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Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

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Il rapporto del Visiting Committee sull'organizzazione della ricerca Radioastronomica in Italia

Dalla relazione del Visiting Committee: "L'attività radioastronomica italiana è attualmente distribuita tra vari istituti e strutture. Se da una parte rappresenta un punto di forza, dall'altra evidenzia una certa inefficienza e difficoltà in termini di coerenza e di coordinamento del programma a livello complessivo. Mentre una buona collaborazione si registra tra il personale dei vari istituti , lo stesso livello di cooperazione non sembra essere presente a livello gestionale. Questo riduce l'impatto della ricerca radioastronomica italiana in generale. [...] Pertanto, la fusione dei due maggiori istituti (IRA e OAC) sotto la guida di un unico direttore è una raccomandazioni chiave. Il nuovo istituto di radioastronomia unificato sotto una forte leadership sarà ben posizionato per affrontare le sfide future e attuare un efficace coordinamento organizzativo basato sulla forte attività radioastronomica esistente".

BepiColombo saluta la Terra

03/04/2020

L'appuntamento con il nostro pianeta è previsto il 10 aprile. Per arrivare alla meta, la sonda effettuerà altri voli ravvicinati per sfruttare le spinte gravitazionali: due attorno a Venere e sei attorno a Mercurio

A inseguir le stelle sopra Ragusa

03/04/2020

Il lockdown di questi giorni ha fermato tutto e tutti. Quello che non ha fermato è il movimento apparente delle stelle nella volta celeste, dovuto alla rotazione della Terra attorno al proprio asse. Un movimento che l’astrofotografo ragusano Gianni Tumino ha immortalato dalla terrazza di casa in una foto che la Nasa ha scelto lo scorso 28 marzo come Apod, Astronomy Picture Of the Day. Lo abbiamo intervistato

Che tempo farà su Marte?

03/04/2020

Un nuovo modello degli strati alti dell’atmosfera marziana permetterà di fare previsioni meteo del Pianeta rosso molto più accurate rispetto al passato, grazie all’analisi delle onde di gravità capaci di influenzare periodicamente la dinamica atmosferica. Ne parliamo con Gabriella Gilli dell’Instituto de Astrofísica e Ciências do Espaço portoghese, prima autrice dell’articolo appena uscito su Journal of Geophysical Research