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INAF

Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

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Al via il programma AstroFIt

Il programma AstroFIt, per 4 anni, produrrà con due call a cadenza biennale, per il supporto alle attività di ricerca presso una delle 19 Strutture dell'INAF da parte di 7 ricercatori, per un totale di 14 fellowships. AstroFIt consentirà ad INAF di continuare e consolidare le numerose collaborazioni di ricerca che l'Ente ha in essere, nei campi scientifici e tecnologici d'interesse, avviando inoltre l'opportunità di aprire nuovi canali di scambio.

Il programma AstroFIt rientra nell'ambito delle inziative volte a promuovere INAF a livello internazionale, facilitando quell'osmosi condivisa tra competenze, esperienze e professionalità, che è la base della ricerca scientifica.
La durata del programma è di 4 anni, con due call a cadenza biennale, ciascuna delle quali sarà dedicata a supportare lo svolgimento di attività di ricerca presso una delle 19 Strutture dell'INAF da parte di 7 ricercatori, per un totale di 14 fellowships.

AstroFIt consentirà ad INAF di continuare e consolidare le numerose collaborazioni di ricerca che l'Ente ha in essere, nei campi scientifici e tecnologici d'interesse, avviando altresì l'opportunità di aprire nuovi canali di scambio. I progetti di ricerca potranno essere basati sulle discipline che fanno capo alle "MacroAree Tematiche" dell'INAF, che riguardano: 1) Galassie e Cosmologia; 2) Stelle, popolazioni stellari e mezzo interstellare; 3) Sole e sistema solare; 4) Astrofisica relativistica e astroparticelle; 5) Tecnologie avanzate e strumentazione.

"Si tratta di un'ottima possibilità per il nostro Ente - commenta il Presidente dell'INAF Giovanni Bignami - che potrà arricchirsi dell'esperienza che i nostri ricercatori hanno acquisito svolgendo la propria attività di ricerca fuori dall'Italia ma che considerano l'INAF il proprio ente di riferimento."

I gemelli violenti del Sole

16/05/2012

Il diagramma del brillamento solare del 1 settembre 1859 tracciato dal suo scopritore, l'astronomo inglese Richard Carrington. Gli archi del flare sono indicati dalle lettere A, B, C e D. Questo brillamento è ritenuto il più intenso finora registrato almeno negli ultimi 2.000 anni.Dall'analisi dei dati del satellite Kepler della NASA emerge che le stelle con le stesse caratteristiche della nostra producono brillamenti che sono anche milioni di volte più intensi di quelli che avvengono sul nostro Sole. Cosa possa scatenare queste immani esplosioni è però ancora un mistero.

Buco nero in HD

16/05/2012

Rappresentazione artistica dell'anello di gas e polveri che circonda il disco di accrescimento e il  buco nero al centro di un nucleo galattico attivo. (Crediti: NASA E/PO - Sonoma State University, Aurore Simonnet)L’avanzatissimo strumento che combina la luce di tre dei telescopi del Very Large Telescope ha permesso di indagare con grande accuratezza la zona circostante il buco nero al centro della galassia NGC 3783, scoprendo attorno ad esso un anello di gas e polveri.

Oltre la supernova

16/05/2012

Supernova SN 2010jlL'osservazione del telescopio spaziale Chandra potrebbe aiutare gli astronomi a capire perché alcune supernove sono più potenti di altre. Nell'immagine, la supernova è l'ammasso luminoso in alto