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INAF

Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

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IAPS Roma

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Direttore Fabrizio Capaccioni

INAF – Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali di Roma
Sito Web: www.iaps.inaf.it
Foto dell’Istituto nelle gallerie multimediali di IASF RomaIFSI Roma
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Su Cerere una riserva d’acqua liquida grazie al sale

10/08/2020

Con i dati raccolti dallo spettrometro italiano Vir, un gruppo di ricercatori guidati dall’Istituto nazionale di astrofisica e dall’Agenzia spaziale italiana ha identificato del cloruro di sodio idrato (il comune sale “bagnato”) sul pianeta nano. Lo studio fa parte di uno speciale pubblicato su Nature dedicato ai risultati della sonda della Nasa Dawn

E Rosalind resta a guardare

30/07/2020

Tre missioni scientifiche con destinazione Marte in meno di due settimane sono tante. Ma sarebbero potute essere ancora di più: manca infatti all’appello la missione dell’Esa e di Roscosmos, il cui lancio è stato rinviato all’estate 2022. Perché? Come sta procedendo? E come stanno vivendo, gli scienziati della missione, il susseguirsi di partenze delle navicelle delle altre agenzie? Lo abbiamo chiesto a Maria Cristina De Sanctis dell’Inaf Iaps di Roma, principal investigator di Ma_Miss, uno degli strumenti a bordo del rover Rosalind di ExoMars

Cina a caccia di materia oscura con occhi d’aragosta

28/07/2020

Ha dimensioni ridotte, un peso di soli 50 kg ed è capace di focalizzare la luce sfruttando una tecnologia della quale nessun satellite X è mai stato dotato. È il “Lobster-Eye X-ray Satellite”, il telescopio lanciato dalla Cina lo scorso 25 luglio e ora in orbita attorno alla Terra alla ricerca del neutrino sterile. Con il commento di Paolo Soffitta, primo ricercatore all’Inaf Iaps di Roma

Il lampo radio più veloce della galassia

08/05/2020

Il 28 aprile 2020 è stato rilevato, per la prima volta, quello che sembrerebbe a tutti gli effetti un Fast Radio Burst di origine galattica. Insieme al lampo radio, sono stati rilevati anche lampi X e gamma. In particolare, anche l’italianissimo Agile ha rilevato un burst X. Nessun Frb era mai stato associato prima a raggi X o gamma, e di nessuno si era mai trovata la sorgente fisica, come invece sembra sia successo questa volta. All’origine del fenomeno parrebbe esserci la magnetar Sgr 1935+2154. Tavani (Inaf): «Il fatto che sia stato osservato da una stella di neutroni galattica ci offre una “pistola fumante” riguardo alla natura di alcuni Frb, se non di tutti».

Una fionda di nome Terra

01/04/2020

Venerdì 10 aprile la sonda Esa/Jaxa BepiColombo sfreccerà ad appena 12700 km dal nostro pianeta. Una manovra gravitazionale pianificata in ogni dettaglio per instradare la navicella verso la sua orbita di destinazione, attorno a Mercurio. Per l’occasione, il team italiano Bep-It ha predisposto un tool pensato per chi volesse provare a osservare e fotografare la sonda durante la fase di massimo avvicinamento. Ce ne parla Carmelo Magnafico dell’Inaf Iaps di Roma

Così si oscurò Betelgeuse

13/08/2020

Cosa fece impallidire per mesi, dal novembre 2019 all’aprile 2020, una fra le stelle più brillanti del cielo? Una possibile risposta arriva ora da una lunga campagna osservativa condotta in banda ultravioletta con il telescopio spaziale Hubble: la responsabile fu una nube di polvere prodotta a seguito di un’imponente emissione di plasma dalla stella stessa

E alla fine esplosero le nane nere

13/08/2020

Il fisico Matt Caplan dell'Università dell'Illinois propone sulle pagine di Monthly Notices of the Royal Astronomical Society una nuova teoria, alternativa allo spegnimento lento e sommesso, su quello che sarà – tra innumerevoli miliardi di anni – l’ultimo atto del cosmo. «Uno spettacolo che non potrà comunque avere spettatori», commenta Massimo Della Valle dell’Inaf di Napoli

Molto giovane, incredibilmente ordinata

12/08/2020

Trovare una galassia così “composta“ a 12 miliardi di anni luce da noi è stata una grande sorpresa. Visto da Alma grazie a una lente gravitazionale, il suo è il disco galattico più ordinato mai osservato nell’universo primordiale. A firmare l’articolo, uscito oggi su Nature, un team guidato da una dottoranda del Max Planck originaria del Salento, Francesca Rizzo