Strumenti personali
Fatti riconoscere

Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

INAF

Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

Ciao
Tu sei qui: Home Notizie INAF IXPE, procede l'integrazione

IXPE, procede l'integrazione

IXPE, procede l'integrazione

Il gruppo INAF-IAPS durante la consegna della Detector Unit 2 di IXPE, nel dicembre 2019

L’Italia (INAF, INFN e ASI) contribuisce all’Imaging X-Ray Polarimetry Explorer (IXPE) con l’intero piano focale, il computer di bordo il software di analisi e la base di Malindi. I telescopi (costruiti dal Marshall Space Flight Center) sono tre ed altrettante sono le Unità di Rivelazione del piano focale realizzate in Italia. Una quarta unità sarà la “ruota di scorta” per eventuali imprevisti. Ogni unità include il rivelatore Gas Pixel Detector, il cuore del polarimetro, l’elettronica di lettura e una ruota porta-sorgenti per verificare la stabilità dei rivelatori quando il satellite sarà in orbita. Tutte le unita’ da volo sono state integrate, hanno superato tutte le prove e le verifiche e sono state calibrate con un apparato realizzato appositamente presso l’IAPS-INAF. Il 22 Giugno 2020 lo strumento, incluso anche il computer di bordo, e’ partito per gli Stati Uniti dopo che la prima unita’ di rivelazione fu spedita a MSFC gia’ a dicembre 2019. Il viaggio e’ stato piuttosto complesso: via terra da Roma a Milano, poi in aereo fino a Lussemburgo, in aereo da Lussemburgo ad Atlanta in Georgia (USA), via terra da Atlanta ad Huntsville (MSFC). Il MSFC ha poi spedito tutte le unita’ alla Ball-Aerospace a Boulder in Colorado per l’integrazione sul satellite. Qui le sorgenti radioattive del sistema di calibrazione sono state integrate e poi le tre unita’ con la Detector Service Unit sono state accese e provate con successo e meccanicamente integrate sullo spacecraft. Le tre Unita’ saranno a breve accoppiate alle ottiche gia’ realizzate e calibrate dal MSFC, a formare i tre telescopi di IXPE tramite un boom estensibile.

Uno dei telescopi verrà installato nel fascio parallelo di raggi X realizzato 25 anni fa ad Huntsville (Alabama) per calibrare il satellite Chandra. Le 3 Unità da volo sono state realizzate e calibrate in una sorta di catena di montaggio High Tech. Paolo Soffitta Pi Italiano di IXPE dice: “IXPE sara’ la prima SMEX a montare tre telescopi indipendenti. Altre missioni SMEX progettate con tre telescopi ne hanno poi perso uno per strada. Come e’ noto i dati di IXPE saranno pubblici e noi saremo pronti ad analizzarli e a scoprire cosa ci dira’ in piu’ o di diverso la polarimetria X” . Sergio Fabiani, Calibration Scientist, e recentemente entrato nel team dell'INAF, dice: “Prendere parte alla realizzazione di una missione SMEX della NASA pone una forte pressione, perché in appena 3 anni si passa dall’approvazione della proposta al lancio del satellite finito. Tutto questo mantenendo la più alta concentrazione per il delicato lavoro da svolgere”. Malgrado una tempistica strettissima (ambitious come dicono gli americani) ed il lock-down da entrambe le parti dell’oceano atlantico IXPE procede verso il lancio previsto tra meno di un anno e mezzo.

archiviato sotto: ,

Galassia satellite? No, sono solo di passaggio

26/11/2021

Molte delle galassie che “orbitano” intorno alla Via Lattea non sono satelliti, ma solo di passaggio e, forse, non rimarranno mai intrappolate nel campo gravitazionale della nostra galassia. A rivelarlo, le precisissime misure di velocità del telescopio spaziale Gaia

L’onda d’urto dell’uomo che corre

26/11/2021

Il telescopio spaziale Hubble ha ripreso questa immagine di HH 45. Questo oggetto si trova nella nebulosa Ngc 1977 che fa parte della nebulosa Uomo che corre, o Running Man Nebula. Hubble ha osservato questa regione per cercare getti stellari e dischi di formazione planetaria attorno a giovani stelle ed esaminare come il loro ambiente influisce sull'evoluzione dei dischi stessi

Così esplode una luminosa variabile blu

26/11/2021

Quali processi portano le stelle “variabili S Doradus” (Lbv, in inglese) a esplodere come supernove? Attraversano o meno la fase di stelle di Wolf-Rayet? Per indagare il fenomeno, un team di astronomi guidato da Sabina Ustamujic dell’Inaf di Palermo ha messo a punto un modello idrodinamico tridimensionale che segue l’evoluzione del materiale espulso dall’esplosione di una supernova prodotta dal collasso del nucleo di una stella Lbv