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IL TELESCOPIO SOLARE EUROPEO (EST) RICONOSCIUTO COME ESFRI LANDMARK

Il progetto dello EST è stato riconosciuto come “Landmark” dal Forum Strategico Europeo sulle Infrastrutture di Ricerca (ESFRI). La decisione è stata adottata durante il 97° incontro di ESFRI, tenutosi a Cork il 23-24 settembre 2026
IL TELESCOPIO SOLARE EUROPEO (EST) RICONOSCIUTO COME ESFRI LANDMARK

Schizzo di progettazione del telescopio. Crediti: EST

Durante la scorsa assemblea generale di EAST - European Association of Solar Telescopes, svoltasi il 1° ottobre, è stata comunicata una novità di grande rilievo: il progetto dello European Solar Telescope (EST) è stato riconosciuto come “Landmark” dal Forum Strategico Europeo sulle Infrastrutture di Ricerca (ESFRI). La decisione è stata adottata durante il 97° incontro di ESFRI, tenutosi a Cork il 23-24 settembre 2026.

Il passaggio da Progetto ESFRI (status in cui EST era incluso dal 2016) a ESFRI Landmark riconosce l’importanza dell’infrastruttura per l’Europa, come rilevato anche nella Roadmap 2022-2035 di ASTRONET, che aveva indicato EST tra le infrastrutture di alta priorità e ne aveva raccomandato la realizzazione. Nella decisione di ESFRI vengono messi in evidenza i progressi compiuti verso la fase di costruzione e l’alto valore scientifico di questa infrastruttura di ricerca di prossima generazione. Lo status di Landmark, infatti, identifica le infrastrutture di ricerca che hanno raggiunto una fase avanzata del loro percorso di implementazione, riconoscendo la maturità raggiunta da EST dopo la fase di progettazione e sviluppo.

 

Macchia solare osservata con CHROMIS. Crediti immagine: Luc Rouppe van der Voort, Shahin Jafarzadeh (ITA, Università di Oslo).

 

Studiare il Sole alle sue scale più piccole

Il telescopio EST sarà costruito all’Osservatorio del Roque de los Muchachos a La Palma, nelle Isole Canarie. Dotato di uno specchio primario di 4,2 metri, fornirà dati ad altissima risoluzione spaziale sul Sole, permettendo di indagare i processi fisici all’origine dei fenomeni che influenzano lo spazio circumterrestre e la Terra.

Gli strumenti di EST sono progettati per osservare l’atmosfera solare a diverse altezze in modo simultaneo e a differenti lunghezze d’onda. Questo permetterà ai ricercatori di seguire ad esempio l’emersione dei campi magnetici sulla superficie solare e di studiare come l’energia venga trasportata verso gli strati più alti dell’atmosfera, processi fondamentali per comprendere a fondo l’attività solare e i meccanismi che scatenano le eruzioni che determinano lo Space Weather. I dati forniti dalle osservazioni da terra di EST integreranno e valorizzeranno quelli ottenuti dalle missioni spaziali dedicate allo studio del Sole.

Come spiega Manuel Collados, coordinatore del progetto, “EST è, per sua stessa natura, un progetto europeo. Nessuna singola istituzione o Paese potrebbe realizzare da solo un’infrastruttura di tale portata e ambizione. Il suo riconoscimento come ESFRI Landmark attesta dunque la solidità del partenariato europeo costituitosi attorno al progetto. La sfida che ci attende ora è trasformare tale ambizione scientifica condivisa negli impegni a lungo termine necessari per avviare la costruzione di EST”.

Coordinato dalla Fondazione EST, con il forte sostegno e l’impegno dell’IAC (Instituto de Astrofísica de Canarias), il progetto EST riunisce istituzioni provenienti da tutta Europa. La Fondazione guida il progetto nella fase attuale e sta predisponendo i passi necessari per la costruzione. Il telescopio metterà a disposizione dei ricercatori europei una struttura di osservazione condivisa, concepita per rispondere a quesiti scientifici che gli strumenti esistenti non sono ancora in grado di affrontare.

“Diventare un ESFRI Landmark è una pietra miliare per EST”, ha affermato Héctor Socas-Navarro, Direttore della Fondazione EST. “È un riconoscimento della rilevanza europea di questa infrastruttura di ricerca. La comunità di EST ha costruito, in molti anni, una notevole collaborazione europea attorno a un obiettivo scientifico comune. Lo status di Landmark riconosce la maturità e la rilevanza strategica che il progetto ha ora raggiunto all’interno del panorama europeo delle infrastrutture di ricerca”.

La partecipazione italiana e il ruolo dell’INAF

Il progetto EST vede un’importante partecipazione italiana sin dalla sua origine, attualmente strutturata attraverso le Università di Roma Tor Vergata, l’Università di Catania e l’Università della Calabria, che negli anni scorsi hanno costituito una Joint Research Unit dedicata a gestire la partecipazione nazionale. A questa si affianca il contributo dei ricercatori dell’INAF, da tempo attivamente coinvolti nello studio dei processi fisici osservati nell’atmosfera solare e nell’eliosfera, e nello sviluppo di strumentazione d’avanguardia per nuove osservazioni, sia da terra – come l’interferometro Fabry-Perot IBIS2.0 – sia dallo spazio, incluse le attività di monitoraggio dello Space Weather. A questo impegno si affiancano realtà nazionali specializzate in tecnologie ottiche avanzate e nella realizzazione di sistemi di controllo digitale e termico.

“Il riconoscimento di EST come ESFRI Landmark rappresenta un passaggio importante per la comunità solare europea e apre una nuova fase verso la realizzazione dell’infrastruttura di ricerca di prossima generazione per lo studio del Sole e dei processi all’origine dello Space Weather. Per l’Italia, questo innalzamento di status rappresenta anche un’opportunità per consolidare e rafforzare la partecipazione nazionale al progetto”, commenta Salvo Guglielmino (INAF Catania) Direttore Esecutivo di EAST dal 2020 e recentemente rinnovato nel ruolo per il triennio 2026-2029.

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