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Tu sei qui: Home Campi di Attivita' Galassie e Cosmologia L’Universo oscuro

Materia Oscura

La materia oscura rappresenta uno dei due principali ingredienti del modello standard, la cui presenza è dimostrata da un gran numero di osservazioni astronomiche. Tra queste ricordiamo le curve di rotazione delle galassie a spirale e la massa degli ammassi di galassie, assieme alle già menzionate anisotropie della radiazione di fondo e alla distribuzione delle galassie su grande scala. Appare chiaro da queste osservazioni che accanto ad una piccola frazione di materia “non accesa” di tipo convenzionale, il 90% della materia oscura deve trovarsi sotto forma di particelle elementari di grande massa che interagiscono tra loro (e con la materia ordinaria) solo tramite la forza di gravità. Quali possano essere le particelle in questione rimane uno dei grandi misteri del modello cosmologico, strettamente correlato a problematiche di fisica fondamentale e quindi alle ricerche sull’infinitamente piccolo. Le ricerche volte ad identificare le particelle costituenti la materia oscura sono di tipo diretto e indiretto, a seconda che utilizzino una possibile interazione con gli atomi di un rivelatore, oppure quella con le particelle secondarie che ci si aspetta come risultato dell’annichilazione tra particelle. Queste ricerche sono appannaggio principale della fisica delle particelle, con informazioni complementari fornite da osservazioni astronomiche nella banda X, ottica e millimetrica.

Tutta la scienza di Cheops

19/07/2019

Mentre si attende la data esatta di lancio e la selezione delle proposte per le osservazioni "libere", ecco la suddivisione del programma osservativo di base previsto per la piccola missione europea dedicata ad approfondire la conoscenza degli esopianeti più grandi della Terra e più piccoli di Nettuno

Completata la prima Ska Science Data Challenge

19/07/2019

Anche i radioastronomi e le radioastronome devono allenarsi, in particolare a scavare efficacemente nell'immensa mole di dati che lo Square Kilometre Array - il radiotelescopio più grande del mondo - produrrà. Per questo sono state prodotte immagini radio artificiali che nove squadre, tra qui una italiana, hanno setacciato con diversi software alla ricerca di radiosorgenti

Ploonets: lune “esiliate” che diventano pianeti

19/07/2019

In uno studio in pubblicazione su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society un team internazionale di ricercatori ha effettuato delle simulazioni per cercare di capire cosa succederebbe alle eventuali lune di pianeti extrasolari in migrazione verso la propria stella. Il risultato è interessante: potrebbero diventare "ploonets"