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L'improvvisa scomparsa di Paolo Sabatini

Paolo Sabatini, ingegnere e Program Manager della Compagnia Generale dello Spazio (CGS), già Carlo Gavazzi Space di Milano, è tragicamente scomparso nel fiore degli anni martedì 21 luglio per un malore improvviso.

Paolo Sabatini, ingegnere e Program Manager della Compagnia Generale dello Spazio (CGS), già Carlo Gavazzi Space di Milano, è tragicamente scomparso nel fiore degli anni martedì 21 luglio per un malore improvviso. La notizia ha colto di sorpresa tutti noi che abbiamo lavorato in questi anni con Paolo e ne abbiamo apprezzato la vitalità e la forza. Siamo attoniti, e questo tragico fatto ci segna ora profondamente.

Paolo Sabatini era uno dei più valenti ingegneri spaziali italiani, frutto della scuola milanese di ingegneria aerospaziale e di una esperienza industriale ai massimi livelli internazionali. Noi dell’ASI e del team AGILE lo abbiamo conosciuto nel ruolo di (giovane) Program Manager della missione spaziale AGILE e, più di recente, come coordinatore di diverse altre iniziative spaziali quali  il progetto PRISMA.

Il progetto della missione AGILE, iniziata a svilupparsi in ambito industriale agli inizi dell’anno 2000, ha avuto sin dall’inizio con Paolo Sabatini il responsabile infaticabile delle molteplici attività industriali. La complessità della strumentazione e dei dispositivi satellitari, la complessità dei contributi industriali e del team scientifico (e quindi delle interfacce tra dispositivi e mentalità diverse) hanno richiesto un intenso lavoro. Paolo Sabatini ha coordinato con successo per conto della CGS tale attività di sistema, “smussando” i diversi contributi di attori diversi in modo da poter avere un satellite pienamente funzionante e operativo. AGILE è stato in Italia il precursore di una classe di progetti spaziali innovativa, definita “Piccola Missione” sebbene ad altissimo contenuto tecnologico e scientifico, ma con costi contenuti. Era una grande sfida che richiedeva una mentalità giovane e positiva per una gestione polivalente e puntuale. Sempre con il sorriso, con i suoi commenti acuti e preveggenti, con la sua pazienza nell’ascoltare e nel guidare il processo verso il completamento finale, Paolo è stata la presenza costante nello sviluppo del satellite, e una “sicurezza” nella disponibilità, sua e del suo gruppo, nel risolvere i problemi. Lo ricordiamo nella campagna di lancio in India come uno degli attori principali di un’operazione complessa e svolta per la prima volta in un ambiente nuovo per lo spazio italiano. L’organizzazione della campagna di lancio da parte del gruppo guidato da Paolo Sabatini è stato uno dei momenti fondamentali per il successo della missione, compreso il rito indiano propiziatorio della “rottura” delle noci di cocco di fronte al razzo PSLV di 50 metri che Paolo effettuò con trepidazione. Dopo il lancio perfetto del 23 aprile 2007, le attività in volo del satellite che a nove anni dal lancio mantiene un’inalterata capacità scientifica testimoniano più di mille parole l’enorme cura, dedizione e applicazione di Paolo Sabatini verso il suo lavoro. Il successo di AGILE deve molto a Paolo. In questi anni è stato sempre disponibile ad ascoltarci e a discutere iniziative nuove sia in ambito ASI che ESA, un riferimento cruciale di raccordo e di attività creativa per nuovi progetti.

Paolo Sabatini ci ha ora lasciati, e il vuoto per noi è incolmabile. Rimane il frutto del suo ingegno e del suo amore per lo spazio e per l’infinito.  Lo avremo sempre a fianco nel lavoro e nel nostro cuore.

Andrea Argan, Fabio D’Amico, Enrico Flamini,  Ernesto Marchetti, Marco Tavani

Quel vedo non vedo della costellazione Starlink

26/05/2020

L'obiettivo delle ultime modifiche che SpaceX intende apportare ai futuri satelliti Starlink è di renderli invisibili a occhio nudo e ridurre al minimo il loro impatto sulla ricerca astronomica, garantendo che qualunque effetto essi possano avere non ostacoli la capacità degli scienziati di fare nuove scoperte. Ma cosa ne pensa la Commissione Inaf di esperti per la valutazione dell’impatto delle costellazioni di nano-satelliti circa le nuove misure proposte dall'azienda di Elon Musk? Sono soddifacenti? «Al momento onestamente no», dice a Media Inaf Andriano Fontana

Starlink all’ombra delle visiere parasole

26/05/2020

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Espresso prende meglio le misure a Proxima b

26/05/2020

Grazie alle accuratissime misure dello spettrografo Espresso, un gruppo internazionale di ricercatori, tra cui alcuni dell’Istituto nazionale di astrofisica, è riuscito a determinare la massa minima di Proxima b – circa il venti per cento più grande di quella della Terra – con una precisione quattro volte migliore a quella delle misure che ne consentirono la scoperta