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Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

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IASF Bologna

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Direttore Giuseppe Malaguti

Indirizzo web http://www.iasfbo.inaf.it

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Il lampo gamma che nasce dall’ipernova

18/02/2015

La supernova SN 2013dx e la sua galassia ospite, evidenziata dai due tratti perpendicolari, ripresa dallo strumento FORS2 del telescopio VLT dell'ESO il 27 luglio del 2013. Due galassie compagne sono ben visibili visibili a sud della sorgenteE' stata la tremenda esplosione di una stella almeno 30 più massiccia del nostro Sole, avvenuta in una galassia nana, a generare il prolungato lampo di raggi Gamma (GRB) registrato il 2 luglio del 2013. La conferma arriva dallo studio condotto da un team in gran parte composto da astronomi dell’INAF, che sono riusciti a caratterizzare in dettaglio le caratteristiche della stella progenitrice e l’energia rilasciata nel cataclisma cosmico

Big Bang, c’è chi dice no

12/02/2015

bbprevCombinando opportunamente meccanica quantistica e relatività generale, dalle equazioni di un modello pubblicato su Physics Letters B sparisce quell’imbarazzante singolarità iniziale nota come “big bang”. Possibile? Lo chiediamo a Carlo Burigana, cosmologo all’INAF IASF di Bologna

Onde gravitazionali ridotte in polvere

30/01/2015

Immagine ottenuta tramite Planck della porzione di cielo osservata da BICEP2. La scala cromatica rappresenta le emissioni dalla polvere, mentre le linee indicano l’orientamento del campo magnetico galattico, rilevato misurando la direzione della luce polarizzata emessa dalla polvere. L’area tratteggiata identifica una piccola regione di cielo osservata da BICEP2 e dal Keck Array, due esperimenti situati al Polo Sud, nella quale era stata ipotizzata una possibile presenza dei “modi B” primordiali. L’intera immagine copre un’area di cielo di 60° di lato. Crediti: ESA / Planck CollaborationContrariamente a quanto annunciato la primavera scorsa, non c’è ancora alcuna prova certa della presenza di “modi B” primordiali – risalenti al Big Bang – nella polarizzazione della CMB. Questa la conclusione, dopo mesi trascorsi fianco a fianco ad analizzare i dati, dei team del satellite Planck dell’ESA e del telescopio antartico BICEP2

Regalati il cielo delle Canarie

22/12/2014

mytngL’occhio dell’Istituto Nazionale di Astrofisica situato a La Palma, nelle Isole Canarie, si è, infatti, arricchito di un nuovo canale per farsi conoscere anche al di fuori del mondo dell’astronomia professionale

Venti molecolari a 1000 km al secondo

03/12/2014

Rendering 3D dell’osservazione di SDSS J0905+57 con la rilevazione del monossido di carbonio. La “testa” luminosa mostra il gas associato al nucleo denso e compatto di formazione stellare. La “coda” (con le regioni a più alta velocità rappresentate in rosso) mostra invece emissioni (outflow) di gas a velocità fino a 1000 km/s, mettendo in evidenza come sia il feedback stellare ad espellera dalla galassia il gas molecolare. Crediti: J. Geach e R. CrainOsservata per la prima volta l’emissione violenta, dalle regioni centrali d’una galassia, d’enormi masse di gas freddo spinte non da un buco nero bensì dalle stelle. Massimo Cappi (INAF Bologna): “Un risultato che aiuterà a comprendere il ruolo giocato da questi venti nella formazione delle galassie”

Esopianeti: dove cercare segnali di vita

05/03/2015

NASA-Finds-Water-on-Alien-Planets-650x520Se c’è vita là fuori, ed è facile che ci sia, la intravedremo (sfocata e timida) illuminata dalla luce di una stella, nell’atmosfera di un pianeta lontano. Ma le biosignatures sono davvero la chiave della vita aliena?

La scomparsa dell’acqua su Marte

05/03/2015

AncientMarsRicercatori della NASA hanno realizzato una serie di mappe uniche della distribuzione atmosferica dell’acqua marziana da cui emergono nuovi indizi su quello che doveva essere l'oceano primitivo del pianeta rosso. I risultati suggeriscono che circa 4,5 miliardi di anni fa Marte aveva abbastanza acqua tale da coprire almeno il 20% della sua superficie e che poi è andata persa nello spazio corso del tempo geologico. Questo lavoro permette di comprendere meglio la storia evolutiva dell'acqua su Marte e fornisce uno strumento di indagine utile per identificare potenziali depositi d'acqua sotterraneo

Einstein, vedo quattro supernovae!

05/03/2015

l'ammasso di galassie MACS J1149.6+2223, a oltre 5 miliardi di anni luce da noi, nella ripresa del telescopio spaziale Hubble ottenuta combinando i dati di tre mesi di osservazioni con la Advanced Camera for Surveys nel visibile e con la Wide Field Camera 3 nel vicino infrarosso. Nel riquadro è indicata l'immagine quadrupla della supernova dietro l'ammasso, meglio visibile nell'ingrandimento a destra. La supernova dista dalla Terra 9,3 miliardi di anni luce ed è stata scoperta per la prima volta l'11 novembre del 2014.

Crediti: NASA, ESA, and S. Rodney (JHU) and the FrontierSN team; T. Treu (UCLA), P. Kelly (UC Berkeley), and the GLASS team; J. Lotz (STScI) and the Frontier Fields team; M. Postman (STScI) and the CLASH team; and Z. Levay (STScI)E’ la prima immagine multipla di una lontana supernova, distante oltre nove miliardi di anni luce da noi. Una sorta di ‘miraggio cosmico’ prodotto da una galassia ellittica e dall’ammasso di galassie in cui si trova attraverso l’effetto di lente gravitazionale, predetto dalla Teoria della Relatività Generale di Einstein, presentata giusto un secolo fa. Nel team di astronomi che ha realizzato la scoperta anche Adriano Fontana dell'INAF e Tommaso Treu, dell'Università della California a Los Angeles