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Nominata la nuova Direttrice dell'Istituto di Radioastronomia di Bologna

Il Presidente, a seguito della designazione da parte del Consiglio di Amministrazione, ha nominato la Dott.ssa Tiziana Venturi quale nuova Direttrice dell’Istituto di Radioastronomia di Bologna a decorrere dal 1° luglio 2017

Con decreto del 27 giugno 2017, numero 52, il Presidente, a seguito della designazione da parte del Consiglio di Amministrazione, ha nominato la Dott.ssa Tiziana Venturi quale nuova Direttrice dell’Istituto di Radioastronomia di Bologna a decorrere dal 1° luglio 2017.

Astronomo e Primo Ricercatore presso l’Istituto di Radioastronomia, la Dott.ssa Venturi ha ricoperto molti incarichi di coordinamento scientifico nazionale e internazionale. Attualmente è Chairperson del Board del Progetto H2020 RadioNet, e del Working Group "The new VLBI raodmap" del progetto H2020 JUMPING JIVE. Da oltre 25 anni è referee di alcune delle maggiori riviste scientifiche internazionali, quali Monthly Notices della Royal Astronomical Society, The Astronomical Journal, Astronomy & Astrophysics, Astronomical Journal of the Pacifics.

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Altra misura della costante di Hubble

18/09/2019

Un gruppo internazionale guidato dall’Istituto Max Planck per l'astrofisica di Garching ha utilizzato due potenti sistemi di lenti gravitazionali per riuscire a stimare, grazie a 740 supernove, un valore della costante di Hubble pari a 82 +/- 8 chilometri al secondo per megaparsec, superiore a quella dedotta dal fondo cosmico a microonde. Tutti i dettagli su Science

Archi coronali da capo a piedi

18/09/2019

Un team di ricercatori guidato da Fabio Reale dell’Università e dell’Inaf di Palermo ha identificato alcune piccole regioni della cromosfera che brillano nella banda ultravioletta con i piedi di archi coronali, riscaldati a temperature fino a quasi 10 milioni di gradi e luminosi per qualche decina di minuti. Lo studio è pubblicato su ApJ

Le turbolente nubi del Serpente Cosmico

17/09/2019

Per la prima volta, un team internazionale guidato dall'Università di Ginevra è stato in grado di rilevare nubi molecolari in un progenitore della Via Lattea a circa 8 miliardi di anni luce, grazie a una risoluzione spaziale senza precedenti di 90 anni luce. Queste osservazioni mostrano che le nubi hanno una massa, una densità e una turbolenza interna superiori rispetto alle nubi ospitate nelle galassie vicine ed inoltre producono molte più stelle.