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Tu sei qui: Home Campi di Attivita' Galassie e Cosmologia L’Universo oscuro

Materia Oscura

La materia oscura rappresenta uno dei due principali ingredienti del modello standard, la cui presenza è dimostrata da un gran numero di osservazioni astronomiche. Tra queste ricordiamo le curve di rotazione delle galassie a spirale e la massa degli ammassi di galassie, assieme alle già menzionate anisotropie della radiazione di fondo e alla distribuzione delle galassie su grande scala. Appare chiaro da queste osservazioni che accanto ad una piccola frazione di materia “non accesa” di tipo convenzionale, il 90% della materia oscura deve trovarsi sotto forma di particelle elementari di grande massa che interagiscono tra loro (e con la materia ordinaria) solo tramite la forza di gravità. Quali possano essere le particelle in questione rimane uno dei grandi misteri del modello cosmologico, strettamente correlato a problematiche di fisica fondamentale e quindi alle ricerche sull’infinitamente piccolo. Le ricerche volte ad identificare le particelle costituenti la materia oscura sono di tipo diretto e indiretto, a seconda che utilizzino una possibile interazione con gli atomi di un rivelatore, oppure quella con le particelle secondarie che ci si aspetta come risultato dell’annichilazione tra particelle. Queste ricerche sono appannaggio principale della fisica delle particelle, con informazioni complementari fornite da osservazioni astronomiche nella banda X, ottica e millimetrica.

Betelgeuse convalescente, dopo il botto del 2019

12/08/2022

Analizzando i dati del telescopio spaziale Hubble e di molti altri osservatori, gli astronomi hanno concluso che Betelgeuse nel 2019 ha perso una parte consistente della sua superficie in seguito a una gigantesca espulsione che ha rilasciato una massa 400 miliardi di volte superiore a quella di una tipica espulsione coronale di massa del Sole. È qualcosa che non si era mai visto prima in una normale stella

Hack the Planets, vincono tre ricercatori dell’Inaf

12/08/2022

Novantatré anni in tre, tutti esperti di intelligenza artificiale e ricercatori all’Inaf di Bologna, Leonardo Baroncelli di Bagno a Ripoli, Ambra Di Piano di Arona e Antonio Addis di Sassari si sono aggiudicati il primo posto nell’hackaton sull’impiego del machine learning in astrofisica di Hack the Science 2022, sviluppando una rete neurale per il riconoscimento automatico di crateri marziani

Così gli asteroidi disegnarono la Terra

12/08/2022

Una nuova ricerca della Curtin University basata sullo studio della composizione degli isotopi dell'ossigeno in cristalli di zircone rinvenuti nel cratone Pilbara, in Australia occidentale, ha fornito la prova più convincente che i continenti della Terra siano stati formati da impatti di meteoriti giganti, particolarmente diffusi durante i primi miliardi di anni della storia del nostro pianeta