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Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

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Ipotesi di codice di comportamento

Si pubblica l’Avviso di attivazione della procedura aperta per l’approvazione definitiva del Codice di comportamento dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 54, comma 5, del d.lgs n. 165/2001 e nel rispetto delle Linee guida emanate dall’A.N.A.C. con delibera n. 75/2013.

Come previsto nel testo dell’Avviso pubblico, che illustra la procedura aperta alla partecipazione per l’adozione del Codice di Comportamento dei dipendenti INAF, in questa pagina vengono messi a disposizione:

•lo Schema di Codice di comportamento dei dipendenti dell’Ente;

•il Modulo mediante il quale i dipendenti, i collaboratori, le OO.SS. rappresentative presenti all’interno dell’Istituto, e più in generale, tutti i soggetti operanti a qualsiasi titolo con l’Istituto, possono far pervenire eventuali proposte e osservazioni in merito alla bozza di Codice di comportamento.

Il Modulo con le proposte e osservazioni sullo Schema di Codice di comportamento va inviato all’indirizzo: Codice.Comportamento@inaf.it

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Gas serra visti dallo spazio, dal 1990 a oggi

23/04/2018

La quantità di metano rivelata è del 12 per cento superiore a quella misurata 28 anni fa, e anche l’anidride carbonica è cresciuta del 14 per cento. Con il consenso dell’autrice, Patrizia Caraveo, vi riproponiamo quest’articolo apparso ieri sul Sole 24 Ore

A Napoli, un sorso di scienza

21/04/2018

Dal 10 maggio al 27 luglio, all’Osservatorio astronomico dell'Inaf di Napoli, sei incontri serali di divulgazione scientifica aperti al pubblico. I partecipanti saranno accolti da un welcome drink sulla terrazza dell’Osservatorio. A chiudere le serate, osservazioni astronomiche del cielo

All’ombra dell’orizzonte degli eventi

20/04/2018

Possiamo distinguere un buco nero di Kerr da un buco nero dilatonico? Stando ai risultati pubblicati su Nature Astronomy dagli scienziati della Goethe University di Francoforte, al momento pare sia molto difficile. Abbiamo intervistato uno degli autori dello studio, l’astrofisico Luciano Rezzolla