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Tu sei qui: Home Campi di Attivita' Galassie e Cosmologia L’Universo oscuro

Materia Oscura

La materia oscura rappresenta uno dei due principali ingredienti del modello standard, la cui presenza è dimostrata da un gran numero di osservazioni astronomiche. Tra queste ricordiamo le curve di rotazione delle galassie a spirale e la massa degli ammassi di galassie, assieme alle già menzionate anisotropie della radiazione di fondo e alla distribuzione delle galassie su grande scala. Appare chiaro da queste osservazioni che accanto ad una piccola frazione di materia “non accesa” di tipo convenzionale, il 90% della materia oscura deve trovarsi sotto forma di particelle elementari di grande massa che interagiscono tra loro (e con la materia ordinaria) solo tramite la forza di gravità. Quali possano essere le particelle in questione rimane uno dei grandi misteri del modello cosmologico, strettamente correlato a problematiche di fisica fondamentale e quindi alle ricerche sull’infinitamente piccolo. Le ricerche volte ad identificare le particelle costituenti la materia oscura sono di tipo diretto e indiretto, a seconda che utilizzino una possibile interazione con gli atomi di un rivelatore, oppure quella con le particelle secondarie che ci si aspetta come risultato dell’annichilazione tra particelle. Queste ricerche sono appannaggio principale della fisica delle particelle, con informazioni complementari fornite da osservazioni astronomiche nella banda X, ottica e millimetrica.

Sarà un Falcon 9 a portare Ixpe nello spazio

20/08/2019

Il satellite Ixpe (Imaging X-Ray Polarimetry Explorer) ha l’ambizioso obiettivo di aprire una nuova finestra nell’astronomia dei raggi X: quella della polarimetria. Ixpe partirà il prossimo aprile a bordo di un razzo Falcon 9 della società privata SpaceX. I contributi italiani di maggior rilievo sono quelli dell’Inaf, dell’Infn e dell’Asi

I dolori del giovane Giove

20/08/2019

La sonda Juno ha recentemente scoperto che il nucleo di Giove è più spappolato di quel che ci si aspettava. Una possibile spiegazione viene ora da uno studio, pubblicato su Nature, secondo cui il gigante gassoso ha subito nei sui primi milioni di anni di vita l’impatto frontale con un pianeta in formazione dalla massa pari a 10 volte quella terrestre

Raro sguardo al suolo d’un mondo roccioso

20/08/2019

La camera infrarossa Irac a bordo dell’osservatorio spaziale Spitzer della Nasa ha misurato la temperatura di quello che sembra essere il pianeta più piccolo per il quale gli scienziati hanno usato la luce proveniente dalla sua superficie per studiarne l’atmosfera. Lhs 3844b orbita in 11 ore attorno alla sua stella madre, una stella nana di tipo M a 48.6 anni luce dalla Terra, molto probabilmente non ha atmosfera e si presume sia ricoperto da roccia lavica scura