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La struttura dell'universo a grande scala

La distribuzione della materia su grande scala fornisce uno degli osservabili principali per testare il modello cosmologico. La disomogeneità nella distribuzione delle galassie e della materia oscura, la dipendenza di questa dalla scala e la sua evoluzione nel tempo dipendono strettamente dal valore dei parametri chiave del modello. La combinazione di misure del tasso di espansione dell’Universo con quelle del tasso di crescita delle fluttuazioni di densità permettono, in linea di principio, di testare le basi stesse della teoria, verificando l’esattezza della teoria della Relatività Generale. Esiste l’affascinante possibilità, infatti, che l'energia oscura sia una manifestazione di una modifica della gravità, ovvero di una deviazione dalle equazioni di Einstein. È questa una delle alternative all’energia oscura più attivamente esplorate al momento. Assieme all’osservazione del fondo cosmico nelle microonde la caratterizzazione quantitativa della struttura a grande scala dell’Universo attraverso le survey di redshift di galassie e ammassi di galassie e la misura del weak lensing è sicuramente il filone che promette i maggiori risultati in quest’ambito, grazie ai grandi progetti di survey in corso o in fase di progetto.

Atlante del numero di stelle visibili a occhio nudo

07/07/2020

Un nuovo studio condotto da due ricercatori italiani ha cercato di trovare un metodo per stimare quante stelle sono visibili nel cielo notturno da qualunque località del mondo tenendo conto anche dell’inquinamento luminoso. Ne parliamo con Fabio Falchi, uno dei due autori della ricerca

Un soffio di vita dalle stelle morenti

06/07/2020

Uno studio pubblicato su Nature Astronomy fa luce sul ruolo avuto dalle stelle di piccola massa nel “fertilizzare” la nostra galassia, arricchendola di carbonio, l'elemento chimico che sta alla base della vita. A coordinare la ricerca è stata Paola Marigo, dell’Università di Padova. Nel team anche Léo Girardi, ricercatore dell’Inaf

Sbirciando sotto la polvere galattica

06/07/2020

Analizzando vent’anni di dati del telescopio Wham, un team di ricercatori dell'Università del Wisconsin e dell'Embry-Riddle Aeronautical University ha individuato una bolla anomala di gas ionizzato al di sotto del piano galattico. La scoperta ha permesso agli scienziati di stimare l’energia presente nel centro della Via Lattea: è una quantità che la farebbe rientrare nelle galassie di tipo Liner