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INAF

Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

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Osservatorio di Brera

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Direttore Roberto Della Ceca

Indirizzo web http://www.brera.inaf.it

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Indagine sull’enigma delle vie del ferro

18/05/2021

Se volete capire come evolve l’universo, seguite il ferro. Ed è proprio ricostruendo la quantità e la distribuzione del ferro in 12 ammassi di galassie che un team guidato da Simona Ghizzardi dell’Inaf di Milano è riuscito a scoprire tre anomalie significative. Una su tutte: per spiegare l’abbondanza di ferro stimata dagli astronomi ci dovrebbero essere sette volte più stelle, rispetto a quelle osservate, in grado di produrlo. Oppure dovrebbero essere sette volte più efficienti

Centodiciotto piccoli universi per Chex-Mate

13/05/2021

Hanno avuto a disposizione il telescopio spaziale europeo Xmm-Newton per tre milioni di secondi. Obiettivo: osservare e studiare un campione ultraselezionato di 118 ammassi di galassie. Sono gli astronomi del progetto Chex-Mate. Ora che le osservazioni volgono al termine, iniziano a uscire i loro primi articoli scientifici. Ne parliamo con Stefano Ettori dell’Inaf di Bologna, principal investigator del progetto insieme a Monique Arnaud del Cea

Il risveglio di due buchi neri supermassicci

28/04/2021

Grazie ai dati raccolti dalla missione spaziale Srg/eRosita, un team guidato da ricercatori dell’Istituto Max Planck per la fisica extraterrestre in Germania, a cui ha partecipato anche Gabriele Ponti dell’Inaf, ha individuato due galassie finora considerate quiescenti che invece mostrano eruzioni quasi-periodiche. I nuclei di queste galassie emettono potenti bagliori nei raggi X ogni poche ore, raggiungendo picchi di luminosità paragonabili a quelli prodotti da un'intera galassia. Questo comportamento pulsante potrebbe essere dovuto a una stella o un oggetto celeste di massa simile che orbita attorno al buco nero supermassiccio situato nelle regioni centrali della galassia

Onde gravitazionali, un rivelatore sulla Luna

22/03/2021

Un’antenna lunare per misurare le vibrazioni del cosmo e studiare la geologia del nostro satellite: è l’idea di un team coordinato dal Gran Sasso Science Institute – team del quale fa parte anche l’Istituto nazionale di astrofisica. Pubblicato ora su The Astrophysical Journal, il progetto ha già un nome – Lunar Gravitational-Wave Antenna – e si basa su una nuova generazione di sismometri lunari

In una bolla di curvatura, più veloci della luce

12/03/2021

Erik Lentz, astrofisico dell’Università di Göttingen, ha derivato le equazioni di Einstein per configurazioni di solitoni finora inesplorate, trovando che geometrie dello spaziotempo alterate si potrebbero formare anche con sorgenti di energia convenzionali, e che la struttura stessa dello spaziotempo in un solitone potrebbe teoricamente offrire una soluzione ai viaggi superluminali. Con un commento di Luigi Foschini dell'Inaf

Datato uno dei crateri più antichi della Luna

18/06/2021

Una nuova analisi di un campione di roccia lunare raccolto dagli astronauti della missione Apollo 17 rivela che il bacino della Serenità è ancora più antico di quanto si pensasse. La formazione di questo grande cratere, stimata grazie a nuove tecniche di datazione e simulazioni numeriche, risalirebbe a 4,2 miliardi di anni fa, prima ancora dell'intenso bombardamento tardivo che ha prodotto molti dei crateri da impatto sulla Luna

Risolto un enigma decennale sui lampi gamma

17/06/2021

Un team internazionale di scienziati, guidato da astrofisici dell'Università di Bath nel Regno Unito, ha derivato le proprietà del campo magnetico in un lontano Gamma Ray Burst dopo soli 90 secondi dall'esplosione, confermando per la prima volta una previsione teorica di lunga data. Con il commento di Cristiano Guidorzi e Marco Marongiu di Inaf, co-autori dello studio. Tutti i dettagli su Mnras

Il “polverone” che oscurò Betelgeuse

16/06/2021

Fu un enorme velo di polvere, e non un'imminente esplosione, a causare la ‘grande attenuazione’ di Betelgeuse, la seconda stella più brillante della costellazione di Orione, percepibile anche a occhio nudo tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020. Lo conferma una nuova analisi di osservazioni effettuate con il Very Large Telescope dell'Eso in Cile, i cui risultati sono stati pubblicati oggi su Nature