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Rome/PSPT: 30 anni di Sole, tecnologia e ricerca

Dal 3 luglio del 1996 lo strumento dell'INAF fotografa la nostra stella, contribuendo agli studi di space weather, variabilità solare, attività magnetica, integrati all'analisi degli archivi storici
Rome/PSPT: 30 anni di Sole, tecnologia e ricerca

Accanto al PSPT, da sinistra a destra: Kamal Sant, Fabrizio Giorgi, Mariarita Murabito, Ilaria Ermolli e Teodora Mihailescu

Il Sole cambia continuamente: macchie, regioni attive e repentine variazioni di luminosità richiedono strumenti capaci di catturarne ogni sfumatura con estrema precisione. È questo, da tre decenni, il compito del Rome/PSPT (Precision Solar Photometric Telescope), un telescopio solare nato nell’ambito del progetto internazionale RISE/PSPT.

Installato originariamente nel 1996 sulla terrazza di Monte Mario a Roma – all'epoca sede dell'Osservatorio Astronomico di Roma – lo strumento è stato nel tempo aggiornato, trasferito presso la sede dell’INAF-OAR di Monte Porzio Catone e integrato in una prestigiosa rete internazionale di telescopi solari. Da allora, non ha mai smesso di osservare la nostra stella, immagine dopo immagine.

"Queste osservazioni", spiega Ilaria Ermolli,  direttrice dell'INAF-OAR "hanno permesso innanzitutto di determinare con accuratezza le proprietà fotometriche delle regioni magnetiche osservate nell'atmosfera del Sole: parliamo di macchie e facole nella fotosfera, e di plage e network nella cromosfera. Grazie al Rome/PSPT, siamo riusciti a misurare le loro variazioni su tempi scala che vanno da pochi minuti a tre interi cicli solari".

Un contributo scientifico che si estende ben oltre il monitoraggio contemporaneo e che si rivela fondamentale anche per le attività di space weather (la meteorologia spaziale), cruciale per comprendere l’influenza dell’attività solare sull’atmosfera terrestre.

"I dati raccolti - continua Ilaria Ermolli - ci hanno consentito di sviluppare modelli accurati delle variazioni dell'emissione radiativa della nostra stella e di ricavare la sua evoluzione anche per periodi storici nei quali non esistevano misure dirette. Le osservazioni del Rome/PSPT hanno inoltre permesso di mettere a punto metodi avanzati di analisi applicabili alle immagini ottenute dalla digitalizzazione degli archivi fotografici storici di vari osservatori mondiali. Un esempio su tutti è l'Osservatorio di Meudon, che conserva osservazioni fotografiche del Sole acquisite con regolarità dal 1892 in poi".

Dietro la tecnologia del Rome/PSPT c'è però una fitta rete di competenze umane: una storia di ricercatori, tecnici e scienziati che lo hanno costruito, curato e fatto crescere negli anni. Tra i tanti che hanno contribuito a questo successo si annoverano Massimo Fofi, Bruno Caccin, Francesco Berrilli, Sabatino Sofia, Mauro Centrone, Fabrizio Giorgi, Mariarita Murabito, Cinzia Fazzari, Valentina Penza, Serena Criscuoli, Theodosios Chatzistergos, Kamal Sant e Teodora Mihailescu.

Trent'anni di dati che non solo ci aiutano a decifrare il passato e il presente del Sole, ma che continuano a fornire alla comunità astrofisica internazionale gli strumenti per comprenderne il futuro.

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