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Tu sei qui: Home Campi di Attivita' Galassie e Cosmologia L’Universo oscuro

Materia Oscura

La materia oscura rappresenta uno dei due principali ingredienti del modello standard, la cui presenza è dimostrata da un gran numero di osservazioni astronomiche. Tra queste ricordiamo le curve di rotazione delle galassie a spirale e la massa degli ammassi di galassie, assieme alle già menzionate anisotropie della radiazione di fondo e alla distribuzione delle galassie su grande scala. Appare chiaro da queste osservazioni che accanto ad una piccola frazione di materia “non accesa” di tipo convenzionale, il 90% della materia oscura deve trovarsi sotto forma di particelle elementari di grande massa che interagiscono tra loro (e con la materia ordinaria) solo tramite la forza di gravità. Quali possano essere le particelle in questione rimane uno dei grandi misteri del modello cosmologico, strettamente correlato a problematiche di fisica fondamentale e quindi alle ricerche sull’infinitamente piccolo. Le ricerche volte ad identificare le particelle costituenti la materia oscura sono di tipo diretto e indiretto, a seconda che utilizzino una possibile interazione con gli atomi di un rivelatore, oppure quella con le particelle secondarie che ci si aspetta come risultato dell’annichilazione tra particelle. Queste ricerche sono appannaggio principale della fisica delle particelle, con informazioni complementari fornite da osservazioni astronomiche nella banda X, ottica e millimetrica.

È tutta fosfina quella che luccica?

30/09/2020

La scoperta della fosfina nell’atmosfera di Venere non ha suscitato solo grande entusiasmo ma anche, soprattutto fra gli astrobiologi, alcune perplessità. Sia sul fatto che indichi potenziale presenza di vita, sia sullo stesso segnale rilevato, che potrebbe essere un falso positivo. Fra gli scettici c’è lo scienziato che firma oggi questo editoriale su Media Inaf, Víctor Manuel Rivilla Rodríguez, del Centro de Astrobiología de Madrid (Inta-Csic), associato all’Inaf di Arcetri

Svelata la natura di un transnettuniano binario

29/09/2020

È composto da due corpi – uno di circa 181 chilometri di diametro e l'altro di 138 chilometri – che orbitano a soli 350 chilometri di distanza l’uno dall'altro, oltre Nettuno. A scoprire la natura binaria di (523764) 2014 WC510 è stato un team di astronomi e cittadini scienziati attraverso l’occultazione di una stella, a sua volta binaria. Tutti i dettagli su The Planetary Science Journal

Stelle immigrate nel Centro galattico

29/09/2020

Il centro della nostra galassia è una delle regioni dell’universo più ricche di stelle. Al suo interno, un gruppo di astronomi ha ora identificato un’antica popolazione stellare precedentemente sconosciuta. Si tratta di un gruppo di stelle molto vecchie, provenienti da un ammasso globulare della nostra galassia, migrate verso il centro della Via Lattea da tre a cinque miliardi di anni fa