A caccia dei segreti del Cosmo con X-shooter
25 maggio 2009
Il Very Large Telescope (VLT), il sofisticatissimo telescopio europeo sulle Ande cilene, ha oggi a disposizione un nuovo e potente strumento per studiare il Cosmo: è X-shooter, un innovativo spettrografo in grado di analizzare la luce proveniente dai più remoti corpi celesti simultaneamente sull’intero intervallo di lunghezze d’onda che vanno dall’ultravioletto fino al vicino infrarosso. X-shooter sostituisce uno degli strumenti già in funzione al VLT, divenendone così il primo strumento di “seconda generazione”. Importante la partecipazione dell’INAF alla realizzazione dello strumento con gli Osservatori di Brera, Trieste, Palermo e Catania coinvolti nella sua progettazione e costruzione. E ben 46 saranno le notti osservative garantite ai ricercatori italiani per sfruttare le grandi capacità di X-shooter.
“X-shooter ha prestazioni uniche tra la strumentazione installata oggi ai grandi telescopi” afferma Sandro D’Odorico, coordinatore del consorzio europeo di scienziati e ingegneri che ha costruito questo strumento d’avanguardia. “Fino ad oggi, erano necessari più strumenti installati su telescopi differenti e osservazioni multiple per coprire un intervallo di lunghezze d’onda così ampio, con grossi problemi dovuti al confronto dei dati raccolti che, sebbene ottenuti dalla luce di uno stesso corpo celeste, potevano essere stati presi in tempi diversi e con differenti condizioni atmosferiche”.
X-shooter invece raccoglie e analizza simultaneamente la radiazione che va dall’ultravioletto fino al vicino infrarosso. Un enorme salto di qualità in termini di efficienza e completezza di informazioni raccolte, accompagnato da un grande risparmio di tempo osservativo. Questa caratteristica innovativa sarà di fondamentale importanza nello studio di sorgenti cosmiche di cui non è nota a priori la natura e le caratteristiche della radiazione da esse prodotta come, ad esempio, i lampi di raggi gamma, le più violente esplosioni che avvengono nell’Universo.
“Non vediamo l’ora di iniziare a utilizzare X-shooter per i nostri programmi di ricerca” commenta Sofia Randich, dell’INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri, responsabile italiana dello strumento. “Grazie ad esso ci attendiamo un grande salto in avanti nella comprensione di una grande varietà di fenomeni, dalla formazione delle nane brune e delle stelle in galassie esterne, alle Supernovae, fino ai meccanismi che hanno prodotto le galassie più massicce nell’Universo primordiale e ai lampi di raggi gamma”.
X-shooter è stato installato al VLT a fine 2008 e ha iniziato le sue osservazioni nel pieno delle funzionalità il 14 marzo scorso, confermando subito le sue grandi capacità su tutto l’intervallo spettrale in cui può operare. Ad oggi X-shooter ha già registrato diversi spettri completi di stelle, di quasar e galassie distanti, delle nebulose associate alla stella supergigante Eta Carinae e alla Supernova 1987 A. Durante la fase di collaudo X-shooter ha raccolto e analizzato anche la radiazione di un lontanissimo lampo di raggi gamma.
X-shooter è stato costruito da un consorzio di 11 istituti in Danimarca, Francia, Italia, Olanda insieme all’ESO. La sua realizzazione ha coinvolto parecchie decine di persone, tra ingegneri, tecnici e astronomi, con una spesa complessiva di sei milioni di euro. I tempi di realizzazione sono stati davvero rapidi per un progetto di questa complessità: solo cinque anni in tutto. Un ruolo determinante in questo successo lo ha senz’altro avuto Roberto Pallavicini Tesi, che è stato uno dei promotori dello strumento e il principal investigator italiano fino alla sua prematura scomparsa, nel gennaio dello scorso anno.
Il contributo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica al progetto è stato molto significativo, sia per l'impegno di risorse umane, che ha visto coinvolto personale degli Osservatori di Brera, Trieste, Palermo e Catania, ma anche per il supporto finanziario fornito. Sotto la guida di Filippo Maria Zerbi, project manager italiano di X-shooter, sono stati costruiti e testati nel nostro Paese due componenti principali dello spettrografo. “In virtù di questo forte impegno l’ESO ha assegnato a ricercatori italiani ben 46 notti di tempo di osservazione con lo strumento” prosegue Randich. “Un’occasione che di sicuro verrà sfruttata al meglio, vista la quantità e la qualità dei programmi di ricerca proposti per l’utilizzo di X-shooter, alcuni dei quali anche in collaborazione con gli altri membri del consorzio”.
X-shooter sarà messo a disposizione della comunità astronomica internazionale a partire dal 1 ottobre 2009 e sono già pervenute all’ESO oltre 150 proposte di osservazioni.
Per informazioni e interviste: Sofia Randich, INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri,
E-mail: randich@arcetri.astro.it; tel. 055 2752-251 cell: 347 967 9169
Il comunicato stampa ESO su X-Shooter
X-shooter (cortesia ESO)
X-shooter installato al Very Large Telescope. Lo spettrografo ha iniziato le sue osservazioni nel pieno delle funzionalità il 14 marzo scorso
(cortesia ESO)
Sofia Randich