Strumenti personali
Fatti riconoscere

Nuovi approcci realizzativi e metrologia di specchi leggeri

Come già menzionato, i futuri telescopi di grandissime dimensioni come E-ELT comportano che lo specchio primario (di 39 m) sia realizzato assemblando opportunamente un elevato numero di segmenti riflettenti, da produrre con processi industrializzabili ad alta ripetibilità; l’uso di una struttura a segmenti è stata pure proposta per lo specchio secondario. INAF in collaborazione con ESO è coinvolto nello sviluppo di tecniche realizzative e dei relativi procedimenti metrologici ad hoc per queste applicazioni.

In particolare, gli studi in atto riguardano:

  • Lo sviluppo dei segmenti leggeri in SiC di forma esagonale con area di circa 1 m2, per la realizzazione dello specchio primario di E-ELT. Tale tecnologia, alternativa all’attuale baseline basata sullo Zerodur, si pone come particolarmente interessante poiché permette di ottenere un consistente guadagno in termini di peso. A questa ricerca partecipano anche importanti partner industriali come Galileo Avionica e Bettini spa.
  • Lo sviluppo di specchi sottili (qualche millimetro) deformabili realizzati per formatura a caldo tramite uno stampo riutilizzabile. Questa via si pone come alternativa al costoso e rischioso processo di assottigliamento mediante menisco degli specchi secondari usati per esempio nel caso di LBT. L’attività è svolta in collaborazione con ESO nell’ambito del progetto europeo OPTICON/FP6, e sta fornendo risultati molto promettenti.
  • L’utilizzo della grande facility per “ion beam figuring” (2 m x 3 m) allestita da INAF presso OABr per correzioni di estrema precisione in modalità “no-contact” dei segmenti riflettenti di specchio (sia primario che secondario) prodotti per E-ELT.

Il segreto delle Eros è una compagna nascosta?

22/01/2021

L’acronimo sta per “Extremely Red Objects” – Eros, appunto – e sono stelle la cui luce è infrarossa al punto da costituire un enigma. Ora però un team guidato da Flavia Dell’Agli dell’Inaf di Roma potrebbe aver trovato una spiegazione all’eccesso di polvere che le avvolge: in realtà si tratterebbe di stelle binarie

Anatomia di due celebri nebulose planetarie

21/01/2021

Partendo da due recenti immagini scattate dal telescopio spaziale Hubble, un gruppo di ricercatori ha analizzato nel dettaglio i processi di formazione delle nebulose Ngc 6302 e Ngc 7027 sfruttando l’intera capacità pancromatica del telescopio di Nasa ed Esa – dal vicino ultravioletto al vicino infrarosso

Pianeti al bivio, nello spazio e nel tempo

21/01/2021

Pubblicato oggi su Science un nuovo quadro teorico che spiegherebbe la formazione e la struttura attuale del Sistema solare. Lo scenario proposto si basa sulla divisione netta in due epoche e luoghi di formazione per pianeti interni ed esterni, e sarebbe in grado di spiegare le diverse caratteristiche dei pianeti terrestri (come la Terra) e di quelli esterni (come Giove), trovando riscontro anche nella composizione chimica di asteroidi e diverse famiglie di meteoriti