Strumenti personali
Fatti riconoscere

Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

INAF

Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

Ciao
Tu sei qui: Home Sedi IASF Palermo

IASF Palermo

IASF Palermo

IASF Palermo

Direttore Giancarlo Cusumano

Indirizzo web http://www.iasf-palermo.inaf.it

Consulta l’elenco telefonico

Sonar spaziale per studiare i buchi neri

20/01/2020

Le osservazioni delle regioni circostanti un buco nero supermassiccio realizzate dal telescopio spaziale Xmm-Newton dell’Esa hanno permesso di mappare il comportamento dinamico del plasma intorno al buco nero stesso. Del gruppo che ha condotto lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Astronomy, fa parte anche Ciro Pinto dell’Istituto nazionale di astrofisica.

Cocktail di gas caldo negli ammassi di galassie

10/01/2020

Realizzate le prime mappe della distribuzione e del moto delle masse di gas caldo che permeano due ammassi di galassie. I dati raccolti stanno aiutando gli scienziati a comprendere meglio la turbolenta storia della formazione di questi agglomerati di galassie e la loro evoluzione. Fra gli autori dello studio, pubblicato oggi su A&A, c’è anche Ciro Pinto dell’Istituto nazionale di astrofisica

Prima mappa della superficie di una pulsar

14/12/2019

Ottenute grazie ai dati del telescopio della Nasa Nicer le misurazioni più precise e affidabili delle dimensioni e della massa di una pulsar – 26 km di diametro, 1.4 masse solari – e la prima mappa dei punti caldi sulla sua superficie. I risultati, raggiunti in modo indipendente da due team di ricercatori, uno dell’università di Amsterdam e l’altro dell’università del Maryland, sono riportati in sette articoli su ApJL

Il cosmo e l’uomo nella storia

16/09/2019

Dal 18 al 20 settembre, un confronto fra studiosi di diverse aree disciplinari – dalla fisica all’antropologia culturale, dalla storia delle religioni e delle tradizioni popolari alla sociologia – per analizzare la complessa trama di relazioni che lega la cosmologia scientifica e le concezioni “cosmiche” elaborate sia dalle culture antiche e folkloriche sia dalle società contemporanee. Ne parliamo con Antonino La Barbera dell’Inaf-Iasf di Palermo

Ecco Highlander, il planetesimo immortale

04/04/2019

Composto in gran parte di ferro e nichel, orbita a distanza molto ravvicinata – più di quanto si ritenesse possibile – attorno a ciò che resta della stella originaria. Si trova a 410 anni luce da noi, e alla sua scoperta, descritta oggi su Science, hanno preso parte anche Domitilla de Martino, Melania Del Santo e Roberto Silvotti dell’Istituto nazionale di astrofisica

Quel vedo non vedo della costellazione Starlink

26/05/2020

L'obiettivo delle ultime modifiche che SpaceX intende apportare ai futuri satelliti Starlink è di renderli invisibili a occhio nudo e ridurre al minimo il loro impatto sulla ricerca astronomica, garantendo che qualunque effetto essi possano avere non ostacoli la capacità degli scienziati di fare nuove scoperte. Ma cosa ne pensa la Commissione Inaf di esperti per la valutazione dell’impatto delle costellazioni di nano-satelliti circa le nuove misure proposte dall'azienda di Elon Musk? Sono soddifacenti? «Al momento onestamente no», dice a Media Inaf Adriano Fontana

Starlink all’ombra delle visiere parasole

26/05/2020

La costellazione di satelliti Starlink si propone di fornire connettività a banda larga in tutto il mondo, ma la sfida di SpaceX si sta dimostrando piuttosto invasiva per chi vorrebbe continuare a osservare un cielo libero da treni di puntini che lo attraversano. Molte sono le critiche sollevate, soprattutto nel campo della ricerca astrofisica, e l’azienda di Elon Musk sta lavorando con gli astronomi di tutto il mondo per comprendere meglio le specifiche delle osservazioni astronomiche e i cambiamenti tecnici che occorre apportare ai satelliti per ridurne la luminosità. In questo lungo approfondimento vediamo insieme le modifiche proposte che dovrebbero essere implementate già dal prossimo giugno

Espresso prende meglio le misure a Proxima b

26/05/2020

Grazie alle accuratissime misure dello spettrografo Espresso, un gruppo internazionale di ricercatori, tra cui alcuni dell’Istituto nazionale di astrofisica, è riuscito a determinare la massa minima di Proxima b – circa il venti per cento più grande di quella della Terra – con una precisione quattro volte migliore a quella delle misure che ne consentirono la scoperta