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Astronomi italiani in due continenti svelano l’enigma della “super fabbrica” di stelle

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20 novembre 2008

   

Risolto grazie a un gruppo internazionale di ricercatori, molti dei quali italiani e dell’INAF, l’enigma di NGC 1569, una galassia piccola ma con una sorprendente attività di formazione stellare, almeno cento volte maggiore della nostra Galassia. Nuove accurate misure di distanza condotte grazie al telescopio spaziale Hubble hanno infatti mostrato che NGC 1569 potrebbe non essere isolata come ritenuto finora, ma far parte di un gruppo di galassie, le cui enormi forze di attrazione gravitazionale possono averla indotta a divenire l’efficientissima fucina di stelle oggi osservata. I risultati di questo lavoro sono stati recentemente pubblicati sulla rivista The Astrophysical Journal Letters.

 

NGC 1569 è una galassia circa mille volte più piccola della nostra, la Via Lattea, ma al suo interno si formano stelle ad un ritmo forsennato, almeno cento volte maggiore di quello che succede nella nostra. Quale fosse il motivo di questa iperattvità era finora sconosciuto. Oggi, nuove e più accurate misure di distanza realizzate grazie alle immagini raccolte dal telescopio spaziale Hubble hanno permesso di stabilire che NGC 1569 si trova ad una distanza molto maggiore da quanto ritenuto finora e potrebbe quindi non essere una galassia isolata, ma far parte di un gruppo di galassie. Sarebbero proprio le enormi forze di attrazione gravitazionale prodotte da questi oggetti celesti a stimolare la super produzione di stelle osservata in NGC 1569. Il merito di questa scoperta è di un gruppo internazionale di ricerca  guidato da astronome e astronomi italiani che lavorano o si sono formati scientificamente presso le strutture dell’INAF, come due giovani ricercatrici, che hanno compiuto tutti i loro studi a Bologna e si sono trasferite allo Space Telescope Science Institute di Baltimora (USA) dopo il dottorato.

 

“NGC 1569 e’ un piccolo “mostro” nel cielo, in cui si formano continuamente nuove stelle con una velocità mille volte superiore a quella della nostra Galassia nei dintorni del Sole o di altre galassie del suo stesso tipo. E’ piccola sia per dimensioni che per massa, ma contiene una gran quantità  di grossi ammassi di stelle e di zone di attività di formazione stellare da far invidia alla nostra Via Lattea. Attività che deve essere stata presente già parecchi miliardi di anni fa e finora non si riusciva a spiegarne il motivo” dice Monica Tosi, dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Bologna che ha avuto l’idea di questo studio, iniziato come tesi di dottorato di un'altra delle autrici del lavoro scientifico.

 

La scoperta che NGC 1569 si trova ad una distanza molto maggiore di quanto finora ritenuto è nata in modo fortuito. Il team di scienziati stava infatti analizzando le immagini di NGC1569 prese dalla Advanced Camera for Surveys a bordo del telescopio spaziale Hubble alla ricerca di un particolare tipo di stelle,  le “giganti rosse”, che vengono utilizzate per stimare lo stadio evolutivo e quindi l’ “età” delle galassie. Questi corpi celesti sono stati individuati ma molto più deboli di quel che ci si aspettava. L’analisi delle stelle delle regioni più esterne della galassia, il cosiddetto “alone” ha poi permesso di calcolare con ottima precisione la distanza della galassia, che si trova a quasi undici milioni di anni luce da noi, circa quattro in più di quanto finora stimato. Questa nuova misura colloca NGC 1569 all’interno di un gruppo di una decina di galassie. Potrebbero dunque essere le reciproche forze di attrazione gravitazionale dell’ammasso ad aver compresso il gas in NGC 1569, accelerando enormemente i processi di formazione di nuove stelle da almeno 100 milioni di anni fino ad oggi.

 

“Lo studio di questa interessante galassia, cominciato a Bologna con la tesi di dottorato di Alessandra Aloisi, vede così  coronati anni di sforzo dell’intero gruppo. Gran parte del merito va attribuito alla costanza di questi giovani ora all’estero e che speriamo possano riportare in Italia l’esperienza che si stanno facendo oltreoceano” conclude la Tosi.

 

Per interviste: Monica Tosi, INAF-Osservatorio Astronomico di Bologna

                       E-mail: monica.tosi@oabo.inaf.it, Cellulare: 347 15 94 364

 

Questo comunicato esce allo stesso tempo della press release diffusa dallo Space Telescope Science Institute di Baltimora (USA)

 

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La galassia NGC 1569 ripresa dal telescopio spaziale Hubble

(crediti: NASA, ESA, the Hubble Heritage Team (STScI/AURA) e A. Aloisi (STScI/ESA))

 

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 Monica Tosi