p>
<p>Per la nuova edizione, che verrà inaugurata tra qualche giorno, è stato compiuto un ulteriore passo per valorizzare INAF e darne un messaggio identitario, mostrando le tante competenze e capacità acquisite. Sarà infatti presente, nell’area espositiva, uno stand INAF di 36 metri quadrati: uno spazio dinamico dove saranno esposti prototipi, idee progettuali, dispositivi scientifici nelle bande dal radio alle alte energie. Ci sarà una sezione istituzionale, un'area dedicata all'IT, una zona per provare esperienze di realtà virtuale navigando nella strumentazione e tra i dati astronomici. Non solo: sarà disponibile un luogo per riunioni, eventi quali demo di software, simulazioni di ottica adattiva e molto altro. Più di 20 prodotti esposti e oltre 40 persone di INAF che saranno presenti allo stand sono solo alcuni numeri di questa iniziativa.<br /> <br /></p>
<p><b>Per maggiori informazioni su SPIE Astronomical Telescopes + Instrumentation:</b></p>
<p><a href="https://spie.org/conferences-and-exhibitions/astronomical-telescopes-and-instrumentation">https://spie.org/conferences-and-exhibitions/astronomical-telescopes-and-instrumentation</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>InEvidenza</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-07-01T13:30:52Z</dc:date>
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