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Olivier Le Fevre ci ha lasciato

Lo scienziato francese è venuto a mancare lo scorso 25 giugno

L'astronomia europea piange la perdita di una delle sue principali personalità.

All'età di 59 anni, Olivier Le Fevre è morto il 25 giugno nella sua casa vicino a Marsiglia.

Olivier, ex direttore del Laboratoire d'Astrophysique de Marseille in Francia, è stato un leader mondiale nello studio della nascita e dell'evoluzione delle galassie, nonché della loro distribuzione su larga scala nell'Universo.

Olivier amava seguire ogni aspetto dell'astronomia: dalla concezione di strumenti innovativi all'interpretazione dei dati, senza trascurare lo sviluppo di metodi avanzati per l'analisi dei dati e il confronto con nuovi modelli teorici.

Negli anni novanta Olivier ha guidato il consorzio italo-francese che ha costruito VIMOS (acronimo di VIsible Multi-Object Spectrograph) per il Very Large Telescope europeo, uno dei primissimi strumenti sviluppati per un telescopio di classe 8 metri. VIMOS è stato utilizzato dal team di Olivier e da molti scienziati di tutto il mondo per ottenere dati inestimabili sulla natura delle galassie nelle varie epoche dell'Universo, su come si sono formate le più grandi strutture dell'Universo e sulla natura fondamentale dell'Universo e dei suoi più elusivi costituenti, la Materia Oscura e l'Energia Oscura.

La sua guida e la sua leadership sono state decisive nel favorire lo sviluppo di altra strumentazioni di livello mondiale, come lo spettrografo NIRSPEC che sarà presto lanciato con il satellite JWST, lo spettrografo Prime Focus al Subaru Telescope e - ultimo ma non meno importante - la missione ESA Euclid che sarà lanciata nel 2022 e che costituirà un passo fondamentale verso la limitazione della natura dell'Energia Oscura.

Olivier è stato tra i primi a capire che l'astronomia doveva entrare nell'era della "Big Science". Ha guidato questa trasformazione costruendo e guidando grandi collaborazioni fatte di centinaia di scienziati e ingegneri che lavorano tutti insieme verso un obiettivo comune. I progetti e i rilievi da lui condotti sono stati realizzati non solo con il suo amato "figlio" VIMOS (tra cui ricordiamo la VIMOS-VLT Deep Survey e la VIMOS Ultra Deep Survey), ma anche con altri strumenti da terra e dallo spazio su tutto lo spettro elettromagnetico, come il progetto ALPINE in corso con l'interferometro radio ALMA.

Queste indagini, insieme ad altre, hanno trasformato il campo negli ultimi 20 anni, rivelando e consolidando lo scenario attuale che descrive la nascita e l'evoluzione delle strutture nell'Universo - probabilmente una delle scoperte più importanti della scienza moderna.

Olivier aveva un rapporto speciale con molti scienziati italiani. VIMOS prima e molti altri strumenti e indagini poi sono stati realizzati attraverso un'ampia collaborazione con team italiani. La comunità degli astronomi extragalattici italiani non sarebbe così competitiva e vivace come lo è oggi senza le amichevoli e fruttuose collaborazioni con Olivier e il suo team negli ultimi 30 anni.

Tutti noi ricordiamo la sua incredibile passione. Qualunque impresa abbia intrapreso è stato sempre motivato dal desiderio di risolvere un problema scientifico fondamentale. Ha continuamente spinto i suoi collaboratori e i suoi studenti ad affrontare nuovi problemi, a concentrarsi sui risultati, ad aprire nuovi progetti e nuove strade. Olivier aveva un dono speciale nel mantenere la sua squadra concentrata e impegnata verso gli ambiziosi obiettivi che aveva stabilito per i suoi progetti.

Innumerevoli studenti e giovani ricercatori gli sono debitori per la sua guida e l'aiuto nelle prime fasi della loro carriera.

Oltre ai risultati professionali, Olivier è stato prima di tutto un buon amico per molti di noi. Tutti noi ci siamo divertiti a sciare, andare in bicicletta, nuotare, ballare, o semplicemente chiacchierare e ridere con lui, perché amava la vita in tutti i suoi aspetti. Abbiamo ammirato la sua passione contagiosa in qualsiasi cosa facesse, e il suo profondo amore per le sue figlie e per la sua famiglia in generale.

Ci mancherà profondamente e siamo il più possibile vicini a coloro che lo amavano e alla comunità astronomica francese per questa prematura perdita.

 

Nichi D'Amico

Presidente dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, a nome di tutto il personale INAF

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