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Valutazione

L’INAF, nel 2009, ha registrato il più alto tasso di incremento nell’ambito dei risultati scientifici, come certificato dall’Agenzia Internazionale di rating ISI Thomson, mentre il CIVR l’aveva precedentemente valutato come il miglior ente di ricerca per il suo settore disciplinare (la fisica).L’INAF considera la valutazione del proprio operato un elemento fondamentale per svolgere il proprio lavoro, al pari di una ricerca scientifica che deve essere valutata prima che possa accreditarsi come valida. Perquesto, tra le altre cose, ha autonomamente istituito Visiting Committee indipendenti composti da scienziati di università ed enti esteri che sono venuti a valutare le sue strutture di ricerca. Oltre ad avere uno delle più alte produzioni scientifiche in relazione al numero di scienziati, abbiamo il miglior rapporto tra investimento economico e produzione, che ci pone al primo posto in Italia, ma forse nel mondo

Così si oscurò Betelgeuse

13/08/2020

Cosa fece impallidire per mesi, dal novembre 2019 all’aprile 2020, una fra le stelle più brillanti del cielo? Una possibile risposta arriva ora da una lunga campagna osservativa condotta in banda ultravioletta con il telescopio spaziale Hubble: la responsabile fu una nube di polvere prodotta a seguito di un’imponente emissione di plasma dalla stella stessa

E alla fine esplosero le nane nere

13/08/2020

Il fisico Matt Caplan dell'Università dell'Illinois propone sulle pagine di Monthly Notices of the Royal Astronomical Society una nuova teoria, alternativa allo spegnimento lento e sommesso, su quello che sarà – tra innumerevoli miliardi di anni – l’ultimo atto del cosmo. «Uno spettacolo che non potrà comunque avere spettatori», commenta Massimo Della Valle dell’Inaf di Napoli

Molto giovane, incredibilmente ordinata

12/08/2020

Trovare una galassia così “composta“ a 12 miliardi di anni luce da noi è stata una grande sorpresa. Visto da Alma grazie a una lente gravitazionale, il suo è il disco galattico più ordinato mai osservato nell’universo primordiale. A firmare l’articolo, uscito oggi su Nature, un team guidato da una dottoranda del Max Planck originaria del Salento, Francesca Rizzo