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Tu sei qui: Home Campi di Attivita' Galassie e Cosmologia L’Universo oscuro

Materia Oscura

La materia oscura rappresenta uno dei due principali ingredienti del modello standard, la cui presenza è dimostrata da un gran numero di osservazioni astronomiche. Tra queste ricordiamo le curve di rotazione delle galassie a spirale e la massa degli ammassi di galassie, assieme alle già menzionate anisotropie della radiazione di fondo e alla distribuzione delle galassie su grande scala. Appare chiaro da queste osservazioni che accanto ad una piccola frazione di materia “non accesa” di tipo convenzionale, il 90% della materia oscura deve trovarsi sotto forma di particelle elementari di grande massa che interagiscono tra loro (e con la materia ordinaria) solo tramite la forza di gravità. Quali possano essere le particelle in questione rimane uno dei grandi misteri del modello cosmologico, strettamente correlato a problematiche di fisica fondamentale e quindi alle ricerche sull’infinitamente piccolo. Le ricerche volte ad identificare le particelle costituenti la materia oscura sono di tipo diretto e indiretto, a seconda che utilizzino una possibile interazione con gli atomi di un rivelatore, oppure quella con le particelle secondarie che ci si aspetta come risultato dell’annichilazione tra particelle. Queste ricerche sono appannaggio principale della fisica delle particelle, con informazioni complementari fornite da osservazioni astronomiche nella banda X, ottica e millimetrica.

Fosfina su Venere? BepiColombo darà un’occhiata

23/09/2020

Durante il flyby a Venere del prossimo 15 ottobre, BepiColombo arriverà a una distanza di poco più di 10mila chilometri dal pianeta. Lo spettrometro Mertis opera in un intervallo di lunghezze d’onda entro cui ricadono alcune righe della fosfina. La sua sensibilità è al limite della possibilità di misura, ma è una coincidenza troppo importante per non tentare. Ne parliamo con Valeria Mangano, dell’Inaf Iaps di Roma

Una Via Lattea tutta da ascoltare

23/09/2020

Convertire in musica le immagini astronomiche del centro galattico, di Cassiopeia A e dei Pilastri della Creazione “suonati” nel visibile, nell’infrarosso e in X rispettivamente da Hubble, Spitzer e Chandra: è quello hanno fatto gli scienziati del progetto Systems Sound utilizzando la tecnica della sonificazione. Il risultato è un universo in musica: un nuovo modo per esplorare gli oggetti astronomici

Quel quarto di secondo tra fusione e buco nero

23/09/2020

Un articolo pubblicato su ApJL offre per la prima volta una descrizione completa del meccanismo di espulsione di materia guidata dal campo magnetico nella fase tra il merging e il collasso a buco nero dell’oggetto risultante. Ottenuta grazie a una simulazione di durata record, la descrizione è in grado di spiegare la cosiddetta “componente blu” della kilonova poi osservata. Media Inaf ha intervistato il primo autore dello studio, Riccardo Ciolfi dell’Inaf di Padova