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La struttura dell'universo a grande scala

La distribuzione della materia su grande scala fornisce uno degli osservabili principali per testare il modello cosmologico. La disomogeneità nella distribuzione delle galassie e della materia oscura, la dipendenza di questa dalla scala e la sua evoluzione nel tempo dipendono strettamente dal valore dei parametri chiave del modello. La combinazione di misure del tasso di espansione dell’Universo con quelle del tasso di crescita delle fluttuazioni di densità permettono, in linea di principio, di testare le basi stesse della teoria, verificando l’esattezza della teoria della Relatività Generale. Esiste l’affascinante possibilità, infatti, che l'energia oscura sia una manifestazione di una modifica della gravità, ovvero di una deviazione dalle equazioni di Einstein. È questa una delle alternative all’energia oscura più attivamente esplorate al momento. Assieme all’osservazione del fondo cosmico nelle microonde la caratterizzazione quantitativa della struttura a grande scala dell’Universo attraverso le survey di redshift di galassie e ammassi di galassie e la misura del weak lensing è sicuramente il filone che promette i maggiori risultati in quest’ambito, grazie ai grandi progetti di survey in corso o in fase di progetto.

Acqua sulla Luna alla luce del sole

26/10/2020

Il “telescopio volante” Sofia, installato a bordo di un Boeing 747, ha fornito la prima prova diretta e inequivocabile della presenza di molecole d’acqua sul nostro satellite anche al di fuori delle regioni in ombra permanente ai poli lunari. Lo studio è pubblicato su Nature Astronomy

Ancora acqua intrappolata sulla Luna

26/10/2020

Quarantamila chilometri quadrati di zone d’ombra sulla superficie della Luna potrebbero nascondere una riserva di ghiaccio d’acqua permanente grande il doppio rispetto a quanto stimato finora. Tutti i dettagli in uno studio appena pubblicato su Nature Astronomy.

Bennu: Neo-nato 1.75 milioni di anni fa

26/10/2020

Il tempo di vita di un asteroide è determinato dalla sua resistenza agli impatti con altri corpi minori. In uno studio pubblicato oggi su Nature, gli scienziati della missione spaziale Osiris-Rex hanno stimato direttamente – per la prima volta – la resistenza agli impatti di un asteroide, e di conseguenza l’età superficiale assoluta dei massi che lo costituiscono. Lo studio, che parte da un’analisi dettagliata delle dimensioni e della profondità dei crateri osservati sui massi dell'asteroide Bennu, indica che il corpo è a tutti gli effetti un Near Earth Object da circa 1,75 milioni di anni.