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Tu sei qui: Home Campi di Attivita' Galassie e Cosmologia L’Universo oscuro

Materia Oscura

La materia oscura rappresenta uno dei due principali ingredienti del modello standard, la cui presenza è dimostrata da un gran numero di osservazioni astronomiche. Tra queste ricordiamo le curve di rotazione delle galassie a spirale e la massa degli ammassi di galassie, assieme alle già menzionate anisotropie della radiazione di fondo e alla distribuzione delle galassie su grande scala. Appare chiaro da queste osservazioni che accanto ad una piccola frazione di materia “non accesa” di tipo convenzionale, il 90% della materia oscura deve trovarsi sotto forma di particelle elementari di grande massa che interagiscono tra loro (e con la materia ordinaria) solo tramite la forza di gravità. Quali possano essere le particelle in questione rimane uno dei grandi misteri del modello cosmologico, strettamente correlato a problematiche di fisica fondamentale e quindi alle ricerche sull’infinitamente piccolo. Le ricerche volte ad identificare le particelle costituenti la materia oscura sono di tipo diretto e indiretto, a seconda che utilizzino una possibile interazione con gli atomi di un rivelatore, oppure quella con le particelle secondarie che ci si aspetta come risultato dell’annichilazione tra particelle. Queste ricerche sono appannaggio principale della fisica delle particelle, con informazioni complementari fornite da osservazioni astronomiche nella banda X, ottica e millimetrica.

Universi emergenti da sfide tra reti neurali

17/05/2019

Per produrre mappe ultra-fedeli del lensing gravitazionale debole, un team di ricercatori di Berkeley ha progettato due reti neurali e le ha messe in competizione fra loro: una simula la realtà, l’altra decide se il prodotto è reale o simulato. E così gareggiando diventano sempre più abili. Ne parliamo con Massimo Meneghetti dell’Inaf di Bologna

Primo piano primitivo di Ultima Thule

17/05/2019

Un’immagine senza precedenti del corpo celeste più lontano mai visitato da un oggetto costruito dall’uomo. La sonda New Horizons è stata in grado di scrutare l'oggetto da vicino, rilevando le caratteristiche superficiali di Mu69. L’immagine si è meritata la copertina della rivista Science

Ngc 4485 messa a nudo da Hubble

17/05/2019

Immortalata dalla Wide Field Camera 3 del telescopio spaziale di Nasa ed Esa, è ciò che resta della piccola galassia dopo lo scontro titanico, avvenuto milioni di anni fa, con la galassia a spirale barrata Ngc 4490