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Premi e bandi PRIN

I Premi

Testimoni del lavoro degli scienziati dell’INAF sono i premi, nazionali e internazionali, che i nostri ricercatori ricevono e che premiano il lavoro del gruppo che sta dietro al singolo riconoscimento. Vale allora la pena citare il Premio della Repubblica che il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha consegnato a una ricercatrice dello IASF-INAF di Milano, o il Premio Linceo, il più prestigioso premio italiano, che è assegnato ogni dieci anni e quest’anno ha premiato un ricercatore dell’Osservatorio di Bologna dell’INAF, o il premio internazionale per i giovani talenti Zeldovich Medal, che è andato a un giovane ricercatore dello IASF-INAF di Bologna, prima volta di un italiano. O il Premio Fermi, dedicato alla fisica che quest’anno, per la prima volta anche in questa occasione, ha premiato due astrofisici, un associato INAF dell’Università di Ferrara e un ricercatore dello IASF-INAF di Roma, che poi, primo italiano nella storia, ha vinto il prestigioso premio internazionale Shaw. Molti premi ancora sono stati vinti da giovani ricercatori del nostro istituto, come il Marisa Bellisario o il Marsden.

 

I Bandi PRIN

INAF utilizza la parte di Fondi di Funzionamento Ordinario a valle delle spese per il personale, delle spese fisse incomprimibili e dei contributi ai progetti e alle collaborazioni internazionali per finanziare la ricerca di base attraverso processi competitivi e meritocratici, con bandi PRIN – INAF analoghi a quelli PRIN –MIUR. Negli ultimi tre anni (2008, 2009,2010) sono stati stanziati rispettivamente1.2, 1.4 e 1.6 milioni di euro.

La notte insonne dei ricercatori

24/09/2018

Torna questo venerdì l'annuale appuntamento con la Notte Europea dei Ricercatori. L'Inaf mette in campo una ricca offerta di iniziative che spaziano dai seminari scientifici ai laboratori per bambini, dalle visite guidate a molte delle nostre sedi, alle osservazioni al telescopio. Vediamole nel dettaglio, ce n'è per tutti i gusti.

E se le Nubi di Magellano fossero state un trio?

24/09/2018

Una nuova ipotesi, nata dall'osservazione del movimento delle stelle nella Grande Nube di Magellano, fa pensare che in origine la famosa coppia di galassie - visibili a occhio nudo nell'emisfero australe - fosse un terzetto, ma due di loro si sarebbero successivamente fuse tra tre e cinque miliardi di anni fa

Su quell’asteroide qualcosa si muove

23/09/2018

Impresa storica per la missione giapponese Hayabusa-2: i due moduli Rover-1A e Rover-1B sono approdati su Ryugu e funzionano correttamente, saltellando come grilli sull’asteroide e inviando a Terra le immagini. «È la prima volta che l’uomo manda sulla superficie di un piccolo corpo planetario un robot mobile», commenta entusiasta Ernesto Palomba dell’Inaf di Roma