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Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

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IV congresso nazionale GRB

A Bergamo, dall’8 all’11 novembre 2016, presso il Seminarino di Città Alta

Dopo la proficua esperienza di Napoli 2012, nel ventennale del lancio di BeppoSAX, i tempi ci sembrano maturi per un nuovo congresso nazionale GRB. Abbiamo deciso di organizzare la IV edizione del congresso nazionale GRB nel prossimo autunno, dall'8 all'11 Novembre 2016, nella Città Alta di Bergamo.

Il congresso vorrebbe essere un'occasione per fare il punto della situazione nel campo dei GRB e, soprattutto, per discutere delle prospettive future.

Il congresso accoglierà contributi teorici e osservativi sui seguenti hot topics individuati dal SOC:

 

  • Long vs. Short GRBs
  • Host galaxies & Environment
  • Central Engine & Progenitors
  • Future Mission & Facilities
  • Multi-Messenger Astronomy
  • Future

 

Saranno previste anche ampie sessioni di discussione libera, mediate dai vari chair, su ciascuno di questi argomenti.

La notte insonne dei ricercatori

24/09/2018

Torna questo venerdì l'annuale appuntamento con la Notte Europea dei Ricercatori. L'Inaf mette in campo una ricca offerta di iniziative che spaziano dai seminari scientifici ai laboratori per bambini, dalle visite guidate a molte delle nostre sedi, alle osservazioni al telescopio. Vediamole nel dettaglio, ce n'è per tutti i gusti.

E se le Nubi di Magellano fossero state un trio?

24/09/2018

Una nuova ipotesi, nata dall'osservazione del movimento delle stelle nella Grande Nube di Magellano, fa pensare che in origine la famosa coppia di galassie - visibili a occhio nudo nell'emisfero australe - fosse un terzetto, ma due di loro si sarebbero successivamente fuse tra tre e cinque miliardi di anni fa

Su quell’asteroide qualcosa si muove

23/09/2018

Impresa storica per la missione giapponese Hayabusa-2: i due moduli Rover-1A e Rover-1B sono approdati su Ryugu e funzionano correttamente, saltellando come grilli sull’asteroide e inviando a Terra le immagini. «È la prima volta che l’uomo manda sulla superficie di un piccolo corpo planetario un robot mobile», commenta entusiasta Ernesto Palomba dell’Inaf di Roma