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Fisica della gravitazione e cosmologia con l'astrometria spaziale di alta precisione

Il miglioramento della precisione nella verifica della Relatività Generale (GR) rappresenta un risultato cruciale per la fisica fondamentale, con impatti cosmologici ed astrofisici a tutte le scale. Infatti lo studio dell'evoluzione dell'Universo, in un arco temporale di 60 ordini di grandezza, dai primordi fino al presente, dipende essenzialmente dalla comprensione dell'interazione gravitazionale, la cui interpretazione più accreditata è costituita dalla Relatività Generale. Lo strumento teorico attualmente più usato per il confronto di queste teorie su scala locale è il formalismo post newtoniano parametrizzato (PPN), nel quale ciascuna teoria è caratterizzata da precisi valori assunti da un set di parametri che vengono stimati dai risultati degli esperimenti. Tra questi parametri,  (legato alla curvatura dello spazio tempo indotta dalla massa) è quello più studiato, e anche quello meglio accessibile tramite misure astrometriche. La stima di questo parametro consente di porre vincoli stringenti anche ad altre formulazioni alternative proposte che possono modificare sensibilmente le stime attuali della frazione di massa/energia oscura. In questo senso, la misura del parametro  può essere considerata un potente test cosmologico effettuato tramite misure locali.

È previsto che la missione GAIA possa raggiungere per , misurando con precisioni senza precedenti l’evoluzione temporale della posizione di più di un miliardo di oggetti sparsi su tutta la volta celeste, l'accuratezza di 10-6 a 3σ nell’ipotesi di prestazioni nominali. Le verifiche numeriche e le parti rilevanti di codice sono in corso di sviluppo nell’ambito del relativo contratto con l’Agenzia Spaziale Italiana, coordinato con l’attività del consorzio europeo DPAC (Data Processing and Analysis Consortium) per la riduzione dati da Gaia.

Stelle d’altre galassie, 13 miliardi d’anni fa

07/02/2023

Grazie a uno specchio eccezionale – quello del telescopio spaziale James Webb – e a una lente naturale altrettanto straordinaria – l’ammasso di galassie Smacs 0723, un team d’astronomi dell’Università di Stoccolma è riuscito a distinguere addensamenti di stelle in formazione in galassie risalenti a quando l’universo aveva appena 680 milioni di anni

Wolf 1069 b, una terra nella costellazione del Cigno

06/02/2023

Un team di astronomi guidato dal Max Planck Institute for Astronomy ha scoperto un esopianeta simile alla Terra in orbita nella zona abitabile della sua stella, la nana rossa Wolf 1069. Il suo nome è Wolf 1069 b. Si trova a 31 anni luce da noi nella costellazione del Cigno. E sebbene si trovi in blocco mareale con il suo sole, è un obiettivo promettente per indagare l'abitabilità planetaria e per la ricerca di impronte chimiche della vita. Tutti i dettagli su A&A

Due libri sul fluire del tempo

06/02/2023

Fra i tanti libri affascinanti sul tempo, l’astrofisica Patrizia Caraveo ne ha scelti due che affrontano l’argomento in modi completamente diversi: “Il tempo della luce” di Massimo Della Valle e “Il punto di Giano” di Julian Barbour. Con il consenso dell’autrice, vi riproponiamo su Media Inaf la sua recensione, pubblicata ieri sul Sole 24 Ore