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Il primo telescopio SST saluta l’Italia, diretto verso i cieli del CTAO-sud

Il primo telescopio SST saluta l’Italia, diretto verso i cieli del CTAO-sud

I membri della CTAO Central Organisation, della SST Collaboration e di Dal Ben S.p.a. durante l'incontro avvenuto il 18 settembre 2026. Crediti: Davide Coero Borga/INAF

Il 18 settembre 2026, la sede centrale della Dal Ben S.p.A. a San Stino di Livenza (Italia) ha ospitato un evento d'eccezione. Rappresentanti della stampa nazionale e regionale, insieme con i membri della Collaborazione SST del CTAO e dell'Organizzazione Centrale del CTAO, si sono riuniti per un evento stampa esclusivo dedicato alle operazioni di spedizione del primo Small-Sized Telescope (SST) destinato al Cile. Nel corso della giornata, i partecipanti hanno assistito a una dimostrazione dinamica della movimentazione di un telescopio completamente assemblato e hanno rivolto l’"ultimo saluto" all'SST in partenza, potendo assistere anche alla sigillatura in diretta delle casse di trasporto prima del viaggio. L'evento è stato arricchito dal discorso di benvenuto dell'Amministratore Delegato di Dal Ben S.p.A., Gabriele Dal Ben, seguito dagli interventi di esponenti delle istituzioni, tra cui il Direttore Generale del CTAO, Stuart McMuldroch, e il Presidente dell'INAF, Roberto Ragazzoni. Inoltre, esperti come Gianpiero Tagliaferri (Responsabile Principale della collaborazione SST) e Stefano Stanghellini (Coordinatore dei telescopi del CTAO) hanno approfondito gli aspetti tecnici degli SST e dell'Osservatorio, prima della visita guidata per illustrare le varie componenti e il processo di assemblaggio di altri 26 telescopi.

Per comprendere la portata di questa spedizione, è necessario rifarsi al quadro generale. Il CTAO è destinato a diventare l’osservatorio di raggi gamma da terra più grande e potente al mondo. Per coprire un intervallo di energia senza precedenti, l'Osservatorio impiegherà tre classi di telescopi: oltre agli SST, saranno utilizzati gli Large-Sized Telescopes (LST) e i Medium-Sized Telescopes (MST). Saranno costruiti oltre 60 telescopi distribuiti sui due siti del CTAO, uno per ciascun emisfero: CTAO-nord a La Palma (Spagna) e CTAO-sud nel deserto di Atacama (Cile), destinazione del primo SST.

Come suggerisce il nome, gli SST sono i telescopi più piccoli della schiera del CTAO, eppure rappresentano un gioiello dell'ingegneria ottica progettato per catturare i segnali provenienti dagli acceleratori più estremi dell'Universo. Con un'altezza di 9 metri, si distinguono all'interno dell'Osservatorio per l'utilizzo di un doppio specchio, basato su una configurazione ottica Schwarzschild-Couder modificata. Questa configurazione prevede uno specchio primario da 4,3 metri, (M1) composto da 18 segmenti esagonali, che riflette la luce su uno specchio secondario monolitico da 1,8 metri (M2); ciò garantisce un'elevata risoluzione spaziale su un campo di vista molto ampio e consente di ottenere un piano focale estremamente compatto.

Gli SST sono ottimizzati specificamente per rivelare la fascia più alta, compresa tra 2 TeV e 300 TeV, dell'intervallo di energia osservato dal CTAO. Poiché gli sciami di particelle generati da questi raggi gamma estremi producono abbondante luce Cherenkov ma sono eventi estremamente rari, per raccogliere la luce sono sufficienti telescopi di dimensioni ridotte, ma ne occorre un numero elevato per aumentare la probabilità di osservarli. Di conseguenza, un totale di 37 SST, insieme con 14 MST, verrà installato su un'area di tre chilometri quadrati presso il sito CTAO-sud.

L'Italia svolge un ruolo fondamentale e poliedrico nella realizzazione di questa iniziativa globale. Il Paese non solo è uno dei membri fondatori del CTAO ERIC (noto anche come Organizzazione Centrale), ma ospita anche il Quartier Generale del CTAO a Bologna. Inoltre, i gruppi di lavoro italiani guidano lo sviluppo degli SST. Coordinata dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), la collaborazione internazionale SST riunisce istituti di ricerca e università di Australia, Brasile, Francia, Germania, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti.

A questa leadership scientifica si affianca un importante contributo industriale. La realizzazione dei telescopi testimonia l'eccellenza industriale italiana: l'azienda Dal Ben S.p.A. si occupa infatti della produzione in serie delle complesse strutture elettromeccaniche degli SST, mentre la società Media Lario S.r.l. sta producendo tutti gli specchi M1 e M2. Un aspetto cruciale è che la produzione di tali componenti ha ricevuto un forte impulso grazie al programma CTA+, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nell'ambito dell'iniziativa NextGenerationEU e approvato dal MUR.

Questo primo SST verrà installato presso il sito CTAO-sud, presso l'Osservatorio del Paranal dell'European Southern Observatory (ESO, l’Osservatorio Europeo Australe), nel deserto di Atacama in Cile. Sotto la guida del gruppo di lavoro di CTAO-sud dell'Organizzazione Centrale, il sito sta rapidamente prendendo forma grazie a importanti lavori preparatori già ultimati: sono stati realizzati 17 chilometri di strade interne e completate le fondamenta sia per gli SST che per gli MST. Inoltre, sono state approntate le prime strutture per ospitare il personale dedicato all’assemblaggio e al collaudo ed è imminente l'installazione del sistema di alimentazione dei telescopi, che renderà il sito perfettamente pronto per accogliere questo primo SST.

Lasciando il suo luogo di nascita in Italia, questo telescopio pionieristico porta con sé l'ingegno di una collaborazione globale, pronto a svelare i segreti più estremi e gli eventi più energetici del cosmo sotto il cielo incontaminato del Cile.

Per maggiori informazioni:

Foto e video raccolti durante l'evento, nonché schede di approfondimento sui telescopi SST e CTAO

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