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Roberto Orosei a Stoccolma per la Nobel Week

Il ricercatore dell’Istituto nazionale di astrofisica, divenuto celebre l’estate scorsa per la scoperta dell’acqua liquida nel sottosuolo di Marte, è stato invitato ad assistere alla cerimonia di consegna dei Premi Nobel 2018

Ci sarà anche Roberto Orosei, il prossimo 10 dicembre a Stoccolma, ad assistere alla cerimonia di consegna dei Premi Nobel 2018. E il giorno prima Orosei, ricercatore all’Istituto di Radioastronomia dell’INAF di Bologna, sarà uno dei 30 panelists invitati a prendere parte alla prestigiosa tavola rotonda che precede la cerimonia. Tema di quest’anno è l’acqua: acqua intesa come risorsa limitata e con le sue implicazioni sociali e politiche, ma anche appunto con uno sguardo rivolto al di fuori della Terra. Ed è proprio di questo che parlerà Orosei, primo autore – ricordiamo – della scoperta, pubblicata lo scorso luglio su Science, di un lago sotterraneo di acqua liquida su Marte.

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A caccia di gioviani con l’intelligenza artificiale

26/06/2019

I ricercatori della Southwest Research Institute hanno ideato un bot per cercare pianeti gemelli di Giove, che a loro volta potrebbero favorire la presenza di pianeti rocciosi più interni e magari abitabili. L’algoritmo sfrutta le informazioni sulla composizione chimica delle stelle, cercando le firme di elementi come carbonio, ferro, ossigeno e sodio

Un campione stellare di pesi massimi

26/06/2019

In un ammasso aperto della nostra galassia è stata scoperta una nebulosa planetaria la cui stella progenitrice aveva una massa di 5.5 masse solari, un peso massimo tra le stelle all’origine delle nebulose planetarie. I risultati confermano le previsioni teoriche secondo cui stelle di massa superiore alle 5 masse solari possono formare nebulose planetarie, ricche di azoto

Marte: 4.5 miliardi di anni di relativa tranquillità

25/06/2019

Uno studio condotto dalla Western University (Canada) su meteoriti marziane, pubblicato ieri su Nature Geoscience, anticipa di qualche centinaia di milioni di anni l’epoca in cui sul Pianeta rosso potrebbero essere comparse le condizioni per il potenziale sviluppo della vita: 4.48 miliardi di anni fa, quando ebbe termine il cosiddetto intenso bombardamento tardivo