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INAF

Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

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IASF Bologna

OAS Bologna

Direttore Andrea Comastri

Indirizzo web https://www.oas.inaf.it

Email segreteria@iasfbo.inaf.it

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Con la Banda 2 il cosmo sarà tutta un’altra musica

27/04/2020

Con il contratto appena firmato per i nuovi ricevitori di Alma, in grado di osservare a lunghezze d’onda comprese tra 2.6 e 4.5 mm, il grande interferometro millimetrico e submillimetrico amplia la sua capacità di studiare le molecole nell'universo. A realizzarli sarà un consorzio internazionale di istituti di ricerca tra i quali l’Istituto nazionale di astrofisica

Girandole galattiche à gogo

22/04/2020

I risultati di un'ambiziosa survey del cielo, chiamata Alpine, rivelano quelle che sembrano galassie a spirale nell'universo primordiale. Si tratta del primo studio a più lunghezze d'onda, dall'ultravioletto alle onde radio, di galassie lontane che esistevano già tra 1 miliardo e 1.5 miliardi di anni dopo il Big Bang. Lo studio, che vede coinvolti molti ricercatori Inaf, è pubblicato su ApJ Supp Series

Là dove il cosmo s’espande un po’ di più

10/04/2020

Uno fra i pilastri della cosmologia è che, su distanze sufficientemente grandi, l’universo appare uguale in tutte le direzioni. È la cosiddetta isotropia. Analizzando oltre trecento ammassi di galassie con Chandra e Xmm-Newton, però, un team di astrofisici mette in dubbio questa uniformità: in alcune direzioni l’universo parrebbe espandersi a velocità diversa rispetto ad altre. Ne parliamo con uno dei coautori, Lorenzo Lovisari, da poco rientrato da Harvard per lavorare all’Inaf di Bologna

Telescopi in lockdown sui colli bolognesi

09/04/2020

A una trentina di chilometri dal capoluogo dell'Emilia-Romagna si trova la stazione osservativa di Loiano, un osservatorio con due telescopi: uno storico da 60 cm e il G.D. Cassini da 1,5 metri. La stazione è attualmente ferma per l’emergenza Covid-19. Abbiamo intervistato Roberto Gualandi, dell’Inaf Oas Bologna, per farci raccontare cosa sta accadendo nel piccolo comune e aiutarci a conoscere la stazione osservativa

Spremuta di galassie con getto relativistico

07/04/2020

Un team di ricercatori del Clemson University College of Science, in collaborazione con ricercatori di tutto il mondo, è riuscito per la prima volta in assoluto a immortalare un getto relativistico che emerge da due galassie in collisione. È la prima prova fotografica che la fusione tra galassie può produrre getti di particelle cariche che viaggiano a una velocità quasi pari a quella della luce. Allo studio, realizzato grazie alle osservazioni fatte con telescopi spaziali e da terra e pubblicato su The Astrophysical Journal, ha partecipato anche Stefano Marchesi, professore a Clemson e ricercatore Inaf

Maven sulle tracce dell’atmosfera perduta di Marte

02/06/2020

Grazie a cinque anni di dati raccolti dalla sonda spaziale Maven della Nasa, è stato possibile creare una mappa delle correnti elettriche che fluiscono nell'atmosfera marziana. Svolgendo un ruolo fondamentale nella perdita dell’atmosfera, queste correnti hanno contribuito a trasformare il Pianeta rosso da mondo potenzialmente adatto alla vita a deserto inospitale. Tutti i dettagli su Nature Atronomy.

Osservata con pSct la Nebulosa del Granchio

02/06/2020

Il telescopio pSct – il più grande telescopio Schwarzschild-Couder, un prototipo dell’osservatorio di prossima generazione Cta – ha osservato la sua prima sorgente gamma, proveniente dalla Nebulosa del Granchio. Questo risultato, fondamentale per i futuri sviluppi di Cta, è stato possibile grazie a soluzioni tecnologiche innovative sviluppate in Italia dall’Inaf e dall’Infn

Troppo pulito per i pianeti: il cuore di Westerlund 2

01/06/2020

Osservazioni compiute con Hubble di un giovane ammasso stellare della Via Lattea hanno evidenziato come nelle regioni centrali i dischi che circondano le giovani stelle siano privi delle dense nubi di polveri che danno origine – su tempi scala di qualche milione di anni – ai pianeti. Media Inaf ha intervistato la prima autrice dello studio, Elena Sabbi dello Space Telescope Science Institute di Baltimora