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All'INAF 24 nuovi posti per giovani ricercatori, più che nel 2016

Prende il via il Piano straordinario di reclutamento del MIUR per ricercatrici e ricercatori previsto dalla legge di bilancio per il 2018. All’INAF vanno 24 posti, più di quelli assegnati nel 2016

Prende il via il Piano straordinario di reclutamento del MIUR per ricercatrici e ricercatori previsto dalla legge di bilancio per il 2018. All’INAF vanno 24 posti, più di quelli assegnati nel 2016. La quota, così come per gli altri Enti, è stata calcolata in base al Fondo Ordinario per il finanziamento degli degli Enti e Istituzioni di Ricerca (FOE) e alla premialità.

“ Siamo riconoscenti e orgogliosi per l'attenzione che il MIUR pone al nostro Istituto Nazionale di Astrofisica” commenta Nichi D’Amico, presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. “Il sostegno alle nostre grandi iniziative internazionali, questa nuova iniezione di posti per giovani ricercatori, insieme alle posizioni che stiamo programmando per immettere in ruolo buona parte del personale ancora non di ruolo, che costituisce un innegabile capitale umano di eccellenza che non vogliamo perdere, assicurano all'INAF il consolidamento del suo ruolo di player globale dell'astrofisica moderna da terra e dallo spazio”.

 

Il  Decreto Ministeriale 163 del 28 febbraio 2018 e i relativi allegati

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A caccia di gioviani con l’intelligenza artificiale

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I ricercatori della Southwest Research Institute hanno ideato un bot per cercare pianeti gemelli di Giove, che a loro volta potrebbero favorire la presenza di pianeti rocciosi più interni e magari abitabili. L’algoritmo sfrutta le informazioni sulla composizione chimica delle stelle, cercando le firme di elementi come carbonio, ferro, ossigeno e sodio

Un campione stellare di pesi massimi

26/06/2019

In un ammasso aperto della nostra galassia è stata scoperta una nebulosa planetaria la cui stella progenitrice aveva una massa di 5.5 masse solari, un peso massimo tra le stelle all’origine delle nebulose planetarie. I risultati confermano le previsioni teoriche secondo cui stelle di massa superiore alle 5 masse solari possono formare nebulose planetarie, ricche di azoto

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Uno studio condotto dalla Western University (Canada) su meteoriti marziane, pubblicato ieri su Nature Geoscience, anticipa di qualche centinaia di milioni di anni l’epoca in cui sul Pianeta rosso potrebbero essere comparse le condizioni per il potenziale sviluppo della vita: 4.48 miliardi di anni fa, quando ebbe termine il cosiddetto intenso bombardamento tardivo