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INAF

Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

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Osservatorio di Bologna

Uchuu, l’universo virtuale più grande mai creato

10/09/2021

Venti milioni di ore con i processori di Aterui II, il supercomputer dedicato all’astronomia più potente al mondo. Tre petabyte di dati prodotti. Oltre duemila miliardi di particelle virtuali contenute dentro un ideale cubo da 9.63 miliardi di anni luce di lato e “lungo” nel tempo quasi 13 miliardi di anni. Ed è solo la prima release di questa simulazione senza rivali che, da oggi, ogni astronomo può liberamente scaricare dalla rete

Nane bianche, un po’ d’idrogeno allunga la vita

06/09/2021

Un gruppo di ricerca guidato da studiosi dell’Università di Bologna e dell’Istituto nazionale di astrofisica ha mostrato per la prima volta che alcune nane bianche sono in grado di trattenere un sottilissimo strato di idrogeno che consente loro di continuare a produrre energia, rallentando così la fase finale della loro esistenza

Dal crepuscolo all’alba dell’universo

05/08/2021

Può l’oscurità del crepuscolo – i fotoni della radiazione cosmica di fondo – insieme alla luce dell’alba – la radiazione ultravioletta emessa dalle prime stelle che si accendono – svelare la storia della reionizzazione e dirci qualcosa sull’inflazione primordiale? Ne parliamo con Daniela Paoletti dell’Istituto nazionale di astrofisica, coautrice di due nuovi studi che cercano di rispondere a questa domanda

Astro-detective sulle tracce delle missioni Apollo

02/08/2021

Mezzo secolo dopo le missioni Apollo 15 e 16, le osservazioni – sia della Luna che dell'universo profondo – effettuate con lo strumento a raggi X a bordo del modulo di comando hanno ancora tanto da dire. Interpretare questi dati “vintage” è una sfida notevole, raccolta da un team internazionale di ricercatori che ha ricostruito il funzionamento dello strumento e pubblicato nuove mappe della fluorescenza prodotta da magnesio, alluminio e silicio sulla superficie lunare

Lampi gamma: la durata non è tutto

26/07/2021

La scoperta di emissione di supernova associata al gamma-ray burst breve Grb 200826A sembra contraddire gli attuali scenari sull’origine di questi fenomeni estremi. Ma quanto possiamo fare davvero affidamento sulla durata osservata per individuare il progenitore di un Grb? Ospitiamo un editoriale sull’argomento di Lorenzo Amati, dirigente di ricerca all’Inaf di Bologna autore di un articolo “News & Views” pubblicato oggi sullo stesso numero di Nature Astronomy che riporta la scoperta

Spade laser in infrarosso sotto l’occhio di Hubble

17/09/2021

Osservazioni nell’infrarosso dei potenti getti bipolari di materia emessi da stelle giovani, condotte con lo Hubble Space Telescope, hanno permesso di ottenere preziose informazioni sulle zone più interne nelle quali essi si formano, suggerendo la presenza di compagni di piccola massa molto vicini alla stella capaci di perturbarne la traiettoria

Super vulcani nell‘Arabia Terra marziana

17/09/2021

Utilizzando i datti ottenuti dal Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa, un team di ricercatori guidati dal Goddard Space Flight Center ha identificato firme mineralogiche di cenere vulcanica nella regione Arabia Terra, nell’emisfero nord di Marte. Secondo gli scienziati, si tratterebbe di materiale espulso dall’eruzione di antichi super vulcani. Lo studio è su Geophysical Research Letters

Sn 1181, mistero risolto dopo otto secoli e mezzo

17/09/2021

Recenti analisi condotte da un team internazionale di astrofisici potrebbero aver risolto il mistero che circonda l’origine e l’evoluzione di una supernova avvistata in Cina nel 1181 e di cui si erano perse le tracce per quasi un millennio. I risultati sono stati pubblicati ieri su The Astrophysical Journal Letters