Strumenti personali
Fatti riconoscere

Salta ai contenuti. | Salta alla navigazione

INAF

Istituto italiano di astrofisica - national institute for astrophisics

Ciao
Tu sei qui: Home Lavora con noi

Lavora con noi

Assegno di ricerca per comunicazione multimediale progetto SKA

Pubblica selezione, per titoli ed eventuale colloquio, per il conferimento di un assegno di collaborazione ad attività di ricerca, dal titolo “Ricerca su nuovi metodi e linguaggi della comunicazione scientifica INAF per la diffusione dei risultati e delle notizie inerenti il Progetto S.K.A., Square Kilometre Array, con particolare riferimento allo sviluppo della relativa comunicazione multimediale da svilupparsi principalmente sul web avvalendosi anche delle diverse forme di social-network”. Selezione n. 07/2014/IRA/AR

Leggi il resto

L’anello fotonico di M87* messo a fuoco

19/08/2022

L'immagine del buco nero supermassiccio al centro di M87 che gli scienziati hanno svelato nel 2019 ha rappresentato una pietra miliare, ma i ricercatori sono ora riusciti ad affinarla ulteriormente applicando nuove tecniche software per ricostruire i dati originali del 2017. La nuova immagine raffigura l'anello fotonico, composto da una serie di sottoanelli sempre più nitidi. Tutti i dettagli su ApJ

Terra e Luna da una sinestia? Lo dicono i gas nobili

19/08/2022

Nel mantello lunare le concentrazioni degli isotopi dell’elio e del neon sono le stesse di quelle presenti sulla Terra. Uno studio pubblicato su Science Advances, condotto da un team di ricercatori dell’Istituto di geochimica e petrologia dell’Eth di Zurigo, fornisce ulteriori prove sull’ipotesi che la Terra e la Luna abbiano avuto origine da un insieme comune di materia in seguito a una violenta collisione con un corpo celeste

Croste planetarie porose? Ad ararle sono gli impatti

18/08/2022

Le collisioni con comete e asteroidi influenzano la porosità e la struttura di lune e pianeti in modo più esteso e profondo di quanto sospettassero gli scienziati, aumentando la loro potenziale capacità di ospitare la vita. È la conclusione alla quale è giunto un team guidato dalla Purdue University grazie a nuove simulazioni e ai dati raccolti dalla missione Grail della Nasa