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Affioramento del flusso magnetico ed organizzazione sulla superficie del Sole

Sulla superficie solare emerge continuamente flusso magnetico, che si distribuisce su diverse scale spaziali; esso può dar luogo alla formazione di regioni attive, di regioni effimere, andare ad aggiungersi al campo intranetwork o distribuirsi su scale ancora più piccole, non ancora risolte con gli attuali strumenti. Allo scopo di dare un contributo alla comprensione di queste problematiche, si rende necessario effettuare una serie di campagne osservative congiunte in cui vengano utilizzati sia strumenti operanti a Terra (IBIS presso il DSR/NSO oppure il Goettingen Fabry-Perot alla VTT a Tenerife o il CRISP presso la SST a La Palma) che strumenti posti su satellite (SOHO-MDI, HINODE, SDO) in modo da avere informazioni sui vari strati dell’atmosfera solare e sulla configurazione magnetica delle regioni osservate. Inoltre, la comprensione dei predetti fenomeni potrà essere raggiunta studiando l’emersione dei tubi di flusso magnetico dalla zona di convezione verso la superficie solare, attraverso lo sviluppo di simulazioni numeriche 3D MHD, utilizzando degli opportuni codici con procedure di Adaptive Mesh Refinement.

A caccia di assioni, da Terra e dallo Spazio

25/01/2021

Un gruppo di scienziati ha cercato le tracce degli assioni nelle osservazioni X di Betelgeuse, senza trovarne alcuna. Lo studio – pubblicato su Physical Review Letters – ha permesso di porre dei vincoli alle proprietà di queste ipotetiche particelle tre volte più forti di quanto abbia mai fatto qualsiasi precedente esperimento di rilevamento condotto sulla Terra. Media Inaf ha intervistato uno degli autori, Oscar Straniero, astrofisico all’Inaf d’Abruzzo

Collisioni galattiche, buchi neri a stecchetto

25/01/2021

Secondo uno studio condotto da ricercatori dell'Università di Tokyo, le collisioni frontali tra galassie attive possono ridurre l’attività dei buchi neri massicci che ospitano al loro centro, spazzando via il disco di accrescimento contenente la materia di cui si nutrono

L’asse di Saturno al traino di un Titano

25/01/2021

In uno studio a coordinamento francese pubblicato su Nature Astronomy, tre ricercatori – tra cui l’italiano Giacomo Lari dell’Università di Pisa – esaminano l’asse di rotazione di Saturno e individuano nel rapido allontanamento di Titano, il più grande dei suoi satelliti, il responsabile degli attuali 27 gradi di inclinazione. La scoperta, controcorrente rispetto alle teorie finora accettate, potrebbe avere implicazioni anche nello studio dei pianeti extrasolari