Strumenti personali
Fatti riconoscere

Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

INAF

Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

Ciao
Tu sei qui: Home Notizie INAF ASTRI: il nuovo apripista degli array di telescopi Cherenkov

ASTRI: il nuovo apripista degli array di telescopi Cherenkov

Firmata il 12 giugno 2019 dal Presidente dell’INAF Prof. Nichi D’Amico e dal Direttore dell’Instituto de Astrofisica de Canarias Prof. Rafael Rebolo Lopez, una memoria per avviare le negoziazioni su base tecnico-programmatica di una installazione dell’ASTRI MINI-Array presso l’Osservatorio del Teide
ASTRI: il nuovo apripista degli array di telescopi Cherenkov

Il Presidente dell'Inaf Nichi D'Amico (a sinistra) con il Direttore dell’Instituto de Astrofisica de Canarias Prof. Rafael Rebolo Lopez dopo la sigla della memoria

Firmata il 12 giugno 2019 a La Laguna (Tenerife, Spagna) dal Presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) Prof. Nichi D’Amico e dal Direttore dell’Instituto de Astrofisica de Canarias Prof. Rafael Rebolo Lopez, una memoria per avviare le negoziazioni su base tecnico-programmatica di una installazione dell’ASTRI MINI-Array presso l’Osservatorio del Teide.

Si tratta di una importante tappa per la collaborazione ASTRI, che include oltre all’INAF, la Universidade de Sao Paulo in Brasile e la North-Western University in Sudafrica ed oggi vede aggiungersi il prestigioso Istituto di Astronomia Spagnolo.

ASTRI (Astrofisica con Specchi a Tecnologia Replicante Italiana) è nato nel 2011 come Progetto Bandiera finanziato dal MIUR per la messa a punto di una tecnologia innovativa end-to-end dedicata alla realizzazione di telescopi ad imaging Cherenkov per le alte energie. Il progetto è stato ulteriormente finanziato nel 2015 per ingegnerizzare e costruire una collezione di un numero significativo di telescopi (poi determinato in 9) da operare come array. Questa opzione, già prevista nel Progetto Bandiera originale e denominata “ASTRI-MINI Array”, è ormai matura per essere finalizzata, installata in un sito opportuno, e lanciata verso una “early science” di avanguardia utilizzando la tecnica degli array di telescopi Cherenkov.

 

 

Il primo prototipo ASTRI è stato installato presso l’Osservatorio di Serra la Nave in Sicilia ed è stato inaugurato il 24 settembre del 2014. Successivamente dedicato a Guido Horn d’Arturo, astronomo italiano primo a proporre gli specchi segmentati, ASTRI-Horn ha osservato tra il dicembre 2018 ed il gennaio 2019 l’emissione gamma proveniente dalla Nebulosa del Granchio, affermandosi come il primo telescopio Cherenkov al mondo, nella configurazione a due specchi, a produrre una reale osservazione astronomica.

Nuove strutture meccaniche perfezionate sono già in ordine presso l’industria italiana, mentre è recentissima la notizia della aggiudicazione ad Hamamatsu Italia s.r.l. della produzione dei fotomoltiplicatori al silicio per i piani focali delle camere che andranno ad equipaggiare l’ASTRI Mini Array, un totale di più di venticinquemila pixel.

L’accordo firmato avvia le ricognizioni tecniche propedeutiche alla installazione a breve termine dell’ASTRI Mini Array nel sito dell’Osservatorio del Teide.

archiviato sotto: ,

Westerlund 1 nel mirino di Chandra

22/07/2019

Un milione di ore con l’occhio X della Nasa puntato sull’ammasso stellare giovane più massivo del Gruppo Locale: Westerlund 1. È il tempo ottenuto da un team guidato da Mario Giuseppe Guarcello dell’Inaf di Palermo. Obiettivo: scoprire come funzionano gli “starburst cluster”, ammassi che sfornano stelle a ritmo mozzafiato

Gli incredibili bastioni di Titano

22/07/2019

Studiate con una nuova tecnica le bastionate che circondano alcuni laghi di Titano. Il lavoro ha coinvolto un team internazionale di scienziati che ha utilizzato le osservazioni combinate di più strumenti della missione Cassini-Huygens per analizzare queste formazioni. I risultati, pubblicati su Icarus, rivelano alcune ipotesi circa la loro genesi

Tutta la scienza di Cheops

19/07/2019

Mentre si attende la data esatta di lancio e la selezione delle proposte per le osservazioni "libere", ecco la suddivisione del programma osservativo di base previsto per la piccola missione europea dedicata ad approfondire la conoscenza degli esopianeti più grandi della Terra e più piccoli di Nettuno