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Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

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L'Italia in Gaia

Si terrà il 14 febbraio prossimo presso la Sede Centrale dell'INAF a Roma il workshop dedicato alla partecipazione italiana nella missione Gaia dell'ESA, dalle "operations" alle ricadute di breve, medio e lungo termine per la ricerca scientifica nazionale.

Il workshop “L'Italia in Gaia”, a 8 mesi dal lancio dell'esperimento Gaia dell'ESA previsto per il 21 ottobre di quest'anno, si prefigge di dettagliare al management dell'INAF (Presidenza, CdA, DS e DG) e agli altri organi scientifici (Consiglio Scientifico, comitati di macroarea e direzioni locali) l'impegno, primo in Europa insieme a quello francese, della comunità nazionale nella fase operativa della missione e quindi favorire una visione strategica nazionale di medio e lungo termine in vista dell'impatto che questa missione avrà sul sistema ricerca mondiale nei campi della fisica del Sistema Solare, dei pianeti extrasolari, dell'astrofisica stellare e Galattica, della cosmologia e fisica della gravitazione.

"L'Italia in Gaia" è organizzato dall'Unità Esplorazione ed Osservazione dell'Universo (EOS) dell'ASI in collaborazione con la Direzione Scientifica, l'Ufficio Spazio dell'INAF e l'Osservatorio Astrofisico di Torino dell'INAF.

Per maggiori informazioni:

Il sito web del workshop

Il sito web dedicato alla partecipazione italiana alla missione Gaia

Pinguini spaziali

07/08/2020

Immagini satellitari ad alta risoluzione della missione Copernicus Sentinel-2 dell’Esa hanno rivelato che in Antartide le colonie di pinguini imperatore sono quasi il 20 per cento in più di quanto si pensasse. Gli scienziati della British Antarctic Survey hanno contato le comunità attraverso le tracce di guano immortalate da satellite, rivelando inedite zone di nidificazione e consentendo nuove previsioni circa l’impatto del cambiamento climatico sulla salute della specie

Le potenzialità della speleologia extraterrestre

07/08/2020

Dalle immagini ad alta risoluzione delle sonde interplanetarie è evidente la presenza dei tubi lavici nel sottosuolo della Luna e di Marte. La loro morfologia superficiale è simile a quella degli analoghi terrestri, ampiamente studiati dagli speleologi. Media Inaf ha intervistato uno dei massimi esperti in materia, Francesco Sauro, direttore del programma Pangaea dell’Esa

Tubi lavici sulla Terra, sulla Luna e su Marte

07/08/2020

Un articolo pubblicato su Earth-Science Reviews offre una panoramica dei tubi lavici sulla Terra, fornendo anche una stima delle dimensioni degli analoghi lunari e marziani, che sono rispettivamente 100 e 1000 volte più larghi, arrivando a coprire distanze fino a 40 km. I tubi lavici rappresentano un obiettivo straordinario per l'esplorazione del sottosuolo e il potenziale insediamento umano