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INAF

Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

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Osservatorio di Palermo

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Direttore Fabrizio Bocchino

Indirizzo web http://www.astropa.inaf.it

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Stelle, l’età del primo ciclo: il caso di Epsilon Eridani

08/05/2020

Scoperto un ciclo di attività coronale in una stella di appena 400 milioni di anni. Ha un periodo di circa tre anni, consistente con il ciclo di attività cromosferica. Allo studio, guidato da Martina Coffaro dell’università di Tubinga (Germania) e pubblicato su Astronomy & Astrophysics, hanno preso parte anche ricercatori dell’Inaf di Palermo

Atomi di ferro brillano nell’atmosfera di Kelt-9b

06/05/2020

Un gruppo di ricercatori italiani, olandesi e svizzeri ha rivelato per la prima volta tracce di ferro neutro in emissione nella caldissima atmosfera di un pianeta extrasolare. Questa scoperta è un importante passo avanti verso studi comparativi di pianeti e stelle ospiti, che favorirà una migliore comprensione di come i pianeti stessi si formino

Falce di luna nuova sull’inizio d’un nuovo cammino

23/04/2020

Una lettera di intenti firmata nei giorni scorsi da Nichi D’Amico, presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica, e da Abdellah Redouane, segretario generale del Centro islamico culturale d’Italia che sovrintende la Grande Moschea di Roma, apre la strada a una collaborazione nata con l'obiettivo di creare un nuovo modello di sviluppo relazionale sostenibile attraverso l'incontro tra cultura e scienza, per l’avvio di un dialogo interculturale volto a una più capillare diffusione scientifica dell’Astronomia nella comunità islamica nazionale. L'osservazione della falce di luna nuova che darà il via al Ramadan del 2020 sarà il primo passo di quello che promette di essere un lungo cammino, da fare insieme nel rispetto delle reciproche competenze. Perché anche se la osserviamo con occhi diversi siamo tutti sotto la stessa Luna

C’era una volta una supergigante blu

16/04/2020

Avvalendosi di un modello magneto-idro-dinamico 3D, uno studio guidato da Salvatore Orlando dell’Inaf di Palermo indaga per la prima volta la connessione tra le proprietà fisiche del resto di supernova Sn 1987A, l'esplosione di supernova e la stella progenitrice dell’esplosione. I risultati sono pubblicati su Astronomy & Astrophysics.

Esopianeti, l’ultravioletto sfina

09/04/2020

La distribuzione bimodale di raggi degli esopianeti è una conseguenza della perdita di atmosfera causata della radiazione ultravioletta emessa dalla stella centrale e incidente sui pianeti. Lo dimostra uno studio guidato da Darius Modirrousta-Galian dell’Inaf di Palermo, che prevede anche l’esistenza di un numero relativamente elevato di super-Terre

Quel vedo non vedo della costellazione Starlink

26/05/2020

L'obiettivo delle ultime modifiche che SpaceX intende apportare ai futuri satelliti Starlink è di renderli invisibili a occhio nudo e ridurre al minimo il loro impatto sulla ricerca astronomica, garantendo che qualunque effetto essi possano avere non ostacoli la capacità degli scienziati di fare nuove scoperte. Ma cosa ne pensa la Commissione Inaf di esperti per la valutazione dell’impatto delle costellazioni di nano-satelliti circa le nuove misure proposte dall'azienda di Elon Musk? Sono soddifacenti? «Al momento onestamente no», dice a Media Inaf Adriano Fontana

Starlink all’ombra delle visiere parasole

26/05/2020

La costellazione di satelliti Starlink si propone di fornire connettività a banda larga in tutto il mondo, ma la sfida di SpaceX si sta dimostrando piuttosto invasiva per chi vorrebbe continuare a osservare un cielo libero da treni di puntini che lo attraversano. Molte sono le critiche sollevate, soprattutto nel campo della ricerca astrofisica, e l’azienda di Elon Musk sta lavorando con gli astronomi di tutto il mondo per comprendere meglio le specifiche delle osservazioni astronomiche e i cambiamenti tecnici che occorre apportare ai satelliti per ridurne la luminosità. In questo lungo approfondimento vediamo insieme le modifiche proposte che dovrebbero essere implementate già dal prossimo giugno

Espresso prende meglio le misure a Proxima b

26/05/2020

Grazie alle accuratissime misure dello spettrografo Espresso, un gruppo internazionale di ricercatori, tra cui alcuni dell’Istituto nazionale di astrofisica, è riuscito a determinare la massa minima di Proxima b – circa il venti per cento più grande di quella della Terra – con una precisione quattro volte migliore a quella delle misure che ne consentirono la scoperta