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Fisica della gravitazione e cosmologia con l'astrometria spaziale di alta precisione

Il miglioramento della precisione nella verifica della Relatività Generale (GR) rappresenta un risultato cruciale per la fisica fondamentale, con impatti cosmologici ed astrofisici a tutte le scale. Infatti lo studio dell'evoluzione dell'Universo, in un arco temporale di 60 ordini di grandezza, dai primordi fino al presente, dipende essenzialmente dalla comprensione dell'interazione gravitazionale, la cui interpretazione più accreditata è costituita dalla Relatività Generale. Lo strumento teorico attualmente più usato per il confronto di queste teorie su scala locale è il formalismo post newtoniano parametrizzato (PPN), nel quale ciascuna teoria è caratterizzata da precisi valori assunti da un set di parametri che vengono stimati dai risultati degli esperimenti. Tra questi parametri,  (legato alla curvatura dello spazio tempo indotta dalla massa) è quello più studiato, e anche quello meglio accessibile tramite misure astrometriche. La stima di questo parametro consente di porre vincoli stringenti anche ad altre formulazioni alternative proposte che possono modificare sensibilmente le stime attuali della frazione di massa/energia oscura. In questo senso, la misura del parametro  può essere considerata un potente test cosmologico effettuato tramite misure locali.

È previsto che la missione GAIA possa raggiungere per , misurando con precisioni senza precedenti l’evoluzione temporale della posizione di più di un miliardo di oggetti sparsi su tutta la volta celeste, l'accuratezza di 10-6 a 3σ nell’ipotesi di prestazioni nominali. Le verifiche numeriche e le parti rilevanti di codice sono in corso di sviluppo nell’ambito del relativo contratto con l’Agenzia Spaziale Italiana, coordinato con l’attività del consorzio europeo DPAC (Data Processing and Analysis Consortium) per la riduzione dati da Gaia.

Così si oscurò Betelgeuse

13/08/2020

Cosa fece impallidire per mesi, dal novembre 2019 all’aprile 2020, una fra le stelle più brillanti del cielo? Una possibile risposta arriva ora da una lunga campagna osservativa condotta in banda ultravioletta con il telescopio spaziale Hubble: la responsabile fu una nube di polvere prodotta a seguito di un’imponente emissione di plasma dalla stella stessa

E alla fine esplosero le nane nere

13/08/2020

Il fisico Matt Caplan dell'Università dell'Illinois propone sulle pagine di Monthly Notices of the Royal Astronomical Society una nuova teoria, alternativa allo spegnimento lento e sommesso, su quello che sarà – tra innumerevoli miliardi di anni – l’ultimo atto del cosmo. «Uno spettacolo che non potrà comunque avere spettatori», commenta Massimo Della Valle dell’Inaf di Napoli

Molto giovane, incredibilmente ordinata

12/08/2020

Trovare una galassia così “composta“ a 12 miliardi di anni luce da noi è stata una grande sorpresa. Visto da Alma grazie a una lente gravitazionale, il suo è il disco galattico più ordinato mai osservato nell’universo primordiale. A firmare l’articolo, uscito oggi su Nature, un team guidato da una dottoranda del Max Planck originaria del Salento, Francesca Rizzo