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INAF

Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

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Osservatorio di Arcetri (FI)

Osservatorio di Arcetri (FI)

Osservatorio di Arcetri (FI)

Direttore Sofia Randich

Indirizzo web http://www.arcetri.inaf.it

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L’origine dei venti galattici al microscopio cosmico

27/11/2020

Studiando un campione di galassie lontane, la cui luce ci arriva da un’epoca in cui l’universo aveva soltanto tre miliardi di anni, un team di ricercatori guidato da Giustina Vietri dell’Istituto nazionale di astrofisica ha seguito i venti che imperversano nelle galassie “attive” fino a pochi anni luce dai buchi neri supermassicci che popolano i centri galattici. Il nuovo studio dimostra come questi venti, che viaggiano a velocità di milioni di chilometri orari, possano influenzare il gas interstellare su scale di decine di migliaia di anni luce

La prima tomografia di un disco protoplanetario

09/10/2020

Linda Podio, ricercatrice dell'Inaf, ha guidato lo studio di un disco protoplanetario “giovane”, con un’età inferiore al milione di anni, posto quasi esattamente di taglio rispetto alla nostra linea di vista. Grazie a questa peculiare quanto fortuita configurazione, è stato possibile ottenere una sorta di tomografia della composizione chimica su tutto lo spessore del disco, evidenziando la presenza di metanolo, una delle più semplici molecole organiche complesse, i cosiddetti “mattoni” della vita, finora mai osservato in un disco così giovane

È tutta fosfina quella che luccica?

30/09/2020

La scoperta della fosfina nell’atmosfera di Venere non ha suscitato solo grande entusiasmo ma anche, soprattutto fra gli astrobiologi, alcune perplessità. Sia sul fatto che indichi potenziale presenza di vita, sia sullo stesso segnale rilevato, che potrebbe essere un falso positivo. Fra gli scettici c’è lo scienziato che firma oggi questo editoriale su Media Inaf, Víctor Manuel Rivilla Rodríguez, del Centro de Astrobiología de Madrid (Inta-Csic), associato all’Inaf di Arcetri

Trovata l’idrossilammina nel cuore della Via Lattea

25/08/2020

Sfruttando le potenzialità del radiotelescopio Iram (in Spagna), un gruppo di astrochimici ha individuato tracce di idrossilammina nella nube molecolare G+0.693-0.027. La molecola NH2OH è stata cercata a lungo per la sua rilevanza nella chimica prebiotica. Viene considerata un precursore dei nucleotidi di Rna, e quindi un ingrediente essenziale per l'origine della vita come la conosciamo. Maggiori dettagli su The Astrophysical Journal Letters

Orologi chimici sì, ma con cautela

05/08/2020

Gli orologi chimici, un metodo molto recente utilizzato per datare l'età delle stelle, non sono utilizzabili in modo uniforme per l’intera Via Lattea, come invece si pensava. Lo mostra uno studio guidato da Giada Casali, dottoranda all'Università di Firenze, al quale hanno preso parte numerosi ricercatori dell‘Inaf

Giappone e Cina campioni extraterrestri

05/12/2020

Ancora poche ore e la capsula della missione della Jaxa Hayabusa2, contenente materiale raccolto sull’asteroide Ryugu, dovrebbe toccare il suolo australiano. È previsto invece per metà dicembre il rientro della missione cinese Chang’e-5, con a bordo 2 kg di rocce lunari

Dati antichi per occhi nuovi: la parallasse di Vega

04/12/2020

Analizzando con tecniche moderne le prime misure di parallasse che, negli anni Trenta dell’Ottocento, avevano permesso di stimare per la prima volta le distanze stellari, due ricercatori hanno chiarito alcuni dubbi che ancora aleggiavano su queste osservazioni fondamentali per la storia dell'astronomia. Lo studio è apparso sulla rivista tedesca Astronomische Nachrichten – la stessa che nel 1838 aveva pubblicato l'articolo di Friedrich Wilhelm Bessel con quella che viene riconosciuta come la prima misura ufficiale della parallasse di una stella

C’è la conferma: 2020 SO è un vecchio razzo

04/12/2020

Due team di astronomi hanno compiuto osservazioni spettroscopiche sull'ex asteroide near-Earth 2020 SO e hanno scoperto che la luce solare riflessa è compatibile con quella che ci si può aspettare dalla superficie metallica di un vecchio razzo che ha trascorso 54 anni nello spazio. Queste osservazioni confermano i risultati già ottenuti analizzando i residui dell'orbita di 2020 SO: fino a febbraio 2021, la Terra avrà come luna temporanea proprio un razzo degli anni '60