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Tu sei qui: Home Campi di Attivita' Galassie e Cosmologia Origine ed evoluzione delle galassie e delle strutture

L’evoluzione delle galassie

Nel modello standard a materia oscura fredda, la formazione delle galassie avviene in modo gerarchico. Ciò e perlomeno quanto accade alla componente di materia oscura, che si aggrega in strutture (gli aloni sopra menzionati) via via più grandi, attraverso processi di interazione gravitazionale e fusione successiva. Sebbene guidato gravitazionalmente dalla materia oscura, quel che succede alla componente barionica potrebbe, però, essere molto diverso. In generale si pensa che quest’ultima collassi entro le buche di potenziale create dalla materia oscura, in quello che viene chiamato collasso dissipativo, convertendo il gas primordiale in stelle. Questa potrebbe essere l’origine delle galassie più massicce, di tipo ellittico, e in generale delle parti sferoidali che si osservano anche nelle spirali. In quest’ultimo caso, i dischi vengono poi a formarsi attorno allo sferoide in seguito ad una lenta e continua acquisizione di gas fresco dalle zone circostanti la galassia. Questo gas acquisisce momento angolare e contribuisce a formare la popolazione di stelle più recenti, oltre a fornire combustibile per le generazioni successive. Un ruolo importante in questi processi lo giocano sia la massa iniziale dell’alone di materia oscura in cui la galassia va a formarsi, sia l’ambiente in cui questa si trova. È ben noto ad esempio che negli ammassi di galassie, ovvero in zone di alta densità, la percentuale di galassie a spirale è molto bassa. Gli ultimi 15 anni hanno portato grandi progressi in questo campo, con un importante contributo della comunità astronomica italiana attraverso sia le già citate surveys VVDS e COSMOS-ZCOSMOS che altri progetti (ad esempio GMASS e GOODS), ugualmente importanti per la comprensione dei fenomeni evolutivi che guidano la storia delle galassie. Su questo quadro qualitativo c’è un generale accordo, anche se dettagli come l’epoca di formazione dei dischi o il ruolo relativo di massa e ambiente nel definire le proprietà della galassia in formazione sono tuttora mal definiti, anche a causa dell’esiguità’ dei campioni disponibili a redshift z>1.5-2.

Wolf 1069 b, una terra nella costellazione del Cigno

06/02/2023

Un team di astronomi guidato dal Max Planck Institute for Astronomy ha scoperto un esopianeta simile alla Terra in orbita nella zona abitabile della sua stella, la nana rossa Wolf 1069. Il suo nome è Wolf 1069 b. Si trova a 31 anni luce da noi nella costellazione del Cigno. E sebbene si trovi in blocco mareale con il suo sole, è un obiettivo promettente per indagare l'abitabilità planetaria e per la ricerca di impronte chimiche della vita. Tutti i dettagli su A&A

Due libri sul fluire del tempo

06/02/2023

Fra i tanti libri affascinanti sul tempo, l’astrofisica Patrizia Caraveo ne ha scelti due che affrontano l’argomento in modi completamente diversi: “Il tempo della luce” di Massimo Della Valle e “Il punto di Giano” di Julian Barbour. Con il consenso dell’autrice, vi riproponiamo su Media Inaf la sua recensione, pubblicata ieri sul Sole 24 Ore

Novantadue lune per Giove, è record

06/02/2023

Il più grande pianeta del Sistema solare ha ora anche la famiglia di lune più numerosa. Il Minor Planet Center ha infatti pubblicato le orbite relative a 12 lune di Giove precedentemente non segnalate: un incremento del 15 per cento che sancisce il sorpasso su Saturno