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Relazioni Sindacali

La presente sezione contiene tutta la documentazione relativa alle relazioni tra l’Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali. L’intento è quello di fornire al personale dell’Istituto un utile strumento di informazione ed approfondimento, di immediata fruibilità, di agevole consultazione ed in continuo aggiornamento, in merito alle trattative in itinere con le OO.SS. maggiormente rappresentative.

 

ANNO 2016


Data documentoOggettoFirmatarioDestinatariNote

 

5 febbraio

 

Richiesta disponibilità

 

Direttore Generale

 

FLC CGIL, CISL FIR, UIL PA UR, ANPRI, USI Ricerca, USB PI

 

6 febbraio Disponibilità incontro

Americo Maresci UIL-RUA

Presidente INAF

DG INAF

15 febbraio Comunicato UIL RUA Americo Maresci UIL-RUA Personale INAF
17 febbraio Convocazione OOSS Presidente FLC CGIL, CISL FIR, UIL PA UR, ANPRI, USI Ricerca, USB PI

Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2016

Datato uno dei crateri più antichi della Luna

18/06/2021

Una nuova analisi di un campione di roccia lunare raccolto dagli astronauti della missione Apollo 17 rivela che il bacino della Serenità è ancora più antico di quanto si pensasse. La formazione di questo grande cratere, stimata grazie a nuove tecniche di datazione e simulazioni numeriche, risalirebbe a 4,2 miliardi di anni fa, prima ancora dell'intenso bombardamento tardivo che ha prodotto molti dei crateri da impatto sulla Luna

Risolto un enigma decennale sui lampi gamma

17/06/2021

Un team internazionale di scienziati, guidato da astrofisici dell'Università di Bath nel Regno Unito, ha derivato le proprietà del campo magnetico in un lontano Gamma Ray Burst dopo soli 90 secondi dall'esplosione, confermando per la prima volta una previsione teorica di lunga data. Con il commento di Cristiano Guidorzi e Marco Marongiu di Inaf, co-autori dello studio. Tutti i dettagli su Mnras

Il “polverone” che oscurò Betelgeuse

16/06/2021

Fu un enorme velo di polvere, e non un'imminente esplosione, a causare la ‘grande attenuazione’ di Betelgeuse, la seconda stella più brillante della costellazione di Orione, percepibile anche a occhio nudo tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020. Lo conferma una nuova analisi di osservazioni effettuate con il Very Large Telescope dell'Eso in Cile, i cui risultati sono stati pubblicati oggi su Nature