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Fisica della gravitazione e cosmologia con l'astrometria spaziale di alta precisione

Il miglioramento della precisione nella verifica della Relatività Generale (GR) rappresenta un risultato cruciale per la fisica fondamentale, con impatti cosmologici ed astrofisici a tutte le scale. Infatti lo studio dell'evoluzione dell'Universo, in un arco temporale di 60 ordini di grandezza, dai primordi fino al presente, dipende essenzialmente dalla comprensione dell'interazione gravitazionale, la cui interpretazione più accreditata è costituita dalla Relatività Generale. Lo strumento teorico attualmente più usato per il confronto di queste teorie su scala locale è il formalismo post newtoniano parametrizzato (PPN), nel quale ciascuna teoria è caratterizzata da precisi valori assunti da un set di parametri che vengono stimati dai risultati degli esperimenti. Tra questi parametri,  (legato alla curvatura dello spazio tempo indotta dalla massa) è quello più studiato, e anche quello meglio accessibile tramite misure astrometriche. La stima di questo parametro consente di porre vincoli stringenti anche ad altre formulazioni alternative proposte che possono modificare sensibilmente le stime attuali della frazione di massa/energia oscura. In questo senso, la misura del parametro  può essere considerata un potente test cosmologico effettuato tramite misure locali.

È previsto che la missione GAIA possa raggiungere per , misurando con precisioni senza precedenti l’evoluzione temporale della posizione di più di un miliardo di oggetti sparsi su tutta la volta celeste, l'accuratezza di 10-6 a 3σ nell’ipotesi di prestazioni nominali. Le verifiche numeriche e le parti rilevanti di codice sono in corso di sviluppo nell’ambito del relativo contratto con l’Agenzia Spaziale Italiana, coordinato con l’attività del consorzio europeo DPAC (Data Processing and Analysis Consortium) per la riduzione dati da Gaia.

I gemelli violenti del Sole

16/05/2012

Il diagramma del brillamento solare del 1 settembre 1859 tracciato dal suo scopritore, l'astronomo inglese Richard Carrington. Gli archi del flare sono indicati dalle lettere A, B, C e D. Questo brillamento è ritenuto il più intenso finora registrato almeno negli ultimi 2.000 anni.Dall'analisi dei dati del satellite Kepler della NASA emerge che le stelle con le stesse caratteristiche della nostra producono brillamenti che sono anche milioni di volte più intensi di quelli che avvengono sul nostro Sole. Cosa possa scatenare queste immani esplosioni è però ancora un mistero.

Buco nero in HD

16/05/2012

Rappresentazione artistica dell'anello di gas e polveri che circonda il disco di accrescimento e il  buco nero al centro di un nucleo galattico attivo. (Crediti: NASA E/PO - Sonoma State University, Aurore Simonnet)L’avanzatissimo strumento che combina la luce di tre dei telescopi del Very Large Telescope ha permesso di indagare con grande accuratezza la zona circostante il buco nero al centro della galassia NGC 3783, scoprendo attorno ad esso un anello di gas e polveri.

Oltre la supernova

16/05/2012

Supernova SN 2010jlL'osservazione del telescopio spaziale Chandra potrebbe aiutare gli astronomi a capire perché alcune supernove sono più potenti di altre. Nell'immagine, la supernova è l'ammasso luminoso in alto