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Scienziati dell’INAF sempre fra i più citati al mondo

Mentre la rivista Nature segnala anche quest’anno l’INAF ben posizionato nella lista delle 100 più prestigiose istituzioni di ricerca al mondo, e individua uno dei nostri lavori fra i cinque più citati al mondo nel 2018 in tutti i campi del sapere, Web of Science, il più autorevole e riconosciuto database bibliometrico, continua a indicare gli scienziati dell’INAF fra i più citati al mondo nell’intero ultimo decennio nel settore dell’astrofisica e delle scienze spaziali.

Nella Nature 100-top-list annuale delle istituzioni governative di ricerca, l’INAF si piazza quest’anno a metà della graduatoria, ma ben al di sopra di istituzioni di eccellenza come per esempio la National Science Foundation statunitense. Nella stessa edizione del Nature Index, un articolo di Roberto Orosei, Ricercatore dell’INAF, e dei suoi collaboratori, è individuato fra i cinque più citati al mondo nell’ultimo anno in tutti i campi del sapere. Si tratta della scoperta di un lago di acqua salmastra su Marte, pubblicata su Science lo scorso anno, che registra 4274 citazioni nel periodo di riferimento preso in esame da Nature (aprile 2018 – marzo 2019). Allo stesso tempo, Web of Science continua a porre tre dei nostri scienziati fra i più citati al mondo nell’ultimo decennio nel settore dell’astrofisica e delle scienze spaziali. Sono infatti tre gli scienziati italiani fra i 122 più citati al mondo in questo settore nell’ultimo decennio, e sono tutti appartenenti o associati all’INAF. Si tratta di Andrea Cimatti, Alvio Renzini e Gianni Zamorani, che continuano ad essere presenti nell’elenco dell’1% dei più citati al mondo.

“Gli indici di citazione dei nostri scienziati costituiscono un risultato ancora più importante”, afferma con soddisfazione il Presidente dell’INAF Nichi D’Amico, “la nostra presenza come Ente nella Nature 100-top-list è ormai stabile da diversi anni, seppure con oscillazioni fisiologiche; addirittura un paio di anni fa siamo stati classificati secondi al mondo per collaborazioni internazionali”. “D’altra parte,” prosegue D’Amico, “è evidente che una comunità come la nostra, coinvolta nella realizzazione e conduzione di infrastrutture astronomiche di rilievo internazionale e presente coi suoi strumenti a bordo di numerose missioni spaziali, è una sorta di fabbrica inarrestabile di dati e di risultati che inondano le riviste scientifiche, e questo ci pone automaticamente nella Nature 100-top-list. “Altra cosa, ancora più prestigiosa”, continua D’Amico, “è invece l’indice di citazione dei nostri lavori, che testimonia l’alto tenore intellettuale che caratterizza la nostra comunità, e la nostra capacità di iniettare idee innovative nel circuito internazionale della ricerca.

“Questa circostanza”, conclude D’Amico, “dimostra ancora una volta l’importanza per il nostro Ente di continuare ad allocare adeguate risorse alla ricerca di base, al fiorire delle idee e al processo di arruolamento. Questa necessità risulta fondamentale soprattutto in un’epoca in cui, grazie all’attenzione del Governo per le nostre iniziative, stiamo investendo ingenti risorse del Paese nella costruzione di infrastrutture astronomiche ciclopiche e in missioni spaziali sempre più ambiziose, di valore strategico per il futuro dell’Umanità”.

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