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L'EGU premia Tommaso Alberti

Al giovane ricercatore dell'INAF va il Division Outstanding Early Career Scientist Award. La premiazione ufficiale avverrà durante l'Assemblea Generale EGU 2022, a Vienna

Tommaso Alberti, ricercatore dell'INAF IAPS di Roma, è uno dei vincitori del Division Outstanding Early Career Scientist Awards assegnato quest'anno dalla European Geosciences Union (EGU) nell'ambito della Nonlinear Processes in Geosciences (NP) Division.

Tommaso Alberti, insieme alle ricercatrici e ai ricercatori selezionati quest'anno dall'EGU, verrà ufficialmente premiato durante l'Assemblea Generale EGU 2022 che si terrà a Vienna dal 3 all'8 aprile del prossimo anno.

Alberti è un giovane scienziato che lavora nel campo dell'analisi dati e della modellizzazione, attraverso approcci basati sulla teoria dei sistemi complessi e della meccanica statistica, per comprendere la complessità dell’ambiente circumterrestre, dei plasmi spaziali e degli ambienti planetari. Negli ultimi due anni si è avvicinato ad uno dei problemi contemporanei più studiati nella fisica dei sistemi complessi non lineari, ovvero la caratterizzazione della natura a diverse scale spaziali e temporali delle fluttuazioni di segnali non lineari e non stazionari.

Per maggiori informazioni:

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Riflessioni marziane

21/01/2022

L’ipotesi che ci sia un lago di acqua allo stato liquido nel sottosuolo del Pianeta rosso, messa in discussione nei mesi scorsi, viene ora difesa dai risultati di una serie di misure sui coefficienti di riflessione di alcune argille compiute in laboratorio da un team guidato da Elisabetta Mattei ed Elena Pettinelli dell’Università Roma Tre, del quale fa parte anche Roberto Orosei dell’Istituto nazionale di astrofisica

Un oceano per Mimas, piccola luna di Saturno

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Mimas – la luna più interna del gigante gassoso Saturno – sotto la sua pelle ghiacciata potrebbe ospitare un oceano di acqua liquida. A suggerirlo sono i risultati di simulazioni condotte da due scienziati guidati dal Southwest Research Institute. Se confermato, ciò avrebbe importanti implicazioni per l’identificazione di altri mondi simili. Tutti i dettagli sulla rivista Icarus

Non tutti i buchi neri vengono per nuocere

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