Strumenti personali
Fatti riconoscere

Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

INAF

Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

Ciao
Tu sei qui: Home Notizie INAF L’Istituto Nazionale di Astrofisica al secondo posto nella classifica mondiale di Nature

L’Istituto Nazionale di Astrofisica al secondo posto nella classifica mondiale di Nature

La rivista scientifica Nature ha annunciato la classifica delle 100 migliori istituzioni scientifiche al mondo per quanto riguarda le collaborazioni internazionali e la produzione scientifica, nella quale l’INAF si colloca al secondo posto assoluto. Stefania Giannini, Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca: "Complimenti a INAF per questo traguardo che ci riempie di orgoglio e ci spinge ad andare avanti, come governo, nel sostenere i nostri talenti e le nostre eccellenze, creando le migliori condizioni per fare ricerca in Italia.”

L’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) risulta al secondo posto assoluto nella classifica mondiale sulle collaborazioni internazionali e la produzione scientifica stilata dalla rivista Nature.  Al primo posto si è piazzato il CNRS francese con un vantaggio sull’INAF di appena l’uno per cento. L’INAF in questa classifica precede il CERN (al terzo posto) e la NASA (sesta), confermando inoltre il suo elevato ranking a livello mondiale in un'altra graduatoria più specifica, ovvero quella delle collaborazioni internazionali nell’ambito delle scienze fisiche, fra le quali spicca la collaborazione Italia-USA per la gestione del Large Binocular Telescope (LBT) in Arizona, un impianto che porta il marchio industriale “Made in Italy”. Questi risultati emergono dal documento “Nature Index Collaboration 2016”, pubblicato online, che ha monitorato la produzione scientifica degli enti di ricerca e università di tutto il mondo tra gennaio 2012 e dicembre 2015.

 

“Le collaborazioni internazionali sono da sempre uno dei principali obiettivi dell’INAF” afferma il Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica Nichi D’Amico “ed è per noi motivo di orgoglio poter affermare che buona parte degli impianti scientifici dell’astronomia moderna, localizzati in tutte le parti del mondo, portano il prestigioso marchio del “Made in Italy”, sia sotto il profilo scientifico, grazie alla eccellenza delle nostre ricercatrici  e ricercatori che vi lavorano, sia sotto il profilo tecnologico, grazie alla efficace sinergia che l’INAF ha avviato con l’industria nazionale”.

Per Stefania Giannini, Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, “questo risultato attesta la straordinaria qualità della ricerca pubblica italiana, su cui questo governo ha deciso di investire con risorse senza precedenti e semplificazioni attese da molti anni. L'elevato riconoscimento all’Istituto Nazionale di Astrofisica nel campo delle collaborazioni internazionali conferma la capacità del nostro Paese di giocare un ruolo da protagonista nella comunità scientifica e tecnologica globale. Complimenti a INAF per questo traguardo che ci riempie di orgoglio e ci spinge ad andare avanti, come governo, nel sostenere i nostri talenti e le nostre eccellenze, creando le migliori condizioni per fare ricerca in Italia.”

 

Nature Index 2016 Collaborations è disponibile gratuitamente all’indirizzo:

http://www.natureindex.com/supplements/nature-index-2016-collaborations/index

archiviato sotto: ,

Go West: Inaf a Washington

07/12/2018

Dal 3 al 5 dicembre, a Washington, una folta delegazione dell’Istituto nazionale di astrofisica ha preso parte ai lavori della Joint Commission for Scientific and Technical Collaboration fra Italia e Stati Uniti

Ecco il braccio robotico di InSight

07/12/2018

Il lander della Nasa ha davanti a sé un anno e 40 giorni marziani di missione e ha già cominciato a lavorare per la delicata fase di posizionamento a terra degli strumenti principali: un sismometro e una sonda termica

Bennu, la minaccia si chiama Yarkovsky

07/12/2018

Fra i compiti che attendono la missione Osiris-Rex, giunta in orbita attorno all’asteroide lunedì scorso, c’è anche quello di misurare con precisione e “dal vivo”, per la prima volta, l’effetto Yarkovsky. Ottenendo così informazioni cruciali per valutare con precisione la probabilità di un futuro impatto di Bennu con la Terra