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Tu sei qui: Home Campi di Attivita' Galassie e Cosmologia L’Universo oscuro

Materia Oscura

La materia oscura rappresenta uno dei due principali ingredienti del modello standard, la cui presenza è dimostrata da un gran numero di osservazioni astronomiche. Tra queste ricordiamo le curve di rotazione delle galassie a spirale e la massa degli ammassi di galassie, assieme alle già menzionate anisotropie della radiazione di fondo e alla distribuzione delle galassie su grande scala. Appare chiaro da queste osservazioni che accanto ad una piccola frazione di materia “non accesa” di tipo convenzionale, il 90% della materia oscura deve trovarsi sotto forma di particelle elementari di grande massa che interagiscono tra loro (e con la materia ordinaria) solo tramite la forza di gravità. Quali possano essere le particelle in questione rimane uno dei grandi misteri del modello cosmologico, strettamente correlato a problematiche di fisica fondamentale e quindi alle ricerche sull’infinitamente piccolo. Le ricerche volte ad identificare le particelle costituenti la materia oscura sono di tipo diretto e indiretto, a seconda che utilizzino una possibile interazione con gli atomi di un rivelatore, oppure quella con le particelle secondarie che ci si aspetta come risultato dell’annichilazione tra particelle. Queste ricerche sono appannaggio principale della fisica delle particelle, con informazioni complementari fornite da osservazioni astronomiche nella banda X, ottica e millimetrica.

Sotto pressione, i buchi neri fanno festa

03/06/2020

Un nuovo studio condotto dalla Yale University mostra come l'intensa pressione che si può verificare negli ammassi di galassie sia in grado di spegnere la creazione di nuove stelle e porti alla disattivazione di alcuni buchi neri supermassicci che risiedono nelle galassie stesse. Ma questo non prima di aver concesso loro di banchettare un'ultima volta. Tutti i dettagli su The Astrophysical Journal Letters

Piccoli CubeSat crescono: osservato un esopianeta

03/06/2020

ASTERIA CubeSatSi chiama Asteria, ed è riuscito a “vedere” 55 Cancri e. I CubeSat non potranno sostituire al cento per cento i grandi telescopi orbitanti o le mastodontiche strutture osservative sulla Terra, ma satelliti come Asteria sono un valido aiuto per scoprire e studiare pianeti e altri oggetti grazie alla loro stabilità e a notevoli prestazioni tecnologiche

Nana bruna ancora in fasce a 337 anni luce da noi

03/06/2020

Un team del Mit ha scoperto, grazie ad alcuni risultati dell’iniziativa di citizen science Disk Detective, la più giovane nana bruna nel nostro circondario stellare. Ha un disco protoplanetario e potrebbe in futuro raccontarci qualcosa in più sui pianeti che si possono formare attorno a questi deboli oggetti stellari