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La struttura dell'universo a grande scala

La distribuzione della materia su grande scala fornisce uno degli osservabili principali per testare il modello cosmologico. La disomogeneità nella distribuzione delle galassie e della materia oscura, la dipendenza di questa dalla scala e la sua evoluzione nel tempo dipendono strettamente dal valore dei parametri chiave del modello. La combinazione di misure del tasso di espansione dell’Universo con quelle del tasso di crescita delle fluttuazioni di densità permettono, in linea di principio, di testare le basi stesse della teoria, verificando l’esattezza della teoria della Relatività Generale. Esiste l’affascinante possibilità, infatti, che l'energia oscura sia una manifestazione di una modifica della gravità, ovvero di una deviazione dalle equazioni di Einstein. È questa una delle alternative all’energia oscura più attivamente esplorate al momento. Assieme all’osservazione del fondo cosmico nelle microonde la caratterizzazione quantitativa della struttura a grande scala dell’Universo attraverso le survey di redshift di galassie e ammassi di galassie e la misura del weak lensing è sicuramente il filone che promette i maggiori risultati in quest’ambito, grazie ai grandi progetti di survey in corso o in fase di progetto.

A caccia di gioviani con l’intelligenza artificiale

26/06/2019

I ricercatori della Southwest Research Institute hanno ideato un bot per cercare pianeti gemelli di Giove, che a loro volta potrebbero favorire la presenza di pianeti rocciosi più interni e magari abitabili. L’algoritmo sfrutta le informazioni sulla composizione chimica delle stelle, cercando le firme di elementi come carbonio, ferro, ossigeno e sodio

Un campione stellare di pesi massimi

26/06/2019

In un ammasso aperto della nostra galassia è stata scoperta una nebulosa planetaria la cui stella progenitrice aveva una massa di 5.5 masse solari, un peso massimo tra le stelle all’origine delle nebulose planetarie. I risultati confermano le previsioni teoriche secondo cui stelle di massa superiore alle 5 masse solari possono formare nebulose planetarie, ricche di azoto

Marte: 4.5 miliardi di anni di relativa tranquillità

25/06/2019

Uno studio condotto dalla Western University (Canada) su meteoriti marziane, pubblicato ieri su Nature Geoscience, anticipa di qualche centinaia di milioni di anni l’epoca in cui sul Pianeta rosso potrebbero essere comparse le condizioni per il potenziale sviluppo della vita: 4.48 miliardi di anni fa, quando ebbe termine il cosiddetto intenso bombardamento tardivo