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Roberto Orosei a Stoccolma per la Nobel Week

Il ricercatore dell’Istituto nazionale di astrofisica, divenuto celebre l’estate scorsa per la scoperta dell’acqua liquida nel sottosuolo di Marte, è stato invitato ad assistere alla cerimonia di consegna dei Premi Nobel 2018

Ci sarà anche Roberto Orosei, il prossimo 10 dicembre a Stoccolma, ad assistere alla cerimonia di consegna dei Premi Nobel 2018. E il giorno prima Orosei, ricercatore all’Istituto di Radioastronomia dell’INAF di Bologna, sarà uno dei 30 panelists invitati a prendere parte alla prestigiosa tavola rotonda che precede la cerimonia. Tema di quest’anno è l’acqua: acqua intesa come risorsa limitata e con le sue implicazioni sociali e politiche, ma anche appunto con uno sguardo rivolto al di fuori della Terra. Ed è proprio di questo che parlerà Orosei, primo autore – ricordiamo – della scoperta, pubblicata lo scorso luglio su Science, di un lago sotterraneo di acqua liquida su Marte.

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Il cuore duro di Mercurio

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Un solido cuore di ferro grande circa la metà dell’intero nucleo del pianeta. Sono i risultati ottenuti grazie alle osservazioni della sonda Messenger della Nasa durante quattro anni in orbita attorno a Mercurio. Media Inaf ha intervistato il primo autore dello studio pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters, il 34enne Antonio Genova della Sapienza Università di Roma

Più onde gravitazionali per tutti

18/04/2019

La parola d’ordine è: coinvolgere. E per coinvolgere un pubblico il più ampio possibile nell’astronomia gravitazionale ecco arrivare due nuovi tool. Uno consente di ricevere in tempo reale le segnalazioni di eventi dalla collaborazione Ligo-Virgo. L’altro, invece, di mettere il tempo morto della propria cpu a disposizione degli astrofisici che studiano le fusioni fra buchi neri

Magnetar a 6.6 miliardi di anni luce

18/04/2019

Un team internazionale di astronomi ha annunciato di aver osservato un segnale a raggi X molto probabilmente originatosi da una magnetar generata dalla fusione di due stelle di neutroni. Il segnale è stato catturato nel corso della 7-Megasecond Chandra Deep Field-South survey. I dettagli della scoperta sono stati pubblicati su Nature