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Fisica dell'accrescimento e dell'espulsione della materia

La problematica dell’accrescimento su oggetti compatti e la espulsione di getti relativistici può essere suddiviso in tre sezioni: la prima riguarda le sorgenti blazar, in cui il getto domina il sistema, la seconda le binarie X e gli AGN (Active Galactc Nuclei) non “beamed”, in cui le proprietà di accrescimento e getto sono strettamente legate, e la terza sono le binarie contenenti oggetti compatti. In questi campi l'Italia gioca un ruolo da protagonista, grazie al satellite dell’Agenzia Spaziale Italiana AGILE, la cui componente scientifica è rappresentata da INAF e INFN, grazie alla collaborazione con il satellite della NASA Fermi e con il telescopio Cerenkov MAGIC, ma anche per la importante componente teorico-interpretativa.

L'Italia dunque gioca un ruolo di primo piano nello studio dei getti extragalattici e in particolare nei blazar. Dal punto di vista osservativo particolarmente rilevanti sono gli studi multifrequenza di blazar (in particolare nelle bande radio, ottico, X e gamma) che coinvolgono diverse strutture INAF e Università (Insubria, Perugia). L'Italia ha una posizione di leadership nel monitoraggio ottico, avendo un ruolo di primo piano nel consorzio di telescopi medio/piccoli GASP-WEBT. Particolare rilevanza hanno gli studi condotti con AGILE e REM (completamente italiani) da una parte, e Swift, Fermi e MAGIC (con essenziale contributo italiano) dall'altra. Per questi ultimi, il coinvolgimento qualificato di INAF nello sfruttamento dei dati scientifici è assicurato dalla presenza di diversi ricercatori nelle relative collaborazioni internazionali.

Dal punto di vista teorico-interpretativo la posizione italiana è ottima, specialmente per quanto riguarda sia la modellizzazione dell'emissione dei blazars (e più in generale dei getti extragalattici) che la simulazione numerica della formazione e della dinamica dei getti relativistici. Per quanto riguarda gli AGN radio-quieti, il contributo italiano è stato primario. L'Italia copre un ruolo importante anche nello studio di binarie compatte con nane bianche beneficiando di programmi con leadership e co-I italiana che contemplano osservazioni nella banda X con Chandra, XMM-Newton, Swift ed INTEGRAL e nella banda ottica con telescopi sia italiani che dell'ESO.

Per tali studi sono impegnati i satelliti per l’astronomia X come Swift, Chandra, XMM-Newton, Suzaku, RossiXTE; per l’astronomia quelli gamma come INTEGRAL, AGILE e Fermi; da terra il telescopio Cherenkov MAGIC, i telescopi ottici e nell’infrarosso (I/R) VLT, TNG e REM e i radiotelescopi del progetto LOFAR.

Sempre nello stesso ambito sono in fase di studio o realizzazione diversi progetti con partecipazione italiana, come ad esempio il Cherenkov Telescope Array (CTA).

E se Pianeta Nove fosse un buco nero?

10/07/2020

Due scienziati della Harvard University hanno sviluppato un nuovo metodo per cercare eventuali buchi neri nel Sistema solare esterno e determinare, una volta per tutte, la vera natura dell’ipotetico Pianeta Nove. “Pianeta” che – ma è solo un’ipotesi ardita – potrebbe essere un buco nero delle dimensioni di un pompelmo, con una massa da cinque a dieci volte quella della Terra. Lo studio è stato accettato per la pubblicazione su ApJ Letters

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Magic conferma Einstein

09/07/2020

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