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Astrofisica solare e fisica interplanetaria

L'obiettivo scientifico delle ricerche di fisica solare, interplanetaria e magnetosferica è la comprensione di quella varietà di fenomeni che rientra sotto la definizione di attività solare e della sua influenza sugli ambienti planetari. Questo campo di indagine, che esplora in dettaglio una ricca serie di processi fisici, importanti anche per il contesto astrofisico più generale, può essere globalmente identificato come lo studio della complessa interazione tra campo magnetico e plasma in un’ampia gamma di condizioni dinamiche. Gli anni recenti sono stati caratterizzati da un notevole sviluppo delle conoscenze sul Sole e sull’eliosfera, grazie all'utilizzo di nuovi e più efficaci strumenti, sia a terra che dallo spazio. Inoltre, una serie di strumenti dedicati allo studio delle proprietà della ionosfera e della magnetosfera terrestri e delle loro variazioni ha permesso di correlare le alterazioni dell'ambiente circumterrestre, il cui impatto sulle attività umane può essere critico, con le perturbazioni interplanetarie indotte dai fenomeni più energetici dell’attività magnetica solare (brillamenti, protuberanze eruttive, coronal mass ejections), stimolando significativamente gli studi sulla fisica delle relazioni Sole-Terra e della “meteorologia spaziale” (Space Weather).

La comunità scientifica solare, interplanetaria e magnetosferica italiana è attivamente impegnata in questi campi di indagine, utilizzando regolarmente la strumentazione internazionale disponibile sia a Terra che dallo spazio, e alla cui realizzazione ha contribuito in modo significativo. Inoltre la comunità ha a disposizione una serie di infrastrutture osservative dislocate sul territorio nazionale e anche all’estero, costantemente utilizzate per l’osservazione sistematica del Sole e per lo studio delle relazioni Sole-Terra.

Dischi stellari ricchi di monossido di carbonio

26/08/2016

Image converted using ifftoanyUno studio di 24 sistemi stellari giovani condotto con lo strumento ALMA ha permesso agli astronomi di trovare che gli oggetti più massivi del Sole contengono grosse riserve di monossido di carbonio nei loro dischi di detriti rispetto alle stelle di massa inferiore. Questi risultati forniscono nuovi indizi sul tempo scala relativo alla formazione dei pianeti giganti. Lo studio è pubblicato Astrophysical Journal

Juno accarezza Giove

26/08/2016

Doppia vista su Giove attraverso gli occhi elettronici della sonda Juno, dalla lunga distanza di 4,4 milioni di chilometri. Crediti: NASA / JPL-Caltech / SwRI / MSSS.Più vicina che mai: ad appena 4.200 chilometri sopra il fitto mantello di nubi che protegge il gigante gassoso, la sonda NASA Juno conclude la sua prima orbita attorno a Giove con tutti gli strumenti scientifici pronti a ricevere, compreso l’italianissimo JIRAM

Dragonfly 44, una galassia rimasta al buio

25/08/2016

dragonfly44Sfuggita per decenni agli astronomi a causa della sua luminosità estremamente debole, la galassia presenta così poche stelle che potrebbe essere disgregata rapidamente se non fosse per l’azione di qualcosa che la tiene insieme. Grazie a osservazioni realizzate con potenti telescopi situati nelle Hawaii, un gruppo di ricercatori è stato in grado di stimarne la composizione. Lo studio è pubblicato su ApJ Letters