Scoperta una nuova classe di stelle di neutroni
16 febbraio 2006
Una équipe internazionale di astrofisici , tra cui gli italiani dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Cagliari e dell’Università cagliaritana vincitori del Premio Descartes 2005, ha rilevato, per la prima volta, sorgenti radio che emettono segnali di brevissima durata ad intervalli anche di alcune ore. I ricercatori ritengono che questi segnali siano prodotti da stelle di neutroni finora mai osservate che potrebbero essere presenti, nella nostra Galassia, in un numero nettamente superiore –almeno quattro volte – rispetto a quelle “normali” a tutt’oggi conosciute. Avanzata l’ipotesi che queste stelle siano l’anello mancante nell’evoluzione fra le pulsar ed altre stelle di neutroni conosciute. I risultati del lavoro vengono pubblicati oggi in un articolo sulla rivista Nature.
Un’équipe internazionale di ricercatori, tra cui astrofisici dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Cagliari e dell’Università cagliaritana, ha scoperto alcune stelle di neutroni con caratteristiche mai osservate finora. Questi corpi celesti, che sono stati individuati grazie alle osservazioni del radiotelescopio di Parkes in Australia, emettono segnali radio con impulsi assai brevi e ripetuti ad intervalli anche di alcune ore. Oggetti con simili proprietà sono estremamente difficili da individuare. Gli scienziati ritengono che questa nuova classe di stelle di neutroni, denominate RRAT (Rotating RAdio Transient) sia molto più diffusa di quella delle stelle di neutroni “normali” finora conosciute. Nella nostra Galassia potrebbero esserci almeno 400.000 sorgenti RRAT, un numero quattro volte maggiore rispetto a quello finora stimato per le pulsar, le stelle di neutroni che emettono nella banda radio. I risultati del lavoro vengono pubblicati oggi in un articolo sulla rivista Nature.
La campagna di ricerca “Parkes Multibeam Pulsar Survey” condotta dal gruppo di scienziati con il radiotelescopio australiano di Parkes ha permesso di individuare 11 oggetti classificati come RRATS. Le osservazioni, avviate nel 1998, sono state ripetute più volte nel corso degli anni per raccogliere quante più informazioni possibili su queste elusive sorgenti. I loro segnali radio durano infatti solo pochi millesimi di secondo – da 2 a 30 – e, tra una emissione ed un’altra, può trascorrere da qualche minuto fino a tre ore.
Identificare questi oggetti è quindi assai difficile, considerando che la durata complessiva degli impulsi radio emessi da ciascuno di essi nell’arco di un giorno è inferiore ad un secondo ed i deboli segnali captati dal radiotelescopio devono essere distinti dai disturbi prodotti dalle telecomunicazioni terrestri, che possono creare dei “falsi positivi”.
Gli indizi osservativi finora raccolti per le sorgenti RRAT fanno ritenere che esse siano stelle di neutroni, oggetti dal diametro di circa 20 Km nel quale si trova compressa a densità elevatissima una massa confrontabile con quella del Sole, ma composta perlopiù di neutroni. Dai dati raccolti è stato possibile calcolare che le sorgenti RRAT scoperte compiono una rotazione completa intorno al proprio asse in tempi compresi tra 0,4 e 7 secondi. Questi corpi celesti sembrano inoltre non fare parte di un sistema binario, ovverosia non orbitano intorno ad un’altra stella.
Questa nuova classe di stelle compatte dall’emissione radio sporadica potrebbe anche, secondo gli scienziati, rappresentare l’anello evolutivo di congiunzione, finora mancante, fra le pulsar e altre famiglie di stelle di neutroni scoperte negli scorsi decenni. Se quest’ultima ipotesi sarà confermata, questa scoperta si annuncia quindi come uno degli argomenti più interessanti dell’Astrofisica di questo decennio.
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