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Tecnologie ottiche innovative per strumentazione di piano focale

In linea di principio la dimensione degli strumenti di piano focale scala linearmente con il diametro del telescopio; tuttavia la realizzazione di simili strumenti è al di là delle attuali capacità tecnologiche. Da ciò deriva la necessità di individuare e sviluppare nuove tecnologie ottiche che permettano di superare questo ostacolo. Per quanto riguarda la spettroscopia infrarossa, questa è la tecnica più attraente per la ricerca di oggetti freddi (pianeti e piccoli corpi) vicino a stelle brillanti.

Per affrontare queste problematiche la richiesta di aumentare la risoluzione sia spaziale che spettrale è sempre più pressante, da questo la necessità di aumentare quanto più possibile l’area di rivelazione disponibile. Gli osservatori italiani sono coinvolti nello sviluppo di spettrometri infrarossi di ultima generazione come GIANO e NAHUAL per il GTC (Gran Telescopio Canarias); anche lo spettrografo X-SHOOTER, dedicato alla acquisizione in esposizione unica di spettri a risoluzione intermedia (R 5000-15000) a larghissima copertura spettrale (UV-NIR), è stato integrato ed installato al VLT nel corso del 2008. In generale, date le dimensioni di questi strumenti, risulta essenziale che questi vengano realizzati in consorzi e fellowship, nazionali ed internazionali. Questo permette di concentrare i nostri contributi nelle aree in cui le competenze sono maggiori, e pertanto richiede che queste siano adeguatamente sostenute.

Il segreto delle Eros è una compagna nascosta?

22/01/2021

L’acronimo sta per “Extremely Red Objects” – Eros, appunto – e sono stelle la cui luce è infrarossa al punto da costituire un enigma. Ora però un team guidato da Flavia Dell’Agli dell’Inaf di Roma potrebbe aver trovato una spiegazione all’eccesso di polvere che le avvolge: in realtà si tratterebbe di stelle binarie

Anatomia di due celebri nebulose planetarie

21/01/2021

Partendo da due recenti immagini scattate dal telescopio spaziale Hubble, un gruppo di ricercatori ha analizzato nel dettaglio i processi di formazione delle nebulose Ngc 6302 e Ngc 7027 sfruttando l’intera capacità pancromatica del telescopio di Nasa ed Esa – dal vicino ultravioletto al vicino infrarosso

Pianeti al bivio, nello spazio e nel tempo

21/01/2021

Pubblicato oggi su Science un nuovo quadro teorico che spiegherebbe la formazione e la struttura attuale del Sistema solare. Lo scenario proposto si basa sulla divisione netta in due epoche e luoghi di formazione per pianeti interni ed esterni, e sarebbe in grado di spiegare le diverse caratteristiche dei pianeti terrestri (come la Terra) e di quelli esterni (come Giove), trovando riscontro anche nella composizione chimica di asteroidi e diverse famiglie di meteoriti