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Filo diretto con la Sede Centrale

Roma, 2 novembre 2009

 
Il presidente Maccacaro interviene in Commissione della Camera dei Deputati
 
Il 20 ottobre scorso il Presidente dell'INAF Tommaso Maccacaro ha tenuto un'audizione presso la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati presentando le attività e la situazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, in occasione di un’indagine conoscitiva che la Commissione stessa sta  conducendo sullo stato della Ricerca in Italia.

Clicca qui per scaricare il testo dell'Audizione (in formato pdf).

Il testo integrale dell'Audizione, insieme a quella tenuta nello stesso giorno da Renato Ugo, Presidente dell'Associazione Italiana per la Ricerca Industriale, è disponbile Sul sito web della Camera dei Deputati a questo indirizzo.

  
FILO DIRETTO PRECEDENTI
 
 
 
 
Comunicato del Consiglio di Amministrazione

Il Presidente e il Consiglio di Amministrazione dell’INAF ritengono opportuno chiarire alcuni aspetti della vicenda che ha portato a formulare la delibera n.29 del 30 Aprile 2009 in merito alla direzione dell’IFSI-Roma.

I provvedimenti assunti nulla hanno a che fare con l’attività scientifica della dottoressa Coradini, né minimamente ne intaccano la figura professionale di scienziato stimato in Italia e all’estero.

La rimozione di un direttore è un atto eccezionale che non viene certamente adottato alla leggera o senza ampia e motivata istruttoria e discussione.
Questa sofferta decisione è stata presa all’unanimità dal CdA, dopo una lunga e attenta discussione. Il provvedimento in questione è stato dettato puramente da ragioni amministrative e motivato dalle risultanze di verifiche iniziate a metà marzo 2009.

Le azioni successive di trasmissione degli atti agli uffici competenti sono un “atto dovuto”, e quindi obbligatorio per pubblici ufficiali quali il Presidente e i membri del Consiglio di Amministrazione.

Per assicurare continuità all’operato dell’IFSI-Roma e per salvaguardare le attività scientifiche in corso è stata immediatamente data potestà di firma al direttore del Dipartimento Strutture e successivamente nominato un Direttore ad interim nella persona del Dottor Gabriele Villa, già direttore, per diversi anni, dello IASF quando questo istituto ancora raggruppava le sezioni di Milano, Bologna, Roma e Palermo.

Il 13 maggio, rientrato in sede dopo una missione all’estero, il Presidente si è recato all’IFSI per un incontro con il personale, ha illustrato la situazione, informato sul contenuto della delibera, presentato il Direttore ad interim e assicurato il massimo sforzo dell’INAF per sostenere le attività scientifiche e i progetti in corso in un momento oggettivamente difficile nella vita dell’Istituto. Pur non potendo entrare in ulteriori dettagli dovendo rispettare la riservatezza e garantire i diritti delle persone interessate dal procedimento in corso, sia il Presidente che il Consiglio di Amministrazione si augurano di aver contribuito a chiarire la situazione e anche a rassicurare sull’operato dell’amministrazione il cui unico intento è quello di salvaguardare il corretto modus operandi nelle attività dell’Istituto, nell’interesse (e a tutela) del lavoro di tutti.


Breve intervista al Presidente INAF

Presidente è un po’ di tempo che non parla al filo diretto e si sono accumulate parecchie questioni importanti sul tappeto. Ad esempio  tra un paio di mesi scadranno i termini per l’opzione del personale astronomo. Sono stati più volte prorogati, lo saranno anche stavolta?

Penso proprio di no. Avevo insistito sulla possibilità di lasciare la possibilità di opzione aperta, magari definendo “finestre” annuali per ragioni pratiche, ma l’Amministrazione mi ha convinto che non è possibile. A questo punto credo sia opportuno chiudere quest’ultimo lascito di un infelice decreto di riordino e di un accordo interno sofferto e problematico –  le famose tabelle di equiparazione firmate a gennaio dell’anno scorso, dopo anni di confronti tra l’Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali. Quel decreto e quell’accordo hanno creato profonde insoddisfazioni nel personale e serie difficoltà all’Ente. Ci vorrà molto tempo per superare le une e le altre, soprattutto in anni di crisi come questi,  quando la pochezza di risorse esaspera ogni problema.

Una domanda diretta: Lei è un “Astronomo”, eserciterà il diritto di opzione? E cosa consiglia ai suoi colleghi?

Non ho consigli da dare, credo che ognuno debba valutare per sè. Dipende infatti dalla posizione che uno ricopre: ricercatore, associato od ordinario, dalla sua anzianità professionale  e da quanto è lontano dalla pensione. Dipende anche dalle prospettive di carriera che pensa di avere. Credo – ma non è un consiglio – che gli Astronomi Ordinari non troveranno interessante transitare nel Comparto Ricerca mentre molti ricercatori, soprattutto quelli più attivi, probabilmente decideranno di optare. D'altronde chi farà progressioni di carriera transiterà inevitabilmente nel Comparto Ricerca. Non è più possibile infatti bandire posti per Astronomo Associato e Astronomo Ordinario, si possono bandire solo per Primo Ricercatore e Dirigente di Ricerca. Le opportunità di carriera, almeno dal punto di vista numerico, saranno maggiori per coloro che avranno optato in quanto  potranno partecipare sia ai concorsi “aperti” che a quelli “interni” riservati al personale contrattualizzato. Gli altri avranno a disposizione solo i concorsi “aperti”. Personalmente mi sembra un’ingiustizia in quanto stiamo comunque parlando di ricercatori dello stesso Ente. Il CdA INAF ha recentemente deliberato che agli astronomi, che vincendo un concorso per Primo Ricercatore o Dirigente di Ricerca transitano conseguentemente nel comparto ricerca, deve essere riconosciuto il transito al comparto ricerca  prima di prendere servizio, così che venga loro riconosciuta l’anzianità pregressa. L’avrebbero altrimenti persa, in analogia al vincitore che proviene veramente dall’esterno dell’ente. Questo è quanto si poteva fare e abbiamo fatto, appena l’amministrazione ha portato il problema all’attenzione del Consiglio. Altri interventi non sembrano proprio essere nelle prerogative del Consiglio di Amministrazione. Venendo qui a Roma, come Presidente, ho potuto proprio “toccare con mano” che, con il decreto di riordino del 2003, non è successo che alcuni Istituti del CNR confluissero nell’INAF,  bensì che “l’INAF degli Osservatori” confluisse nel comparto Enti di Ricerca, e infatti per questo, fra l’altro, abbiamo perso l’accesso ai fondi per l’edilizia universitaria. Ed è un altro  guaio serio. Ma questa è un’altra storia ….

Ma per evitare penalizzazioni per gli “astronomi” non basterebbe fare solo i concorsi aperti?

No, c’e’ un contratto nazionale da rispettare e facendo solo concorsi aperti non lo rispetteremmo e penalizzeremmo i ricercatori provenienti dagli Enti di Ricerca, che si vedrebbero negato un diritto stabilito dal loro Contratto. Se è vero che gli Astronomi si ritrovano in questa situazione pasticciata senza averlo voluto, vero è anche che i colleghi ricercatori ex-CNR ci si sono pure ritrovati senza averlo voluto e nemmeno hanno avuto alcuna possibilità di scelta! 
In secondo luogo bandire concorsi aperti è al momento (e cioè con la normativa attuale vigente) assai più complesso (e soggetto a limitazioni esterne) che bandire concorsi interni. Basti dire che nel primo caso è necessario disporre, al momento del bando che deve essere autorizzato dalla Funzione Pubblica, dell’intera copertura di spesa (proprio perché il concorso può essere vinto da una persona esterna all’Ente, ad esempio un ricercatore o associato universitario). In secondo luogo debbono esistere le corrispondenti vacanze nell’organico. Infine, a concorso concluso, serve una ulteriore autorizzazione ad assumere! I bandi per concorsi interni, da quanto mi è stato spiegato, non richiedono autorizzazioni, necessitano – per definizione – del solo differenziale di spesa e non modificano l’organico. Ecco perché sarebbe ingiusto e autolesionista non approfittare della possibilità dei concorsi per interni ed ecco anche perchè i concorsi “aperti” saranno, purtroppo, inevitabilmente pochi e lenti.   L’importante è che comunque INAF salvaguardi il riconoscimento del merito e che i concorsi premino competenze, impegno e capacità e non semplicemente l’anzianità di servizio.

Insomma ci sono sempre un sacco di problemi, non riusciamo a dare anche stavolta qualche buona notizia?

Si ce ne sono. La commissione che avevo incaricato di valutare le proposte di finanziamento PRIN-INAF ha concluso i suoi lavori e prodotto le sue raccomandazioni. Con una piccola aggiunta di circa 60-70.000 euro, non ricordo la cifra esatta, siamo in grado di approvare 11 progetti. La commissione mi ha dato anche indicazioni utili a migliorare il bando 2009.

Infine, sono stato informato per le vie brevi che dovremmo poter disporre di un buon avanzo di bilancio da utilizzare per attività di ricerca. Ciò è dovuto al fatto che l’ultimo stanziamento ministeriale ci è stato comunicato in data 23 dicembre e quindi buona parte è rimasta forzatamente non spesa né impegnata. Per sbloccare questo avanzo dovremo tuttavia attendere che venga nominato il Collegio dei Revisori dei Conti. È scaduto l’anno scorso e ancora non è stato nominato dai Ministeri competenti, nonostante ripetuti solleciti.

Come ho già detto ai Direttori di Struttura, ho comunque dato mandato al Direttore del Dipartimento Progetti di preparare un bando competitivo per il finanziamento di progetti tecnologici di R&D, che vorrei pubblicare appena possibile, e ho chiesto al Direttore del Dipartimento Strutture di preparare un bando per borse di studio “post-doc” almeno biennali, che possano anche attrarre persone dall’estero.

Altro punto importante: a che punto è la nomina del Direttore del Dipartimento Strutture?

Il processo di selezione è quasi concluso. Una commissione “ad hoc” sta valutando le espressioni di interesse pervenute e mi presenterà a breve le sue conclusioni. È probabile che il nuovo Direttore venga nominato nella seduta del CdA di Maggio.

E la Commissione Pari Opportunità, che “langue” da tempo?

Ho chiesto alle Organizzazioni Sindacali di designare le persone di loro competenza quasi un anno fa! Gli ultimi nominativi sono pervenuti con molto ritardo e i nomi indicati sono quelli di 5 membri effettivi più 5 membri supplenti (una coppia di nomi per sigla). Peccato che da regolamento me ne debbano indicare solo 4 più 4… Ho quindi scritto alle OO.SS chiedendo che trovino un accordo, così che INAF possa procedere con le nomine di sua competenza. Nel frattempo, sono stato contattato da alcune colleghe che mi hanno chiesto se sia possibile che la designazione INAF avvenga per il tramite di un processo elettivo.  Ho risposto positivamente chiedendo tuttavia che venga preparata una proposta di consultazione della comunità che sia ragionevolmente semplice e che possa garantire una adeguata rappresentanza delle categorie importanti e “parità” di genere. Non vorrei una CPO costituita tutta da membri dello stesso sesso! Penso che una consultazione della comunità sia un fatto positivo e sono fiducioso che troveremo una buona soluzione.

(A cura dell’Ufficio Comunicazione)


Dobbiamo imparare a scegliere, la situazione lo richiede

Da diverso tempo vado segnalando le difficoltà in cui versa il nostro Ente. Mi riferisco qui alle difficoltà dovute alla mancanza di risorse materiali.

Purtroppo ho la percezione che non vi sia una consapevolezza diffusa della gravità della situazione e che, conseguentemente, molti colleghi abbiano mantenuto le stesse aspettative che avevano negli anni scorsi nei confronti dei programmi ed impegni che possiamo sostenere e più in generale delle disponibilità dell’Istituto. Così non è.

Voglio ricordare come, nella riunione di gennaio, il Consiglio di Amministrazione abbia dovuto dare mandato all’amministrazione di avviare le pratiche per aprire un nuovo mutuo per far fronte a spese obbligatorie , quali messa a norma e in sicurezza, relative a diverse sedi INAF. Questo è il terzo mutuo che INAF è costretta a contrarre. Complessivamente il peso di questi mutui supera i 500,000 euro/anno. Responsabilmente, il Consiglio ha voluto contenere l’ammontare dell’indebitamento esterno in quanto questo, ovviamente, ipoteca il futuro dell’ente.

Ecco quindi perché il CdA ha deciso di non dare seguito ad onerosi lavori di messa in sicurezza dei locali di una foresteria relativa ad una sede osservativa minore (nel panorama internazionale), ritenendoli meno urgenti dei lavori di messa in sicurezza della sede principale di un Osservatorio.

Sono convinto che sia preferibile accettare l’inagibilità di una foresteria e se necessario anche dell’intera sede osservativa, piuttosto che l’inagibilità dei locali principali di un Osservatorio o Istituto dove lavorano quotidianamente decine di colleghi/e.

Pur simpatizzando con coloro che mi hanno manifestato una comprensibile preoccupazione per le conseguenze di questa situazione di crisi, trovo inutile che queste preoccupazioni vengano manifestate ai vertici dell’Ente, in quanto questi sono perfettamente consapevoli delle conseguenze di determinati interventi ed agiscono secondo priorità scientifiche nazionali.

Recentemente, utilizzando i dati del MIUR, ho compilato una tabella che raffronta i finanziamenti pro-capite che il Ministero assegna ai vari Enti di ricerca vigilati. Vi invito a fare altrettanto; sono dati pubblici facilmente recuperabili nel sito del Ministero. Il risultato aiuta a capire dove sta il problema.

Ho ovviamente chiesto (e già ottenuto) un incontro con il Ministro e le ho esposto la gravità della situazione. Se non perverranno adeguati finanziamenti aggiuntivi dovremo continuare a operare scelte dolorose ma inevitabili, rinunciando a progetti e programmi che in condizioni diverse avremmo mantenuto, risalendo lungo la scala delle priorità che ci siamo e che ci stiamo dando.

Anticipo, ad esempio, che non saremo più in grado di finanziare congressi, ma che cercheremo invece di mantenere un sostegno alle scuole di astrofisica e che privilegeremo borse di post-doc rispetto a quelle di dottorato.

Rimane un impegno dei vertici INAF: quello di rendere disponibili risorse per finanziare la ricerca competitiva, sia con programmi di PRIN interni (come quello recentemente bandito) che con la disponibilità a cofinanziare i PRIN-MIUR o i FIRB. Siamo un Ente di ricerca e la ricerca deve rimanere la nostra priorità.

Dobbiamo tuttavia imparare a scegliere con sempre maggiore attenzione.

Il Presidente

Tommaso Maccacaro


Roma 22.12.2008

All’Italia la Presidenza del CCI per il biennio 2009-2010

 


Nella riunione del CCI tenutasi a La Palma il 25 novembre 2007 è stato nominato all’unanimità Presidente del CCI per il biennio 2009-2010 il Presidente dell’INAF Tommaso Maccacaro che ha accettato l’incarico

 

Il CCI (Comité Cientifíco International in spagnolo, International Scientific Committee in inglese) è l’organismo internazionale incaricato di sovrintendere all’applicazione degli accordi internazionali e al coordinamento tra i diversi telescopi ed altre apparecchiature scientifiche installate da varie nazioni europee negli Osservatori del Roque del los Muchachos (Isola di La Palma) e del Teide (Isola di Tenerife) alle Canarie, in quello che viene anche chiamato globalmente Osservatorio Europeo del Nord (ENO).

 

Gli Accordi di Cooperazione in Astrofisica furono firmati dalla Spagna e 9 Stati Europei, tra cui l’Italia, nel 1979 e rimarranno validi fino al 2012. Le nazioni che fanno parte dell’ENO sono rappresentate nel CCI dai rispettivi istituti scientifici nazionali di riferimento tra cui, per l’Italia, l’INAF. E’ nel CCI che le varie nazioni fanno sentire la loro voce attraverso i legali rappresentanti degli istituti nazionali di riferimento o da loro delegati, con decisioni che richiedono l’unanimità di tutti i membri.

 

Tra i compiti del CCI c’è quello di monitorare l’installazione di nuovi telescopi o di sostanziali modifiche a quelli esistenti, di identificare e pubblicizzare i principali risultati scientifici ottenuti con i telescopi delle Canarie (riassunti annualmente in un Annual Report edito dal CCI), di approvare il budget per i servizi comuni sia al Roque che al Teide, di promuovere iniziative congiunte nel campo dell’ outreach (particolarmente importanti ora in occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia 2009), di monitorare e sorvegliare la qualità del sito e di mantenerne l’alto livello anche in vista dell’installazione di future facilities osservative (quali ad esempio il futuro European Extremely Large Telescope).

 

A tal scopo, il CCI può istituire sotto-commissioni consultive su specifiche tematiche: tra esse il Finance Sub-Committee (FSC), il Teide Operations Sub-Committee (SOT), il Roque de los Muchachos Operations Sub-Committee (OSC) e il Site Properties Sub-Committee (SUCOSIP). In ciascuna di queste sotto-commissioni ci sono rappresentanti delle varie nazioni/telescopi (per l’Italia l’INAF/TNG).

 

Altro importante compito del CCI è assegnare il 5% dell’International Time Program (ITP) a programmi competitivi, sia solari che notturni, che usino più telescopi dell’ENO. La selezione è fatta con l’aiuto dei Time Allocation Committee (TAC) nazionali e su proposta di un Scientific Advisor nominato dal CCI stesso. Accesso ai telescopi dell’ENO è facilitata in sede europea attraverso il programma OPTICON.

 

Il CCI si riunisce due volte l’anno, nella tarda primavera generalmente in Europa in uno degli Stati membri, e nel tardo autunno a Tenerife o a La Palma. Per quanto il legale rappresentante dell’INAF nel CCI sia il Presidente, negli ultimi 3 anni è stato sostituito quasi sempre nelle riunioni dal Direttore del Dipartimento Strutture che ha assicurato la necessaria continuità nel flusso di informazioni e la necessaria conoscenza nei momenti decisionali. Il Direttore del Dipartimento Strutture ha anche organizzato la riunione di primavera del CCI a Roma a giugno 2007, durante il periodo di commissariamento dell’INAF.

 

Data la rilevanza del TNG nel quadro dei telescopi delle Canarie, è naturale che alla scadenza del mandato dell’attuale Presidente del CCI (il francese Michel Dennefeld, affiancato dal vice-Presidente Francisco Sánchez dell’Istituto di Astrofisica delle Canarie e dall’impareggiabile e insostituibile Segretario Campbell Warden) sia divenuta di attualità la candidatura dell’Italia alla Presidenza.

 

E’ con viva soddisfazione pertanto che annunciamo che nella riunione del CCI tenutasi a La Palma il 25 novembre 2007 è stato nominato all’unanimità Presidente del CCI per il biennio 2009-2010 il Presidente dell’INAF Tommaso Maccacaro che ha accettato l’incarico. Al nostro Presidente i migliori auguri per questo addizionale e gravoso impegno che sicuramente aumenterà il peso del nostro Paese e del TNG nel quadro dell’organizzazione e coordinamento delle facilities osservative dell’ENO.

 

La prossima riunione del CCI è prevista per il 4 e 5 maggio 2009.

 

 

Il Direttore del Dipartimento Strutture Roberto Pallavicini Tesi


Roma 22.12.2008

Assegnato il tempo di osservazione al TNG e REM per il periodo 1 febbraio-31 luglio 2009

 

 

Come è noto, il tempo di osservazione sul Telescopio Nazionale Galileo (TNG) a La Palma e sul telescopio REM a La Silla (Cile) viene assegnato ogni 6 mesi, su base competitiva, da un Comitato di Assegnazione Tempo (TAC) nominato dall’INAF. Attualmente il TAC del TNG e REM è presieduto da Antonella Natta e composto da Stefano Andreon, Angela Bragaglia, Elisabetta Dotto, Giancarlo Ghirlanda, Laura Greggio, Antonio Maggio, Vito Mennella, Sofia Randich e Guido Risaliti. Segretario del TAC è Fabrizio Massi.

 

Il TAC si è riunito a Firenze nei giorni 19-20-21 novembre 2008 per valutare le proposte ricevute in risposta alla AOT 19 (periodo 1 febbraio - 31 luglio 2009). Tutti i componenti del TAC erano presenti, così come il direttore uscente del TNG Ernesto Oliva e il nuovo direttore Emilio Molinari.

 

Prima della riunione, tutte le proposte sono state lette da 3 membri del TAC, che hanno fornito commenti scritti e assegnato una votazione. Nella riunione, tutte le proposte sono state discusse e votate da tutti i membri del TAC. Preliminarmente erano stati definiti i casi di conflitto di interesse sui quali i membri del TAC coinvolti si sarebbero astenuti dalla valutazione e dalla discussione collegiale.

 

Una procedura analoga è stata adottata per le proposte REM, per cui non c’era oversubscription, che è risultato invece circa 2 per le proposte TNG.

 

La qualità delle proposte TNG è risultata, in generale, buona ed alcune, in particolare, sono state giudicate ottime. Per queste è stato chiesto al Direttore del TNG di fare tutti gli sforzi possibili per garantirne il successo, anche rischedulando il tempo eventualmente perso per ragioni meteo nel caso di proposte in “visitor mode”.

 

Il TAC ha discusso a lungo sulla definizione di Long Term Programs (LTP) e le informazioni necessarie alla loro valutazione. Si è concluso di approvare la continuazione dei due LTP in corso, che finiscono con la AOT 19, ma di rinviare (con un voto contrario) la decisione se attribuire o meno lo status di LTP ai nuovi programmi che lo richiedevano, in assenza di sufficienti informazioni su di essi. A questo proposito, è stata chiesto al Direttore del TNG di predisporre nuovi modelli di proposta per i programmi LTP che descrivano chiaramente il loro sviluppo temporale, da usare a partire dalla AOT 20.

 

La schedula dei programmi TNG e REM approvati sarà pubblicata prossimamente sul sito del TNG (www.tng.iac.es)

 

 

Il Presidente del TAC Antonella Natta

 

Il Direttore del Dipartimento Strutture Roberto Pallavicini Tesi


24 ottobre 2008

 

Il TNG diventa la ventesima Struttura di ricerca dell’INAF

Il 1° Novembre prenderà servizio il nuovo Direttore unico del Telescopio Nazionale Galileo (TNG), Emilio Molinari, che ricoprirà contemporaneamente la carica di Direttore Amministrativo (Gerente nel linguaggio della legge spagnola) e di Direttore Scientifico. Questo cambiamento, fortemente voluto dagli attuali vertici dell’INAF, vuole essere un segno della volontà INAF di rilanciare scientificamente il TNG, anche in relazione alle altre infrastrutture osservative presenti a La Palma ed in accordo con quanto allo studio in sede europea per i telescopi di media dimensione (2-4 m di diametro).

 

Contemporaneamente è avvenuto, molto meno visibile, un altro cambiamento, non meno significativo per il personale, italiano e spagnolo, che lavora al TNG, cioè il passaggio del TNG e del Centro Galileo Galilei (CGG) a La Palma dallo stato di “progetto” ancora in fieri, e quindi afferente al Dipartimento Progetti, allo stato di Struttura di ricerca ormai ben definita e “stabile”, afferente al Dipartimento Strutture, del tutto analoga agli altri 19 Osservatori e Istituti che costituiscono attualmente la rete delle Strutture di ricerca dell’INAF. L’unica differenza è la durata, che per il TNG è a tempo determinato (tutti i telescopi invecchiano e, prima o poi, diventano obsoleti), mentre le altre 19 Strutture di ricerca sono definite formalmente come a tempo indeterminato.

 

Di fatto il Centro Galileo Galilei, incluso il TNG che da esso dipende, era già stato dichiarato Struttura di ricerca a tempo determinato dell’INAF fin dal 2002 con delibera del Consiglio di Amministrazione di allora. Ma la cosa non aveva avuto conseguenze pratiche sia per la continuazione, anche dopo il 2002, delle attività di sviluppo e di “upgrade” sul telescopio stesso e sulla sua strumentazione, sia a seguito della costituzione, intervenuta nel frattempo, della Fundación Galileo Galilei (FGG).

 

Attualmente il Centro Galileo Galilei e l’annesso TNG sono infatti gestiti da una Fondazione no- profit di diritto spagnolo, interamente finanziata da INAF, ma da questa formalmente indipendente. La Fondazione ha un proprio Consiglio di Amministrazione (“Patronato” nel linguaggio spagnolo), un proprio personale ed un proprio bilancio. Il Direttore del TNG è nominato dal Patronato della Fondazione, non dal CdA INAF, e risponde al primo, anche se poi di fatto nel Patronato della Fondazione siedono di diritto i vertici gestionali di INAF (Presidente, Direttori di Dipartimento e Direttore Amministrativo, oltre a due membri esterni che sono attualmente Enrico Cappellaro e Marco Salvati).

 

L’istituzione della Fondazione è stata necessaria per essere in regola con la legge spagnola, essendo il CGG e il TNG infrastrutture osservative nazionali collocate in territorio estero. D’altra parte, questo ha fatto sentire, sia in Italia che a La Palma, il TNG e il personale della Fondazione, nonché quello comandato dall’Italia, come qualcosa di estraneo ed indipendente dall’INAF, pur essendo tutto personale che lavora per il nostro Istituto. Si pensi che il personale reclutato dalla Fondazione, pur essendo pagato con fondi INAF trasferiti alla Fondazione, non risulta nei ruoli del personale INAF, ma è solo associato all’INAF (e oltretutto solo da poco tempo).

 

Con il passaggio al Dipartimento Strutture, il CGG e il TNG si integrano finalmente nella rete delle Strutture di ricerca dell’INAF, il suo Direttore avrà stessa parità di diritti (e doveri) degli altri Direttori di Struttura, si avvarrà di un Responsabile Amministrativo che risponderà a lui come negli Osservatori ed Istituti, e concorrerà sullo stesso piano delle altre Strutture di ricerca alla formulazione del Piano Triennale dell’INAF. Il Dipartimento Progetti continuerà invece ad occuparsi della strumentazione in via di sviluppo (attualmente, lo strumento di seconda generazione GIANO) fino alla loro formale accettazione da parte del TNG per essere offerti all’uso della comunità scientifica.

 

Può sembrare una cosa di poco conto o solo formale. Ma non è così, specialmente per il personale CGG/TNG che, per la prima volta, si sentirà, ci auguriamo, veramente parte del nostro Ente, e non come un corpo separato, perso in mezzo all’Atlantico, e un po’ dimenticato. Il cambiamento dovrebbe inoltre facilitare la sinergia scientifica del TNG con la comunità scientifica italiana, sia attraverso un più frequente scambio di ricercatori e “visiting scientists”, sia attraverso la partecipazione del CGG ad iniziative scientifiche congiunte con le altre Strutture INAF.

 

Roberto Pallavicini Tesi

Direttore Dipartimento Strutture

 

 

7 ottobre 2008

L'INAF cofinanzia i PRIN MIUR 2007 approvati

Si è conclusa l'assegnazione del PRIN MIUR 2007. Tra i progetti ammessi al cofinanziamento ce ne sono 7 che comprendono Unità di Ricerca INAF che sono coordinate, rispettivamente, da Ezio Caroli (IASF-Bologna), Stefano Covino (OA-Brera), Stefano Cristiani (OA-Trieste), Silvano Fineschi (OA-Torino), Raffaele Gratton (OA-Padova), Enrico Held (OA-Padova), Fabrizio Tavecchio (OA-Brera).

 

L’Istituto complessivamente finanzia queste Unità di Ricerca per 222.750 euro, in linea con quanto assegnato nel 2005 e 2006. Il totale è comunque sensibilmente inferiore, quasi di tre volte, a quanto assegnato negli anni precedenti, quando i ricercatori INAF potevano partecipare ai PRIN MIUR con piena parità di diritti dei docenti universitari, incluso quello di essere coordinatori nazionali di progetto.

 

Se si aggiunge il cofinanziamento PRIN MIUR ai 1.250.000 euro già assegnati dall'Istituto a progetti di ricerca presentati in risposta al proprio bando interno 2007, il finanziamento complessivo INAF (PRIN MIUR + PRIN INAF 2007) risulta pari a 1.472.750 euro, comparabile quindi a quanto erogato dall'INAF per le stesse finalità nel 2006.

 

Per il 2008, sempre per quanto riguarda la ricerca di base, non sarà facile mantenere questo livello di finanziamento. A causa delle ben note ristrettezze dovute all’insufficienza del finanziamento da parte del Ministero, il bilancio di previsione 2008 dell'Istituto non ha potuto prevedere attualmente risorse per un PRIN INAF 2008 né per il cofinanziamento di un eventuale PRIN MIUR 2008.

 

Le stesse assegnazioni fatte finora alle Strutture di ricerca INAF per la ricerca di base sono inferiori di 1 milione di euro a quelle dell'anno precedente.

 

Si sta operando a tutti i livelli per recuperare risorse aggiuntive nei prossimi pochi mesi, nonostante le obiettive difficoltà che si incontrano in questo momento nel richiedere al Ministero un adeguamento dei finanziamenti, peraltro giustificandoli in modo inappuntabile come facciamo.

 

Sostenere la propria ricerca di base, cercando anche di aumentare questi scarsi livelli di finanziamento, viene comunque considerato il compito principale del management dell’Istituto, come ribadito con forza, anche recentemente, dal Consiglio Scientifico.

 

Il Direttore del Dipartimento Strutture

 

Roberto Pallavicini Tesi

 

 

 

6 ottobre 2008

 

Firmato l’accordo sulla formazione del personale

 

Ho firmato nei giorni scorsi l’accordo per la formazione del personale, che ne sblocca anche i fondi. Si tratta di 600.000 € che vengono stanziati per il 2008 e che si sommano a quanto era avanzato nel 2007 (200.000 €).

 

Tutto il personale può accedere a questi fondi, sia quello contrattualizzato che quello non contrattualizzato (gli “astronomi”).

 

Il ritardo con cui si è arrivati alla firma è dipeso dal disaccordo in merito all’utilizzo di questi fondi anche per gli astronomi, verificato durante le contrattazioni.

 

Alcune sigle sindacali infatti non hanno voluto riconoscere al personale non contrattualizzato il diritto ad utilizzare i fondi per la formazione, nonostante sia stato chiarito da parte dell’Ente che in tal caso la cifra stanziata sarebbe stata necessariamente parecchio inferiore, circa 400,000 €. Il totale da mettere a disposizione per la formazione del personale va infatti calcolato come percentuale del monte salari totale di riferimento.

 

Preso atto della situazione di stallo venutasi a creare ho deciso di firmare comunque l’accordo già sottoscritto da CGIL e ANPRI.

 

L’amministrazione centrale informerà quanto prima le sedi periferiche del plafond a loro disposizione. I Direttori sono invitati ad iniziare sollecitamente la ricognizione delle esigenze. Il testo dell’accordo è quello già pubblicato a giugno sul sito dell’Istituto.

 

Il Presidente

 

Tommaso Maccacaro

 

 

 

Per rileggere l’accordo clicca qui

 

 

 

 

 

28 luglio 2008

 

Al Personale INAF

Nella riunione dell'8 luglio 2008 con le rappresentanze sindacali l'INAF aveva presentato un accordo per lo stanziamento e l'utilizzo di fondi per la formazione del personale. La CGIL era intervenuta presentando, direttamente al tavolo e senza darne preventivo avviso, un testo diverso.


INAF ha chiesto qualche giorno di tempo per valutarlo e lo ha poi largamente recepito proponendo quindi una nuova versione di accordo per la sottoscrizione da parte delle rappresentanze sindacali.

Il 17 Luglio sia l'ANPRI-CIDI che la FLC/CGIL hanno sottoscritto l'accordo nella sua nuova formulazione (il testo in formato pdf è disponibile a questo indirizzo).

A tutto il 25 Luglio, tre sigle sindacali: CISL/FIR e UILPA-UR ed USI-RDB tuttavia non avevano sottoscritto l'accordo.

Interpreto questo come sostanziale disaccordo sul testo da parte di CISL/FIR, UILPA-UR ed USI-RDB. INAF intende quindi riaprire il tavolo delle trattative per addivenire ad un accordo maggiormente condiviso.


Il Presidente

Tommaso Maccacaro