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INAF

Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

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Osservatorio di Bologna

Con la Banda 2 il cosmo sarà tutta un’altra musica

27/04/2020

Con il contratto appena firmato per i nuovi ricevitori di Alma, in grado di osservare a lunghezze d’onda comprese tra 2.6 e 4.5 mm, il grande interferometro millimetrico e submillimetrico amplia la sua capacità di studiare le molecole nell'universo. A realizzarli sarà un consorzio internazionale di istituti di ricerca tra i quali l’Istituto nazionale di astrofisica

Girandole galattiche à gogo

22/04/2020

I risultati di un'ambiziosa survey del cielo, chiamata Alpine, rivelano quelle che sembrano galassie a spirale nell'universo primordiale. Si tratta del primo studio a più lunghezze d'onda, dall'ultravioletto alle onde radio, di galassie lontane che esistevano già tra 1 miliardo e 1.5 miliardi di anni dopo il Big Bang. Lo studio, che vede coinvolti molti ricercatori Inaf, è pubblicato su ApJ Supp Series

Là dove il cosmo s’espande un po’ di più

10/04/2020

Uno fra i pilastri della cosmologia è che, su distanze sufficientemente grandi, l’universo appare uguale in tutte le direzioni. È la cosiddetta isotropia. Analizzando oltre trecento ammassi di galassie con Chandra e Xmm-Newton, però, un team di astrofisici mette in dubbio questa uniformità: in alcune direzioni l’universo parrebbe espandersi a velocità diversa rispetto ad altre. Ne parliamo con uno dei coautori, Lorenzo Lovisari, da poco rientrato da Harvard per lavorare all’Inaf di Bologna

Telescopi in lockdown sui colli bolognesi

09/04/2020

A una trentina di chilometri dal capoluogo dell'Emilia-Romagna si trova la stazione osservativa di Loiano, un osservatorio con due telescopi: uno storico da 60 cm e il G.D. Cassini da 1,5 metri. La stazione è attualmente ferma per l’emergenza Covid-19. Abbiamo intervistato Roberto Gualandi, dell’Inaf Oas Bologna, per farci raccontare cosa sta accadendo nel piccolo comune e aiutarci a conoscere la stazione osservativa

Spremuta di galassie con getto relativistico

07/04/2020

Un team di ricercatori del Clemson University College of Science, in collaborazione con ricercatori di tutto il mondo, è riuscito per la prima volta in assoluto a immortalare un getto relativistico che emerge da due galassie in collisione. È la prima prova fotografica che la fusione tra galassie può produrre getti di particelle cariche che viaggiano a una velocità quasi pari a quella della luce. Allo studio, realizzato grazie alle osservazioni fatte con telescopi spaziali e da terra e pubblicato su The Astrophysical Journal, ha partecipato anche Stefano Marchesi, professore a Clemson e ricercatore Inaf

Così brilla il cuore della Via Lattea

27/05/2020

Utilizzando le antenne di Alma, un team di astronomi ha rilevato brillamenti radio quasi periodici provenienti dal centro della nostra galassia. Secondo i ricercatori, a emetterli sarebbero bolle di materia in orbita nella regione più vicina all'orizzonte degli eventi di Sagittarius A*, il buco nero al centro della nostra galassia

Quel vedo non vedo della costellazione Starlink

26/05/2020

L'obiettivo delle ultime modifiche che SpaceX intende apportare ai futuri satelliti Starlink è di renderli invisibili a occhio nudo e ridurre al minimo il loro impatto sulla ricerca astronomica, garantendo che qualunque effetto essi possano avere non ostacoli la capacità degli scienziati di fare nuove scoperte. Ma cosa ne pensa la Commissione Inaf di esperti per la valutazione dell’impatto delle costellazioni di nano-satelliti circa le nuove misure proposte dall'azienda di Elon Musk? Sono soddifacenti? «Al momento onestamente no», dice a Media Inaf Adriano Fontana

Starlink all’ombra delle visiere parasole

26/05/2020

La costellazione di satelliti Starlink si propone di fornire connettività a banda larga in tutto il mondo, ma la sfida di SpaceX si sta dimostrando piuttosto invasiva per chi vorrebbe continuare a osservare un cielo libero da treni di puntini che lo attraversano. Molte sono le critiche sollevate, soprattutto nel campo della ricerca astrofisica, e l’azienda di Elon Musk sta lavorando con gli astronomi di tutto il mondo per comprendere meglio le specifiche delle osservazioni astronomiche e i cambiamenti tecnici che occorre apportare ai satelliti per ridurne la luminosità. In questo lungo approfondimento vediamo insieme le modifiche proposte che dovrebbero essere implementate già dal prossimo giugno