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  <title>Notizie dall'INAF</title>
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  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/primo-sst-per-ctao-sud">
    <title>Il primo telescopio SST saluta l’Italia, diretto verso i cieli del CTAO-sud</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/primo-sst-per-ctao-sud</link>
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	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/primo-sst-per-ctao-sud"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/primo-sst-per-ctao-sud/@@images/902fb6de-9e2a-47ca-9bdc-29791a69e30a.jpeg" alt="Il primo telescopio SST saluta l’Italia, diretto verso i cieli del CTAO-sud" title="Il primo telescopio SST saluta l’Italia, diretto verso i cieli del CTAO-sud" height="63" width="96" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   
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    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p dir="ltr">Il 18 settembre 2026, la sede centrale della Dal Ben S.p.A. a San Stino di Livenza (Italia) ha ospitato un evento d'eccezione. Rappresentanti della stampa nazionale e regionale, insieme con i membri della <a href="https://www.ctao.org/partners/in-kind-contributors/">Collaborazione SST del CTAO</a> e dell'<a href="https://www.ctao.org/it/organisation/team/">Organizzazione Centrale del CTAO</a>, si sono riuniti per un evento stampa esclusivo dedicato alle operazioni di spedizione del primo Small-Sized Telescope (SST) destinato al Cile. Nel corso della giornata, i partecipanti hanno assistito a una dimostrazione dinamica della movimentazione di un telescopio completamente assemblato e hanno rivolto l’"ultimo saluto" all'SST in partenza, potendo assistere anche alla sigillatura in diretta delle casse di trasporto prima del viaggio. L'evento è stato arricchito dal discorso di benvenuto dell'Amministratore Delegato di Dal Ben S.p.A., Gabriele Dal Ben, seguito dagli interventi di esponenti delle istituzioni, tra cui il Direttore Generale del CTAO, Stuart McMuldroch, e il Presidente dell'INAF, Roberto Ragazzoni. Inoltre, esperti come Gianpiero Tagliaferri (Responsabile Principale della collaborazione SST) e Stefano Stanghellini (Coordinatore dei telescopi del CTAO) hanno approfondito gli aspetti tecnici degli SST e dell'Osservatorio, prima della visita guidata per illustrare le varie componenti e il processo di assemblaggio di altri 26 telescopi.</p>
<p dir="ltr">Per comprendere la portata di questa spedizione, è necessario rifarsi al quadro generale. Il CTAO è destinato a diventare l’osservatorio di raggi gamma da terra più grande e potente al mondo. Per coprire un intervallo di energia senza precedenti, l'Osservatorio impiegherà <a href="https://www.ctao.org/emission-to-discovery/telescopes/">tre classi di telescopi</a>: oltre agli SST, saranno utilizzati gli Large-Sized Telescopes (LST) e i Medium-Sized Telescopes (MST). Saranno costruiti oltre 60 telescopi distribuiti sui due siti del CTAO, uno per ciascun emisfero: <a href="https://www.ctao.org/emission-to-discovery/array-sites/ctao-north/">CTAO-nord</a> a La Palma (Spagna) e <a href="https://www.ctao.org/emission-to-discovery/array-sites/ctao-south/">CTAO-sud</a> nel deserto di Atacama (Cile), destinazione del primo SST.</p>
<p dir="ltr">Come suggerisce il nome, gli SST sono i telescopi più piccoli della schiera del CTAO, eppure rappresentano un gioiello dell'ingegneria ottica progettato per catturare i segnali provenienti dagli acceleratori più estremi dell'Universo. Con un'altezza di 9 metri, si distinguono all'interno dell'Osservatorio per l'utilizzo di un doppio specchio, basato su una configurazione ottica Schwarzschild-Couder modificata. Questa configurazione prevede uno specchio primario da 4,3 metri, (M1) composto da 18 segmenti esagonali, che riflette la luce su uno specchio secondario monolitico da 1,8 metri (M2); ciò garantisce un'elevata risoluzione spaziale su un campo di vista molto ampio e consente di ottenere un piano focale estremamente compatto.</p>
<p dir="ltr">Gli SST sono ottimizzati specificamente per rivelare la fascia più alta, compresa tra 2 TeV e 300 TeV, dell'intervallo di energia osservato dal CTAO. Poiché gli sciami di particelle generati da questi raggi gamma estremi producono abbondante luce Cherenkov ma sono eventi estremamente rari, per raccogliere la luce sono sufficienti telescopi di dimensioni ridotte, ma ne occorre un numero elevato per aumentare la probabilità di osservarli. Di conseguenza, un totale di 37 SST, insieme con 14 MST, verrà installato su un'area di tre chilometri quadrati presso il sito CTAO-sud.</p>
<p dir="ltr">L'Italia svolge un ruolo fondamentale e poliedrico nella realizzazione di questa iniziativa globale. Il Paese non solo è uno dei <a href="https://www.ctao.org/organisation/governance/">membri fondatori del CTAO ERIC</a> (noto anche come Organizzazione Centrale), ma ospita anche il <a href="https://www.ctao.org/organisation/facilities/">Quartier Generale del CTAO</a> a Bologna. Inoltre, i gruppi di lavoro italiani guidano lo sviluppo degli SST. Coordinata dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), la collaborazione internazionale SST riunisce istituti di ricerca e università di Australia, Brasile, Francia, Germania, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti.</p>
<p dir="ltr">A questa leadership scientifica si affianca un importante contributo industriale. La realizzazione dei telescopi testimonia l'eccellenza industriale italiana: l'azienda Dal Ben S.p.A. si occupa infatti della produzione in serie delle complesse strutture elettromeccaniche degli SST, mentre la società Media Lario S.r.l. sta producendo tutti gli specchi M1 e M2. Un aspetto cruciale è che la produzione di tali componenti ha ricevuto un forte impulso grazie al programma CTA+, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nell'ambito dell'iniziativa NextGenerationEU e approvato dal MUR.</p>
<p dir="ltr">Questo primo SST verrà installato presso il sito CTAO-sud, presso l'Osservatorio del Paranal dell'European Southern Observatory (ESO, l’Osservatorio Europeo Australe), nel deserto di Atacama in Cile. Sotto la guida del gruppo di lavoro di CTAO-sud dell'Organizzazione Centrale, il sito sta rapidamente prendendo forma grazie a importanti lavori preparatori già ultimati: sono stati realizzati 17 chilometri di strade interne e completate le fondamenta sia per gli SST che per gli MST. Inoltre, sono state approntate le prime strutture per ospitare il personale dedicato all’assemblaggio e al collaudo ed è imminente l'installazione del sistema di alimentazione dei telescopi, che renderà il sito perfettamente pronto per accogliere questo primo SST.</p>
<p dir="ltr">Lasciando il suo luogo di nascita in Italia, questo telescopio pionieristico porta con sé l'ingegno di una collaborazione globale, pronto a svelare i segreti più estremi e gli eventi più energetici del cosmo sotto il cielo incontaminato del Cile.</p>
<p><b>Per maggiori informazioni:</b></p>
<p><a class="external-link" href="https://drive.google.com/drive/folders/1Y2AkiQk_NFEtABCuR4wWLia_KjP5swCq?usp=sharing">Foto e video raccolti durante l'evento, nonché schede di approfondimento sui telescopi SST e CTAO</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>InEvidenza</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-09-25T14:14:08Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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  </item>


  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/eris-2026-noto">
    <title>ERIS 2026 porta a Noto la nuova generazione di radioastronomi</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/eris-2026-noto</link>
    <description>
	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/eris-2026-noto"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/eris-2026-noto/@@images/0f141861-7a89-450c-a5b5-a777096dffe0.jpeg" alt="ERIS 2026 porta a Noto la nuova generazione di radioastronomi" title="ERIS 2026 porta a Noto la nuova generazione di radioastronomi" height="63" width="96" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   Dal 7 all’11 settembre, l’INAF – Istituto di Radioastronomia, sede di Noto, ha ospitato l’XI European Radio Interferometry School, che ha riunito circa 70 partecipanti da tutta Europa e non solo
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dal 7 all’11 settembre, l’INAF – Istituto di Radioastronomia, sede di Noto, ha ospitato l’XI European Radio Interferometry School (ERIS 2026), che ha riunito circa 70 partecipanti da tutta Europa e non solo.</p>
<p>La scuola si è svolta presso il Consorzio Universitario Mediterraneo Orientale e ha avuto un respiro globale, con partecipanti provenienti da numerosi Paesi europei, ma anche da Sudafrica, Ghana, Cina, Emirati Arabi Uniti, Turchia, Colombia, Brasile e Cile. Diversi anche i livelli di formazione e carriera, dagli studenti di laurea magistrale e di dottorato ai ricercatori nelle prime fasi del loro percorso professionale.</p>
<p>Nel corso di cinque giornate, esperti provenienti da università ed enti di ricerca internazionali hanno alternato lezioni e sessioni pratiche, spaziando dai fondamenti dell’interferometria radio alle strategie osservative e alle tecniche più avanzate di elaborazione e analisi dei dati. Il programma ha esplorato anche le prospettive della radioastronomia moderna e le sue connessioni con l’astronomia multi-banda e multi-messaggera.</p>
<p>Il programma ha incluso la visita alla Stazione Radioastronomica di Noto e al suo radiotelescopio da 32 metri, che partecipa alle osservazioni dell’European VLBI Network, oltre alla scoperta della città, celebre per la sua architettura barocca e parte del sito UNESCO “Città tardo barocche del Val di Noto”.</p>
<p>ERIS 2026 è stata finanziata dall’INAF e dall’Astrophysics Centre for Multi-messenger Studies in Europe (ACME), nell’ambito del programma Horizon Europe dell’Unione Europea.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
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  </item>


  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/epsc-2026-inaf-allo-stakeholders-day">
    <title>EPSC 2026: INAF allo Stakeholders Day per discutere il futuro della cooperazione spaziale europea</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/epsc-2026-inaf-allo-stakeholders-day</link>
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	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/epsc-2026-inaf-allo-stakeholders-day"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/epsc-2026-inaf-allo-stakeholders-day/@@images/da5073ca-c963-4501-b3a5-cfb55d0e416b.jpeg" alt="EPSC 2026: INAF allo Stakeholders Day per discutere il futuro della cooperazione spaziale europea" title="EPSC 2026: INAF allo Stakeholders Day per discutere il futuro della cooperazione spaziale europea" height="72" width="96" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   L'INAF ha partecipato allo Stakeholders Day organizzato da Europlanet nell'ambito dell'European Planetary Science Congress (EPSC). Tra i relatori del panel Isabella Pagano, Direttrice Scientifica dell'Istituto Nazionale di Astrofisica
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L'INAF ha partecipato allo <strong>Stakeholders Day</strong> organizzato da <strong>Europlanet</strong> nell'ambito dell'European Planetary Science Congress (EPSC), un evento su invito dedicato all'incontro tra comunità scientifica, agenzie spaziali, enti di finanziamento della ricerca, rappresentanti istituzionali e decisori politici impegnati nella definizione delle future strategie del settore spaziale europeo.</p>
<p>Tra i relatori del panel ha preso parte <strong>Isabella Pagano</strong>, Direttrice Scientifica dell'INAF, insieme a <strong>Yannis Zouganelis</strong> e <strong>Gaitee Hussain </strong>dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e a <strong>Saskia Matheussen</strong> della Netherlands Organisation for Scientific Research (NWO).</p>
<p>La discussione ha affrontato alcuni dei temi più rilevanti per il futuro della ricerca spaziale in Europa: il ruolo crescente della space economy e le opportunità di collaborazione tra ricerca e industria; le strategie per sostenere le carriere dei giovani ricercatori e attrarre nuove generazioni verso le discipline STEM; il posizionamento dell'Europa come partner affidabile e competitivo nello scenario internazionale; il coinvolgimento dei Paesi ancora sottorappresentati nelle attività scientifiche; il valore dell'accesso transnazionale alle infrastrutture di ricerca e la necessità di rafforzare le relazioni tra istituzioni nazionali, agenzie spaziali e organismi internazionali.</p>
<p>Nel corso del dibattito è emerso come le grandi sfide scientifiche e tecnologiche dei prossimi decenni richiedano una cooperazione sempre più stretta tra enti di ricerca, industrie, finanziatori e agenzie spaziali. Particolare attenzione è stata dedicata alla formazione di nuove competenze, alla mobilità dei ricercatori e alla condivisione di infrastrutture, elementi considerati fondamentali per mantenere la competitività europea nel settore spaziale.</p>
<p>Per l'INAF, la partecipazione della Direttrice Scientifica ha rappresentato un'importante occasione di confronto sulle strategie che guideranno il futuro delle scienze planetarie e spaziali in Europa, rafforzando il contributo dell'Istituto alle principali iniziative internazionali nel settore.</p>
<p>Lo Stakeholders Day si è inoltre svolto in una settimana particolarmente significativa per la comunità planetaria europea e per l'Italia. Durante l'EPSC, infatti, <strong>Stavro Ivanovski</strong> è stato eletto <strong>presidente di Europlanet</strong>, l'organizzazione che promuove la collaborazione tra ricercatori, istituzioni e infrastrutture di ricerca nel campo delle scienze planetarie. La nomina assume un valore particolare anche per l'INAF, che è membro istituzionale di Europlanet e contribuisce attivamente alle sue iniziative scientifiche e di networking a livello europeo.</p>
<p>L'incontro ha confermato il ruolo centrale di EPSC non solo come principale appuntamento scientifico europeo dedicato alle scienze planetarie, ma anche come luogo di dialogo tra ricerca, istituzioni e stakeholder chiamati a costruire le future politiche spaziali europee. In questo contesto, la presenza dell'INAF e il coinvolgimento dei suoi rappresentanti testimoniano l'impegno dell'Istituto nel promuovere una visione aperta, inclusiva e internazionale della ricerca spaziale.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
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    <dc:date>2026-09-11T12:59:50Z</dc:date>
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  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/cosenza-incontro-prospettive-collaborazione-inaf-unical">
    <title>A Cosenza un incontro dedicato alle prospettive della collaborazione INAF con l'Università della Calabria</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/cosenza-incontro-prospettive-collaborazione-inaf-unical</link>
    <description>
	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/cosenza-incontro-prospettive-collaborazione-inaf-unical"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/cosenza-incontro-prospettive-collaborazione-inaf-unical/@@images/0ca2cb5f-03de-4ea8-9828-381bf0985049.jpeg" alt="A Cosenza un incontro dedicato alle prospettive della collaborazione INAF con l'Università della Calabria" title="A Cosenza un incontro dedicato alle prospettive della collaborazione INAF con l'Università della Calabria" height="72" width="96" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   Si è svolto presso l’Università della Calabria un incontro istituzionale dedicato alle prospettive della collaborazione tra l'INAF e l'Università della Calabria
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p dir="ltr">Venerdì 7 agosto 2026 - Si è svolto presso l’Università della Calabria un incontro istituzionale dedicato alle prospettive della collaborazione tra l'INAF e l'Università della Calabria. All’incontro erano presenti il Ministro dell'Università e della Ricerca Scientifica Anna Maria Bernini, il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il Presidente INAF Roberto Ragazzoni e la Direttrice Scientifica Isabella Pagano, il Rettore dell’Università della Calabria Gianluigi Greco, il Viceprefetto vicario di Cosenza Rosa Correale e il Sindaco di Rende Sandro Principe.</p>
<p dir="ltr">L'appuntamento suggella un percorso di collaborazione scientifica e istituzionale sviluppatosi nel corso degli ultimi anni e rappresenta un'occasione per condividere la prospettiva di un consolidamento della presenza dell'INAF nel campus universitario di Arcavacata, nel Comune di Rende (Cosenza). Tale prospettiva nasce da attività di ricerca già consolidate, da infrastrutture strategiche e da progettualità comuni, come la costruzione di una antenna da 7 metri della rete Solaris all'interno del campus di Arcavacata, e che trova oggi nuove opportunità di sviluppo che culmineranno, potenzialmente, nell’apertura di una struttura dell’INAF che si unisce a quelle già presenti nel Mezzogiorno d’Italia.</p>
<p dir="ltr">Il gruppo di astrofisica, geofisica e fisica dei plasmi del dipartimento di fisica dell'Università della Calabria è attivo da oltre quarant'anni di attività nei campi della fisica solare, dello space weather, dei plasmi spaziali e dell'astrofisica delle alte energie, collaborando stabilmente con numerose strutture dell'INAF. Negli ultimi anni questo percorso si è ulteriormente rafforzato grazie alla partecipazione a importanti iniziative nazionali e internazionali, tra cui il progetto Solaris, che prevede l'installazione di un radiotelescopio solare nel campus, e la missione ESA Plasma Observatory, recentemente selezionata dall'Agenzia Spaziale Europea, alla quale partecipano congiuntamente INAF e UniCal.<br /><br />L'incontro del 7 agosto si inserisce in questo percorso, offrendo un momento di confronto sulle prospettive future della collaborazione e sul valore strategico che essa riveste per lo sviluppo delle scienze dello spazio e dell'astrofisica nel Mezzogiorno.</p>
<p dir="ltr">"La ricerca cresce dove ci sono idee, competenze e il coraggio di investire. Qui queste condizioni ci sono tutte. Rafforzare la collaborazione tra INAF e Università della Calabria significa far crescere un'eccellenza del Mezzogiorno e costruire nuove opportunità per i giovani, i ricercatori e il territorio. È questa la direzione del Governo e del ministero dell’Università e della Ricerca: investire nella conoscenza, valorizzare i talenti e dimostrare che il Sud può essere protagonista della grande ricerca internazionale", evidenzia il <strong>Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini</strong>.</p>
<p dir="ltr">"Questa veloce visita operativa conferma la determinazione del Ministero e della Regione per un percorso virtuoso di collaborazione di INAF con l’Università della Calabria, che faccia una sinergia reale con le tematiche - tra le altre - della fisica dei plasmi e della relatività generale" sottolinea il <strong>Presidente INAF Roberto Ragazzoni</strong>. "La concretezza di questa Università molto dinamica si coniuga perfettamente con il pragmatismo che stiamo dimostrando con la costruzione di una delle antenne per il monitoraggio del Sole e della sua interazione con l’alta atmosfera terrestre. Tutti temi di grande interesse astrofisico che qui si coniugano con la presenza diffusa sul territorio dell’Istituto Nazionale di Astrofisica".</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>InEvidenza</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-08-07T15:17:51Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/messaggio-solidarieta-infn-inaf-ai-colleghi-ingv">
    <title>Messaggio di solidarietà dell’INFN e dell’INAF ai colleghi dell’INGV</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/messaggio-solidarieta-infn-inaf-ai-colleghi-ingv</link>
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	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/messaggio-solidarieta-infn-inaf-ai-colleghi-ingv"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/messaggio-solidarieta-infn-inaf-ai-colleghi-ingv/@@images/0338ecbd-4bf3-44e5-a31a-d3f010b1129c.jpeg" alt="Messaggio di solidarietà dell’INFN e dell’INAF ai colleghi dell’INGV" title="Messaggio di solidarietà dell’INFN e dell’INAF ai colleghi dell’INGV" height="50" width="96" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In relazione al grave episodio che sabato 1° agosto ha coinvolto a Lula, Nuoro, un ricercatore e una ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia INGV, come Istituto Nazionale di Fisica Nucleare INFN e Istituto Nazionale di Astrofisica INAF esprimiamo ai colleghi colpiti e all’INGV piena solidarietà e profonda vicinanza. Sentimenti condivisi dal Ministro dell’Università e della Ricerca MUR Anna Maria Bernini, che segue con attenzione l’evolvere del caso.</p>
<p>Confidando nel lavoro delle autorità competenti affinché il contesto e le motivazioni del grave atto possano essere presto chiariti, le comunità dell’INFN e dell’INAF desiderano ribadire la loro piena volontà di impegnarsi tutti assieme per una ricerca al servizio della collettività.</p>
<p>La ricerca è per sua natura spazio di libertà, apertura, dialogo e rispetto: questi sono i valori in cui crediamo, come persone di scienza e come persone comuni. E sono gli stessi valori che abbiamo sempre ricercato e ritrovato nel rapporto con i territori nei quali lavoriamo, dove abbiamo incontrato attenzione, disponibilità e accoglienza da parte delle comunità e delle istituzioni locali, con le quali abbiamo costruito negli anni rapporti fondati sul confronto aperto, sulla fiducia e sulla stima reciproche. Per questo siamo convinti che quanto accaduto non rappresenti il sentire delle persone del territorio di Lula, che hanno sempre accolto le nostre comunità di ricerca e il nostro lavoro con profondo senso di responsabilità e grande partecipazione e spirito di collaborazione.</p>
<p>INFN e INAF rinnovano la loro solidarietà ai colleghi dell’INGV e ricordano che la condivisione della conoscenza è il fondamento di ogni società civile e di ogni autentico progresso, perché tutto ciò che deriva dal lavoro di ricerca è patrimonio comune e bene al servizio di tutti.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>InEvidenza</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-08-03T15:41:25Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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	    <media:title xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">Messaggio di solidarietà dell’INFN e dell’INAF ai colleghi dell’INGV</media:title>
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  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/a-nuoro-e-lula-et-unisce-europa-italia-e-sardegna">
    <title>A Nuoro e Lula l’Einstein Telescope unisce Europa, Italia e Sardegna</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/a-nuoro-e-lula-et-unisce-europa-italia-e-sardegna</link>
    <description>
	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/a-nuoro-e-lula-et-unisce-europa-italia-e-sardegna"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/a-nuoro-e-lula-et-unisce-europa-italia-e-sardegna/@@images/51d69421-6a9c-4392-a84f-97aea60e4488.jpeg" alt="A Nuoro e Lula l’Einstein Telescope unisce Europa, Italia e Sardegna" title="A Nuoro e Lula l’Einstein Telescope unisce Europa, Italia e Sardegna" height="46" width="96" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   Oggi a Nuoro è stato siglato un Memorandum d’intesa tra enti di ricerca italiani e tedeschi per il progetto Einstein Telescope.
L'accordo stringe un'alleanza strategica tra la candidatura della Sardegna, con il sito di Sos Enattos, e quella della Lusazia  in Germania, per rafforzare la cooperazione scientifica e promuovere la realizzazione del futuro osservatorio europeo di onde gravitazionali
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p dir="ltr">Nella giornata di oggi, venerdì 17 luglio, il progetto Einstein Telescope (ET) e la candidatura della Sardegna a ospitarlo, con il sito nell’area di Sos Enattos, sono stati sotto i riflettori a Nuoro e Lula. La Sardegna e la Lusazia, regione della Sassonia, in Germania, hanno compiuto insieme un nuovo passo per ET, il futuro osservatorio europeo di terza generazione per le onde gravitazionali. I principali enti di ricerca italiani e tedeschi impegnati in queste ricerche hanno infatti sottoscritto, a Nuoro, un Memorandum of Agreement (MoA) per rafforzare la cooperazione scientifica tra le due candidature e promuovere la realizzazione dell'infrastruttura nella configurazione cosiddetta a "doppia L" (2L).</p>
<p dir="ltr">La cerimonia della firma, che si è svolta al termine di un workshop scientifico ospitato dal Museo Etnografico della Sardegna, ha coinvolto l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), l'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Università Tecnica di Dresda e il Karlsruhe Institute of Technology (KIT). L'accordo, che segue la<a href="https://www.einstein-telescope.it/2026/01/12/einstein-telescope-firmata-una-dichiarazione-di-intenti-tra-la-sardegna-e-la-sassonia-per-rafforzare-la-collaborazione-scientifica/"> dichiarazione di intenti</a> sottoscritta nel gennaio 2026 a Roma nella sede del Ministero dell’Università e della Ricerca, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dallo Stato Libero di Sassonia, ha confermato la volontà di proporre una candidatura congiunta basata sulla geometria a 2L, che prevede la realizzazione di due interferometri, situati uno in Sardegna e uno in Lusazia. La proposta punta a valorizzare le caratteristiche geologiche e le competenze scientifiche dei due territori, massimizzando le potenzialità scientifiche di ET e consolidando la cooperazione europea nella ricerca di frontiera.</p>
<p dir="ltr">Alla cerimonia hanno partecipato i presidenti di INFN, INAF e INGV, Antonio Zoccoli, Roberto Ragazzoni e Fabio Florindo, la prorettrice alla ricerca e al trasferimento tecnologico dell'Università Tecnica di Dresda, Angela Rösen-Wolff, il co-responsabile scientifico dello studio di fattibilità dell'Einstein Telescope in Lusazia, Christian Stegmann, la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, la Segretaria di Stato del Ministero della Scienza della Sassonia, Heike Graßmann, i sindaci di Nuoro e Lula, Emiliano Fenu e Mario Calia, e il sindaco della cittadina sassone Ralbitz-Rosenthal, Hubertus Rietscher. Nel corso della mattinata, inoltre, è stato letto un breve messaggio del Ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini.</p>
<p dir="ltr">A margine della cerimonia è stato firmato anche un accordo di collaborazione tra la Regione Sardegna e la Regione Umbria, alla presenza delle presidenti Alessandra Todde e Stefania Proietti.</p>
<p dir="ltr">Nel pomeriggio l'attenzione si è spostata a Lula, nel cuore del sito candidato di Sos Enattos, dove è stato inaugurato il punto informativo dedicato all'Einstein Telescope, presso il Salone “Giovanni Paolo II”, in via Karl Marx 1. La giornata si è conclusa presso l'ex miniera di Sos Enattos con l'evento di lancio del futuro centro di ricerca ET-SUnLab, il cui avvio dei lavori di costruzione è previsto nelle prossime settimane.</p>
<p dir="ltr">"La giornata di oggi ci fa compiere un passo importante nel percorso della candidatura a ospitare l’Einstein Telescope nella nostra Isola. Abbiamo consolidato la collaborazione con la Sassonia grazie alle comunità scientifiche italiane e tedesche, che oggi hanno voluto ulteriormente suggellare l’accordo firmato a gennaio a Roma per portare avanti una candidatura congiunta. Abbiamo dato vita a una cooperazione Sardegna-Umbria, utile sia in chiave ET, che per promuovere, sostenere e valorizzare la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, attraverso lo sviluppo di specifici progetti e iniziative comuni", conclude Alessandra Todde (Presidente della Regione Autonoma della Sardegna). "Infine, abbiamo dato concretezza agli sforzi che abbiamo compiuto e alle azioni che negli ultimi due anni abbiamo intrapreso con l’inaugurazione del punto informativo dedicato all’ET a Lula e il lancio del cantiere per la realizzazione dell’ET-SUnLab a Sos Enattos. Oltre ad avere il sito migliore, ogni giorno che passa rafforziamo il substrato infrastrutturale e tecnologico che possa aumentare le nostre possibilità per la candidatura".</p>
<p dir="ltr">"La firma di questo accordo rappresenta un passo significativo perché Sardegna e Sassonia consolidano la volontà di presentare una candidatura congiunta e di cooperare per offrire all’Europa la soluzione scientificamente più solida e programmaticamente più affidabile. Alla luce degli studi fin qui condotti, siamo, infatti, convinti che la realizzazione di Einstein Telescope attraverso due rivelatori interferometrici con geometria a L garantisca le migliori condizioni per il successo del progetto. E questa visione va oltre la collaborazione tra i due siti candidati e apre a un’infrastruttura di ricerca realmente europea, con il coinvolgimento di tutti i partner nella creazione di una grande rete distribuita per la ricerca sulle onde gravitazionali, con laboratori, infrastrutture tecnologiche e attività scientifiche nei diversi Paesi, nell’ambito della quale ognuno avrà la possibilità di contribuire con la propria eccellenza e di trarne valore", spiega Antonio Zoccoli, presidente dell'INFN. "Una grande infrastruttura di ricerca può nascere solo da una grande collaborazione: così opera la scienza e solo così potremo dotare l’Europa di uno strumento scientifico unico al mondo, capace di produrre nuova conoscenza e consolidare la leadership europea nella ricerca fondamentale nei decenni a venire".</p>
<p dir="ltr">"Oggi assistiamo al meglio che l’Europa ha da offrire. Con la firma di questo accordo, due delle regioni europee più adatte e sismicamente più stabili, la Sardegna e la Lusazia, uniscono le forze per perseguire uno degli obiettivi scientifici più ambiziosi del nostro tempo attraverso lo sviluppo delle tecnologie più avanzate per rilevare le più piccole increspature nello spazio-tempo", sottolinea Roberto Ragazzoni, presidente dell'INAF. "Lo stesso spirito di curiosità che spinse Galileo a rivolgere lo sguardo al cielo continua a ispirare la scoperta e a promuovere il progresso tecnologico, economico e sociale. La nostra ricerca per osservare gli eventi che hanno plasmato l'Universo - dalla fusione dei buchi neri a fenomeni spettacolari come le kilonove - non punta soltanto a soddisfare la curiosità dell'umanità. Mira anche a far progredire la tecnologia, rafforzare la cooperazione scientifica europea e creare opportunità il cui impatto non è ancora oggi prevedibile. Questa è la ricerca fondamentale nella sua forma più alta: la storia ci ha dimostrato che i suoi più grandi risultati spesso superano le nostre aspettative e aprono orizzonti completamente nuovi".</p>
<p dir="ltr">"La firma di questo Memorandum rappresenta un passo importante nel percorso che stiamo costruendo insieme ai nostri partner sassoni. Le grandi infrastrutture di ricerca non nascono soltanto dall'eccellenza scientifica, ma anche dalla capacità di mettere in comune competenze, esperienze e obiettivi condivisi", dice Fabio Florindo, presidente dell'INGV. "L'INGV porta in questa collaborazione il patrimonio di conoscenze maturato nello studio della Terra e del sottosuolo. Per un'infrastruttura come l'Einstein Telescope, la caratterizzazione geologica e geofisica del sito è un elemento essenziale, sul quale lavoriamo da molti anni con rigore scientifico e una visione di lungo periodo.  Credo che il valore di questo accordo vada oltre la preparazione delle rispettive candidature. È un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni di ricerca possa rafforzare il ruolo dell'Europa nelle grandi sfide scientifiche e creare nuove opportunità di sviluppo e innovazione per i territori coinvolti".</p>
<p dir="ltr">"Il Memorandum rappresenta un’altra pietra miliare nella nostra collaborazione in qualità di regioni candidate al progetto europeo, Einstein Telescope. La Sardegna e la Sassonia condividono una visione comune per questa infrastruttura di ricerca unica nel suo genere», continua Sebastian Gemkov, Ministro di Stato della Sassonia per la Scienza, la Cultura e il Turismo. «L’accordo firmato dalle principali istituzioni di ricerca italiane e tedesche rafforza la nostra candidatura congiunta per ospitare un osservatorio sotterraneo di onde gravitazionali, approfondendo al contempo la cooperazione scientifica oltre i confini nazionali".</p>
<p dir="ltr">"La nostra cooperazione sull'Einstein Telescope diventerà ancora più stretta negli anni a venire. E andrà ben oltre la realizzazione delle infrastrutture di ricerca nei nostri due siti, creando un ponte tra scienza, innovazione e persone in tutta Europa", aggiunge Christian Stegmann co-direttore di Einstein Telescope Lusazia.</p>
<p dir="ltr">"L'accordo di cooperazione rappresenta un'importante pietra miliare nel percorso della Lusazia nell'ospitare l'Einstein Telescope. Sottolinea la dimensione europea di questo progetto di ricerca unico nel suo genere e testimonia la nostra ambizione di promuovere l'eccellenza scientifica oltre i confini nazionali", evidenzia Ursula Staudinger, rettrice dell'Università Tecnica di Dresda. "In qualità di ateneo di eccellenza, l'Università Tecnica di Dresda mette a disposizione i propri punti di forza in settori quali il calcolo ad alte prestazioni, l'analisi dei dati supportata dall'intelligenza artificiale, l'optoelettronica e misure di precisione. Allo stesso tempo, l'Einstein Telescope offre una straordinaria opportunità per sviluppare ulteriormente tecnologie chiave. Sosteniamo con piena convinzione questa candidatura congiunta europea".</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>InEvidenza</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-07-17T19:16:05Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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  </item>


  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/cordoglio-inaf-scomparsa-presidente-asi-teodoro-valente">
    <title>Il cordoglio dell'INAF per la scomparsa del Presidente dell'ASI Teodoro Valente</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/cordoglio-inaf-scomparsa-presidente-asi-teodoro-valente</link>
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	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/cordoglio-inaf-scomparsa-presidente-asi-teodoro-valente"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/cordoglio-inaf-scomparsa-presidente-asi-teodoro-valente/@@images/655f2994-6515-4771-b5fa-e18c56e0426d.jpeg" alt="Il cordoglio dell'INAF per la scomparsa del Presidente dell'ASI Teodoro Valente" title="Il cordoglio dell'INAF per la scomparsa del Presidente dell'ASI Teodoro Valente" height="96" width="72" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica Roberto Ragazzoni insieme al Consiglio di Amministrazione, al Direttore Generale Gaetano Telesio, alla Direttrice Scientifica Isabella Pagano e a tutto il personale, esprimono profondo cordoglio per la prematura scomparsa del professor Teodoro Valente, Presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana.</p>
<p>"Con il professor Valente l'INAF ha condiviso in questi anni un rapporto di stretta e proficua collaborazione, in un momento di grande vitalità per l'astrofisica spaziale italiana", dichiara il Presidente INAF Roberto Ragazzoni. "Sotto la sua guida ASI e INAF hanno consolidato una sinergia che ha prodotto e continuerà a produrre risultati di primo piano in un impegno costante, competente e generoso con il comune scopo di rafforzare il ruolo dell’Italia nello spazio e nella scienza. In un momento come questo - tuttavia - voglio rammentare non tanto la lunga e necessariamente incompleta lista di missioni e progetti che ci ha visto interagire, ma piuttosto lo spessore, la disponibilità e la signorilità di chi ci ha lasciato troppo presto, e con il quale capitava di confrontarsi in breve tempo, ma frequentemente, su temi collegati all’esplorazione dello spazio, che fossero le sue implicazioni filosofiche o quelle commerciali. A nome di tutta la comunità INAF rivolgo alla famiglia e ai colleghi dell'ASI le più sentite condoglianze".</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>InEvidenza</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-07-16T13:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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  </item>


  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/pspt-30-anni">
    <title>Rome/PSPT: 30 anni di Sole, tecnologia e ricerca</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/pspt-30-anni</link>
    <description>
	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/pspt-30-anni"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/pspt-30-anni/@@images/490b87d7-f687-4f01-a7dc-169d642d76ce.jpeg" alt="Rome/PSPT: 30 anni di Sole, tecnologia e ricerca" title="Rome/PSPT: 30 anni di Sole, tecnologia e ricerca" height="96" width="72" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   Dal 3 luglio del 1996 lo strumento dell'INAF fotografa la nostra stella, contribuendo agli studi di space weather, variabilità solare, attività magnetica, integrati all'analisi degli archivi storici
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p dir="ltr">Il Sole cambia continuamente: macchie, regioni attive e repentine variazioni di luminosità richiedono strumenti capaci di catturarne ogni sfumatura con estrema precisione. È questo, da tre decenni, il compito del Rome/PSPT (Precision Solar Photometric Telescope), un telescopio solare nato nell’ambito del progetto internazionale RISE/PSPT.</p>
<p>Installato originariamente nel 1996 sulla terrazza di Monte Mario a Roma – all'epoca sede dell'Osservatorio Astronomico di Roma – lo strumento è stato nel tempo aggiornato, trasferito presso la sede dell’INAF-OAR di Monte Porzio Catone e integrato in una prestigiosa rete internazionale di telescopi solari. Da allora, non ha mai smesso di osservare la nostra stella, immagine dopo immagine.</p>
<p>"Queste osservazioni", spiega Ilaria Ermolli,  direttrice dell'INAF-OAR "hanno permesso innanzitutto di determinare con accuratezza le proprietà fotometriche delle regioni magnetiche osservate nell'atmosfera del Sole: parliamo di macchie e facole nella fotosfera, e di plage e network nella cromosfera. Grazie al Rome/PSPT, siamo riusciti a misurare le loro variazioni su tempi scala che vanno da pochi minuti a tre interi cicli solari".</p>
<p>Un contributo scientifico che si estende ben oltre il monitoraggio contemporaneo e che si rivela fondamentale anche per le attività di space weather (la meteorologia spaziale), cruciale per comprendere l’influenza dell’attività solare sull’atmosfera terrestre.</p>
<p dir="ltr">"I dati raccolti - continua Ilaria Ermolli - ci hanno consentito di sviluppare modelli accurati delle variazioni dell'emissione radiativa della nostra stella e di ricavare la sua evoluzione anche per periodi storici nei quali non esistevano misure dirette. Le osservazioni del Rome/PSPT hanno inoltre permesso di mettere a punto metodi avanzati di analisi applicabili alle immagini ottenute dalla digitalizzazione degli archivi fotografici storici di vari osservatori mondiali. Un esempio su tutti è l'Osservatorio di Meudon, che conserva osservazioni fotografiche del Sole acquisite con regolarità dal 1892 in poi".</p>
<p dir="ltr">Dietro la tecnologia del Rome/PSPT c'è però una fitta rete di competenze umane: una storia di ricercatori, tecnici e scienziati che lo hanno costruito, curato e fatto crescere negli anni. Tra i tanti che hanno contribuito a questo successo si annoverano Massimo Fofi, Bruno Caccin, Francesco Berrilli, Sabatino Sofia, Mauro Centrone, Fabrizio Giorgi, Mariarita Murabito, Cinzia Fazzari, Valentina Penza, Serena Criscuoli, Theodosios Chatzistergos, Kamal Sant e Teodora Mihailescu.</p>
<p dir="ltr">Trent'anni di dati che non solo ci aiutano a decifrare il passato e il presente del Sole, ma che continuano a fornire alla comunità astrofisica internazionale gli strumenti per comprenderne il futuro.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>InEvidenza</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-07-03T15:48:26Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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	    <media:title xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">Rome/PSPT: 30 anni di Sole, tecnologia e ricerca</media:title>
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  </item>


  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/inaf-spie-at_i-2026">
    <title>INAF allo SPIE Astronomical Telescopes + Instrumentation</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/inaf-spie-at_i-2026</link>
    <description>
	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/inaf-spie-at_i-2026"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/inaf-spie-at_i-2026/@@images/efabde7a-ec30-4057-b0f2-2d683dab2982.jpeg" alt="INAF allo SPIE Astronomical Telescopes + Instrumentation" title="INAF allo SPIE Astronomical Telescopes + Instrumentation" height="96" width="96" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   Anche quest'anno l'Istituto Nazionale di Astrofisica parteciperà allo SPIE Astronomical Telescopes + Instrumentation, l'appuntamento biennale di riferimento per la comunità tecnologica astronomica, in programma dal 5 al 10 luglio a Copenaghen 
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Dal 5 al 10 luglio, a Copenaghen si terrà lo SPIE Astronomical Telescopes + Instrumentation, da più di venti anni l'appuntamento biennale di riferimento per la comunità tecnologica astronomica. Durante la conferenza verranno presentati i più importanti progetti astronomici da terra e da spazio, dalle alte energie fino alle onde radio. Si discuterà anche di nuove tecnologie, di software e gestione dei progetti.</p>
<p>Lo SPIE è anche un luogo di incontro, dove l'attività di networking è importante tanto quanto i plenary talk. INAF è, ad ogni edizione, validamente rappresentata da decine di persone che portano svariati lavori, riflettendo il ruolo del centrale dell’Ente nel contesto tecnologico internazionale.</p>
<p>Per la nuova edizione, che verrà inaugurata tra qualche giorno, è stato compiuto un ulteriore passo per valorizzare INAF e darne un messaggio identitario, mostrando le tante competenze e capacità acquisite. Sarà infatti presente, nell’area espositiva, uno stand INAF di 36 metri quadrati: uno spazio dinamico dove saranno esposti prototipi, idee progettuali, dispositivi scientifici nelle bande dal radio alle alte energie. Ci sarà una sezione istituzionale, un'area dedicata all'IT, una zona per provare esperienze di realtà virtuale navigando nella strumentazione e tra i dati astronomici. Non solo: sarà disponibile un luogo per riunioni, eventi quali demo di software, simulazioni di ottica adattiva e molto altro. Più di 20 prodotti esposti e oltre 40 persone di INAF che saranno presenti allo stand sono solo alcuni numeri di questa iniziativa.<br /> <br /></p>
<p><b>Per maggiori informazioni su SPIE Astronomical Telescopes + Instrumentation:</b></p>
<p><a href="https://spie.org/conferences-and-exhibitions/astronomical-telescopes-and-instrumentation">https://spie.org/conferences-and-exhibitions/astronomical-telescopes-and-instrumentation</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>InEvidenza</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-07-01T13:30:52Z</dc:date>
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  </item>


  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/premio-filippo-basile-segnalazione-eccellenza-inaf">
    <title>XXIV Edizione del Premio Filippo Basile: Segnalazione di Eccellenza all'INAF</title>
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    <description>
	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/premio-filippo-basile-segnalazione-eccellenza-inaf"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/premio-filippo-basile-segnalazione-eccellenza-inaf/@@images/aad9ff47-e249-474e-b273-8d6b965377c7.jpeg" alt="XXIV Edizione del Premio Filippo Basile: Segnalazione di Eccellenza all'INAF" title="XXIV Edizione del Premio Filippo Basile: Segnalazione di Eccellenza all'INAF" height="96" width="72" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   L'Istituto Nazionale di Astrofisica è stato insignito della Segnalazione di Eccellenza nell'ambito della XXIV Edizione del Premio Filippo Basile per la Formazione nella Pubblica Amministrazione
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) è stato insignito della <strong>Segnalazione di Eccellenza</strong> nell'ambito della XXIV Edizione del Premio Filippo Basile per la Formazione nella Pubblica Amministrazione.</p>
<p>Il prestigioso riconoscimento, conferito dal Comitato Scientifico dell’AIF (Associazione Italiana Formatori), riguarda la sezione “Processi e Progetti Formativi della PA” per l'iniziativa dal titolo: <i>"Come sviluppare una comunicazione basata sul dialogo e il confronto"</i>, ID 0094; Progetto: <a class="external-link" href="https://pnrr.inaf.it/performa-pa/">PerForma PA</a> - Supportare lo sviluppo di percorsi formativi professionalizzanti da parte delle PA e la valorizzazione di buone pratiche - Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - Missione 1 – Componente 1 – Investimento 2.3 – Sub-Investimento 2.3.1 “Investimenti in istruzione e formazione – Servizi e soluzioni tecnologiche a supporto dello sviluppo del capitale umano delle pubbliche amministrazioni”. FINANZIATO DALL’UNIONE EUROPEA – Next Generation EU – CUP D51J23000990001.</p>
<p>Questo premio sottolinea l’impegno dell'Istituto nel promuovere una cultura organizzativa moderna, capace di mettere al centro il valore del dialogo e delle relazioni umane come motore di crescita professionale.</p>
<p>La cerimonia di premiazione si è tenuta a Udine il 22 maggio 2026, in occasione del Convegno nazionale dedicato. È stato un momento importante per dare visibilità alla qualità del lavoro svolto e per confrontarsi con le migliori pratiche di formazione della PA italiana. La premiazione è avvenuta in presenza del Ministro Paolo Zangrillo e del Direttore dell'Ufficio per l’innovazione amministrativa, la formazione e lo sviluppo delle competenze, Dott. Sauro Angeletti, La Presidente dell’AIF, Dott.ssa Beatrice Lomaglio.</p>
<p>"Desidero esprimere il mio sincero ringraziamento a tutte le persone che, con la loro dedizione e professionalità, hanno permesso di raggiungere questo importante risultato" commenta <strong>Vito Giuseppe Giacalone</strong>, Dirigente Tecnologo, Responsabile della Formazione INAF.</p>
<p> </p>
<p><strong>Per maggiori informazioni:</strong></p>
<ul>
<li><a class="external-link" href="https://pnrr.inaf.it/performa-pa/">la pagina web dedicata al Progetto PNRR PerForma PA</a></li>
</ul>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>InEvidenza</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-06-09T13:00:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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	    <media:title xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">XXIV Edizione del Premio Filippo Basile: Segnalazione di Eccellenza all'INAF</media:title>
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  </item>


  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/accordo-generale-collaborazione-inaf-unam">
    <title>Accordo generale di collaborazione INAF-UNAM</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/accordo-generale-collaborazione-inaf-unam</link>
    <description>
	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/accordo-generale-collaborazione-inaf-unam"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/accordo-generale-collaborazione-inaf-unam/@@images/86f38393-f146-4254-af76-8a7d9354f7a8.jpeg" alt="Accordo generale di collaborazione INAF-UNAM" title="Accordo generale di collaborazione INAF-UNAM" height="72" width="96" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   Firmato presso la sede centrale dell'Istituto Nazionale di Astrofisica l'Accordo Generele di Collaborazione tra INAF e Universidad Nacional Autónoma de México, con lo scopo di rafforzare e approfondire i legami scientifici e accademici tra Italia e Messico
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p dir="ltr">È stato firmato oggi, a Monte Mario (Roma), l’Accordo Generale di Collaborazione tra l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) e l’Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM), con lo scopo di rafforzare e approfondire i legami scientifici e accademici tra Italia e Messico. L’Accordo si inserisce in un quadro di collaborazione più ampio di Cooperazione Scientifica e Tecnologica tra la Repubblica Italiana e gli Stati Uniti Messicani, attivo dal 1997.</p>
<p dir="ltr">Hanno siglato ufficialmente l’Accordo Roberto Ragazzoni (Presidente INAF) e Leonardo Lomelí Vanegas (Rettore UNAM).</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>InEvidenza</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-05-28T16:14:59Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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	    <media:title xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">Accordo generale di collaborazione INAF-UNAM</media:title>
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  </item>


  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/astronomia-multimessaggera-nave-vespucci-tenerife">
    <title>A bordo del Vespucci l’astronomia multimessaggera guarda al futuro con Einstein Telescope</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/astronomia-multimessaggera-nave-vespucci-tenerife</link>
    <description>
	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/astronomia-multimessaggera-nave-vespucci-tenerife"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/astronomia-multimessaggera-nave-vespucci-tenerife/@@images/7b509f64-5131-4bd7-a62b-5310d98d459b.jpeg" alt="A bordo del Vespucci l’astronomia multimessaggera guarda al futuro con Einstein Telescope" title="A bordo del Vespucci l’astronomia multimessaggera guarda al futuro con Einstein Telescope" height="63" width="96" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Un incontro per raccontare l’impegno italiano nel campo dell’astronomia multimessaggera, dai telescopici ottici e radio fino agli osservatori gravitazionali presenti a futuri: venerdì 22 maggio, nave Vespucci, simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo, che ha fatto tappa a Santa Cruz de Tenerife per il “Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026”, ha ospitato “Islas entre ondas”, una tavola rotonda organizzata dal Vice Consolato d’Italia Arona, con la consulenza dell’ufficio scientifico dell’Ambasciata d’Italia a Madrid. L’incontro ha riunito ricercatori, ricercatrici e rappresentanti del mondo scientifico e tecnologico delle Canarie, oltre a numerosi appassionati di fisica e astronomia.</p>
<p>Al centro dell’evento il tema delle “isole fra le onde”: le Canarie e la Sardegna, che presentano caratteristiche ambientali e scientifiche ideali per ospitare alcune delle più avanzate infrastrutture per l’astrofisica d’Europa. Le Canarie ospitano, infatti, infrastrutture gestite dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), tra cui il Telescopio Nazionale Galileo (TNG), punto di riferimento per l’astronomia ottica, e l’ASTRI mini-array, una rete di telescopi dedicati allo studio dei raggi gamma. La Sardegna, invece, è sede del Sardinia Radio Telescope (SRT) ed è candidata dall’Italia, con il sostegno della Spagna, a ospitare Einstein Telescope, il futuro rivelatore per onde gravitazionali in Europa.</p>
<p>Proprio Einstein Telescope, la cui candidatura a ospitarlo in Italia è coordinata dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), è stato uno dei temi centrali dell’incontro. Il progetto rappresenta una delle più ambiziose infrastrutture scientifiche in Europa dei prossimi decenni e punta a rivoluzionare lo studio dell’universo attraverso l’osservazione delle onde gravitazionali con una sensibilità senza precedenti, permettendo così di esplorare fenomeni cosmici finora elusivi. Nel corso del dibattito è stato inoltre approfondito il ruolo dell’astronomia multimessaggera per l’esplorazione dei grandi misteri del cosmo: solo osservando il cielo con più occhi e più messaggeri, dalle onde radio alle onde gravitazionali, potremo rispondere alle grandi domande della scienza moderna.</p>
<p>A confrontarsi su questi temi, nel corso della tavola rotonda moderata da Sergio Scopetta, addetto scientifico dell’Ambasciata d’Italia a Madrid, sono stati Silvia Casu, ricercatrice INAF che lavora a SRT, Eugenio Coccia, direttore dell’Institut de Física d'Altes Energies (IFAE) a Barcellona ed esperto della ricerca nel campo delle onde gravitazionali, Adriano Ghedina, direttore del TNG, e Alberto Masoni, ricercatore INFN e coordinatore in Sardegna del progetto Einstein Telescope Infrastructure Consortium.</p>
<p> </p>
<p style="text-align: center; "><a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/NaveVespucciConferenzaastrofisica.jpeg" class="internal-link"><img class="image-inline" src="../../resolveuid/64cfc774-4123-4718-96a3-16f069039987/@@images/image/preview" /></a></p>
<p style="text-align: center; "><i>Un momento della tavola rotonda. Crediti: Marina Militare Italiana</i></p>
<p style="text-align: center; "> </p>
<p>L’evento, aperto dai saluti istituzionali del Vice Console Gianluca Cappelli Bigazzi e del comandante della nave, il capitano di vascello Nicasio Falica, ha rappresentato un’importante occasione di promozione internazionale per il progetto Einstein Telescope e per la candidatura italiana a ospitarlo in Sardegna. L’iniziativa ha inoltre contribuito a rafforzare l’interesse della comunità scientifica spagnola verso il progetto, in continuità con l’accordo firmato nel 2024 tra Italia e Spagna a sostegno della candidatura italiana.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>InEvidenza</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-05-25T17:59:39Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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  </item>


  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/accordo-quadro-inaf-universita-santa-croce">
    <title>Accordo quadro di collaborazione INAF-Università della SantaCroce</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/accordo-quadro-inaf-universita-santa-croce</link>
    <description>
	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/accordo-quadro-inaf-universita-santa-croce"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/accordo-quadro-inaf-universita-santa-croce/@@images/9a429965-7af9-479f-9af6-0e4cef22b64f.jpeg" alt="Accordo quadro di collaborazione INAF-Università della SantaCroce" title="Accordo quadro di collaborazione INAF-Università della SantaCroce" height="62" width="96" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’Istituto Nazionale di Astrofisica e la Pontificia Università della Santa Croce hanno firmato il 20 maggio a Roma un <span>accordo</span> quadro di collaborazione didattica, scientifica e culturale. A siglare  l'intesa Roberto Ragazzoni, Presidente INAF, e il rev. prof. Fernando  Puig, Rettore della Pontificia Università della Santa Croce.</p>
<p> </p>
<p>Per saperne di più:</p>
<ul>
<li><a class="external-link" href="https://www.pusc.it/article/accordo-tra-inaf-e-santa-croce">La notizia pubblicata sul sito web della Pontificia Università della Santa Croce</a></li>
</ul>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>InEvidenza</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-05-21T15:04:32Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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	    <media:title xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">Accordo quadro di collaborazione INAF-Università della SantaCroce</media:title>
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  </item>


  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/sara-lucatello-confermata-presidente-eas">
    <title>Sara Lucatello riconfermata Presidente EAS</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/sara-lucatello-confermata-presidente-eas</link>
    <description>
	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/sara-lucatello-confermata-presidente-eas"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/sara-lucatello-confermata-presidente-eas/@@images/9c937017-1c66-4cd2-becd-aa4dbe82cdf1.jpeg" alt="Sara Lucatello riconfermata Presidente EAS" title="Sara Lucatello riconfermata Presidente EAS" height="86" width="96" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In seguito della recente conclusione delle elezioni della <a class="external-link" href="https://eas.unige.ch">European Astronomical Society</a>, Sara Lucatello è stata riconfermata nel ruolo di Presidente, e continuerà a guidare la società, che conta quasi 6.000 membri, fino al 2030.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>InEvidenza</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-05-15T09:10:57Z</dc:date>
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	    <media:title xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/">Sara Lucatello riconfermata Presidente EAS</media:title>
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  </item>


  <item rdf:about="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/avvio-studio-fattibilita-nuova-generazione-ricevitori-alma-europei">
    <title>Avvio dello studio di fattibilità per una nuova generazione di ricevitori ALMA europei</title>
    <link>http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/avvio-studio-fattibilita-nuova-generazione-ricevitori-alma-europei</link>
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	   	   &lt;a href="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/avvio-studio-fattibilita-nuova-generazione-ricevitori-alma-europei"&gt;&lt;img src="http://www.inaf.it/it/notizie-inaf/avvio-studio-fattibilita-nuova-generazione-ricevitori-alma-europei/@@images/7899987e-9cf9-4a22-bc9c-94c8ff6ffa65.jpeg" alt="Avvio dello studio di fattibilità per una nuova generazione di ricevitori ALMA europei" title="Avvio dello studio di fattibilità per una nuova generazione di ricevitori ALMA europei" height="72" width="96" /&gt;&lt;/a&gt;
	   	   Il 13 aprile 2026 l’ESO ha tenuto la riunione di avvio dello studio di fattibilità per una nuova generazione di ricevitori ALMA europei che coprono la banda 125–211 GHz (ESO-654032) presso la sede dell’INAF-OAS a Bologna, "Partendo dall'esperienza della banda 2, vorremmo gettare le basi per un ulteriore passo avanti nello sviluppo di ricevitori per ALMA", dice Fabrizio Villa dell’INAF di Bologna
	   </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il 13 aprile 2026 l’ESO ha tenuto la riunione di avvio dello studio di fattibilità per una nuova generazione di ricevitori ALMA europei che coprono la banda 125–211 GHz (ESO-654032) presso la sede dell’INAF-OAS a Bologna, in Italia. La riunione ha segnato l'inizio ufficiale di uno studio biennale volto a valutare la fattibilità tecnica e scientifica di un sistema combinato di ricevitori ALMA per le bande 4+5, che copra la gamma di frequenze compresa tra 125 e 211 GHz. Questo studio di sviluppo ALMA è rilevante per le fasi successive del programma Wideband Sensitivity Upgrade (WSU).</p>
<p>Lo studio di sviluppo ALMA è condotto da un consorzio guidato dall’INAF-OAS di Bologna, in collaborazione con l’Università di Bologna (DIFA) e l’Università di Milano. All'evento di avvio hanno partecipato rappresentanti dell'ESO, dell'INAF-OAS, dell'INAF-OAA, dell'Università di Bologna e dell'Università di Milano. I partecipanti hanno esaminato i sei obiettivi principali dello studio: definizione dei casi d'uso scientifici, requisiti tecnici dettati dalla scienza, progettazione e simulazione del sistema ottico, caratterizzazione dei materiali dielettrici, sviluppo di componenti ottici critici a banda larga e coordinamento della comunità.</p>
<p>I principali obiettivi scientifici individuati per il sistema combinato delle bande 4+5 — evoluzione delle galassie, formazione planetaria e astrochimica — sono pienamente in linea con gli obiettivi della Roadmap di sviluppo di ALMA. Una motivazione fondamentale è la capacità di fornire una copertura di frequenza continua da 125 a 211 GHz, eliminando la necessità di ripetute risintonizzazioni del ricevitore e consentendo rilevamenti delle linee spettrali più efficienti, una migliore identificazione del redshift e il rilevamento simultaneo di più transizioni molecolari. Gli studi sperimentali si concentreranno sulla fattibilità progettuale dell'ottica anteriore e dei componenti passivi critici (Feedhorn e Ortho Mode Transformer), nonché sulla loro potenziale disposizione in un Cold Cartridge Assembly. Lo studio includerà l'identificazione e la caratterizzazione dei materiali dielettrici che potrebbero essere potenzialmente utilizzati per un sistema ottico basato su lenti, nonché per filtri IR criostatici e finestre sottovuoto.</p>
<p>"Partendo dall'esperienza della banda 2, vorremmo gettare le basi per un ulteriore passo avanti nello sviluppo di ricevitori per ALMA", dice Fabrizio Villa dell’INAF di Bologna. "Gli ambiziosi scopi scientifici che verranno studiati e che si tradurranno in requisiti strumentali, avranno molto probabilmente necessità non solo di tecnologie ancora da sviluppare, ma anche di idee fuori dagli schemi attuali. Questo studio rappresenta il primo passo concreto in questa direzione".</p>
<p>Una caratteristica distintiva di questo studio è la forte integrazione tra i suoi filoni di lavoro scientifico e tecnico. Anziché procedere in modo sequenziale, i due filoni sono concepiti per evolversi in parallelo e alimentarsi a vicenda in modo continuo: le esigenze scientifiche determineranno le scelte tecnologiche, mentre i risultati e i vincoli tecnici, a loro volta, definiranno e perfezioneranno i requisiti scientifici. Questo approccio iterativo è reso possibile dalla natura coesa e ben integrata della collaborazione, che riunisce astronomi e fisici con competenze complementari, una cultura scientifica condivisa e un approccio comune alla conduzione della ricerca. È previsto un workshop dedicato alle bande 4+5 per coinvolgere la più ampia comunità internazionale di scienziati e ingegneri.</p>
<p><i> </i></p>
<p>Fonte: <a class="external-link" href="https://www.eso.org/sci/facilities/alma/news/announcements/alma-ann260427a.html">announcement ESO</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Marco Galliani</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>notiziesedecentrale</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>InEvidenza</dc:subject>
    
    <dc:date>2026-05-12T07:11:23Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
    
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  </item>





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