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Nominato il nuovo direttore dell'Osservatorio Astronomico di Cagliari

Il Presidente dell'Inaf, a seguito della designazione da parte del Consiglio di Amministrazione, ha nominato il Dott. Emilio Molinari quale nuovo Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari a decorrere dal 1° giugno 2017

Con decreto del 23 maggio 2017, numero 46, il Presidente, a seguito della designazione da parte del Consiglio di Amministrazione, ha nominato il Dott. Emilio Molinari quale nuovo Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari a decorrere dal 1° giugno 2017.

Direttore del Telescopio Nazionale Galileo dal 2008, il Dott. Molinari è primo tecnologo dell’INAF e si è formato come cosmologo all’Osservatorio di Brera. Nel corso della sua carriera, si è occupato di progetti di telescopi (REM) e di strumentazione astronomica per TNG, VLT, E-ELT e di tecnologie di base per nuovi materiali ottici e attualmente è Co-PI italiano nel consorzio Harps-N, per la ricerca di esopianeti al Telescopio Nazionale Galileo.

Il Presidente ed il Consiglio di Amministrazione esprimono il loro più vivo ringraziamento al Dott. Andrea Possenti per l'ottimo lavoro svolto in questi anni alla Direzione dell'Osservatorio cagliaritano.

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L’intrigante atmosfera di Titano

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Grazie ad Alma, un gruppo di planetologi dell'Università di Tokyo ha trovato un'impronta chimica nell'atmosfera della luna più grande di Saturno che indica come i raggi cosmici provenienti dall'esterno del Sistema solare influenzino le reazioni chimiche coinvolte nella formazione di molecole organiche contenenti azoto. Si tratta della prima conferma osservativa di tali processi e ha implicazioni per la comprensione dell'ambiente di Titano. Tutti i dettagli su ApJ

Aurore extrasolari in onde radio

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Emissioni in banda radio da interazioni fra una stella e un suo pianeta: un tipo di “trasmissioni” che gli astronomi attendevano di ascoltare da almeno trent’anni. Ora, grazie alle antenne a bassa frequenza dell’array LoFar, ci sono riusciti. Il segnale arriva dalla nana rossa Gj 1151 e dal pianeta che le orbita attorno. Il risultato è pubblicato oggi su Nature Astronomy e apre le porte a una nuova tecnica per scoprire pianeti extrasolari

Eravamo Io, Venere e Tritone

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Alla fine ne resterà una sola, o al massimo due: sono le quattro nuove piccole missioni messe al vaglio dalla Nasa nell’ambito del programma Discovery. Due contemplerebbero le grazie bollenti di Venere, una studierebbe come la luna Io venga sommossa dalla passione gravitazionale di Giove, mentre l’ultima cercherebbe di cogliere un anelito di vita nell’algida Tritone, satellite di Nettuno